Carolina Matilde di Hannover nacque Leicester House a Londra nel 1751 da Federico, principe di Galles, e da sua moglie Augusta di Sassonia-Coburgo-Altemburg; suo padre morì per la cancrena appena tre mesi prima della sua nascita. Nonostante fosse la nipote del re d’Inghilterra, Giorgio II, e sorella del futuro Giorgio III, Carolina visse praticamente isolata dalla corte britannica per volontà della madre Augusta, che preferiva farla crescere in un ambiente più raccolto. Nel 1766, a soli quindici anni, Carolina lasciò il Regno Unito per andare in sposa al re di Danimarca, suo cugino Cristiano VII: il matrimonio era stato organizzato dal fratello, re Giorgio III, per garantirsi un’alleanza con la Danimarca, ma a premere per una rapida celebrazione del matrimonio furono i ministri del governo danese per assicurarsi che né Carolina né il re d’Inghilterra si rendessero conto dei problemi mentali di Cristiano.

Cristiano VII di Danimarca, dipinto di Alexander Roslin:

Cristiano VII infatti, nonostante il talento e l’intelligenza che possedeva, alternava momenti di sporadica lucidità mentale a momenti di violenza e instabilità; probabilmente il re soffriva di una forma di schizofrenia, aggravata secondo alcuni dalla rigida educazione che aveva ricevuto dal suo precettore. Carolina invece veniva descritta dai cortigiani danesi come intelligente e affascinante, anche se non proprio bella.

Carolina Matilde, ritratto di Jens Juel:

Il matrimonio tra i due fu subito problematico, sia per la totale indifferenza che Cristiano provava per la moglie sia per alcuni atteggiamenti che Carolina assumeva: la Danimarca, rispetto all’Inghilterra, era un paese decisamente arretrato dal punto di vista dei costumi, tanto retrogrado che era considerato scandaloso che la regina passeggiasse per le strade di Copenaghen invece di spostarsi in carrozza. Cristiano venne convinto a consumare il matrimonio solo per ragioni dinastiche, e dopo che nacque il figlio, Federico, il re non si interessò più alla moglie, preferendo passare il tempo con le sue amanti nei bordelli di Copenaghen. Ad aggravare ulteriormente l’infelicità di Carolina fu il fatto che ella era completamente isolata dalla corte danese proprio per le sue idee progressiste.

La sedicenne Regina accanto a sua sorella, la Principessa Luisa di Gran Bretagna, dipinto di Francis Cotes:

La vita di Carolina cambiò quando arrivò a corte nel 1768 Johann Struensee, il nuovo medico personale del re: Struensee conquistò la fiducia del sovrano non solo perché era in grado di calmarlo durante i suoi attacchi di rabbia, ma anche perché aveva praticato la variolizzazione sul principe Federico, figlio di Cristiano. La tecnica della variolizzazione permetteva di immunizzare dal vaiolo inoculando in un soggetto sano del pus prelevato dalle vesciche di un soggetto infetto (anche se la procedura non era priva di rischi).

Struensee sviluppò una grande amicizia con la regina Carolina e in seguito ne divenne l’amante

Il medico Johann Friedrich Struensee, dipinto di Hans Hansen, 1824:

Nel 1770 il re sprofondò sempre più in uno stato di totale apatia mentale e la reggenza venne di fatto assunta dalla moglie e da Struensee: durante questo periodo, che durò più o meno dieci mesi, Struensee promulgò un gran numero di editti, che andavano dall’abolizione della schiavitù e all’abolizione della pena di morte, dall’eliminazione delle corvée alla sospensione di numerosi privilegi e sgravi fiscali riservati unicamente ai nobili.

Fra le braccia di sua madre la Principessa di Galles circondata dai suoi fratelli e sorelle, ritratto di George Knapton:

Johann Struensee e Carolina divennero il nuovo effettivo centro di potere della corte danese, trasformando il paese secondo i principi illuministici tanto cari a entrambi. Nel 1771 Carolina diede alla luce la sua seconda figlia, Luisa Augusta: anche se Luisa Augusta era quasi certamente figlia di Struensee, tanto da essere conosciuta a corte come “la petite Struensee”, venne comunque legittimata dal re Cristiano VII.

Incisione di Carolina Matilde che dà alla luce il futuro Federico VI di Danimarca:

Nel 1772 però il re venne convinto dalla matrigna, la regina vedova Giuliana Maria di Brunswick-Lüneburg, a sollevare Struensee da tutti gli incarichi che ricopriva e farlo arrestare; dopo avergli estorto una confessione sotto tortura, Struensee venne processato per lesa maestà e decapitato il 28 aprile del 1772. In seguito alla decapitazione del medico, Carolina venne ripudiata e il matrimonio annullato: il fratello Giorgio III, temendo che lo scandalo potesse macchiare la corte britannica, le proibì di tornare in Inghilterra e venne quindi mandata in esilio al castello di Celle, nei pressi di Hannover. Carolina non rivide mai più i suoi figli, anche se conservò la speranza di poter un giorno tornare in Danimarca; morì di scarlattina nel 1775, a soli ventitré anni.

La sua storia viene raccontata nel film del 2012 Royal Affair, di cui sotto trovate il trailer:

Ilaria Pitzalis
Ilaria Pitzalis

Studentessa di storia dell’arte per passione, appassionata di libri e di cucina. Amo viaggiare nella storia e nel tempo grazie ad un buon libro.