Recenti ricerche in ambito gastroenterologico hanno dimostrato che una categoria di professionisti, nello specifico i cantanti lirici, è molto più predisposta a soffrire di disturbi a livello gastrointestinale rispetto ad altre categorie professionali, e in generale al resto della popolazione.

In particolare, l’incidenza di episodi di reflusso gastroesofageo nei cantanti lirici sarebbe di gran lunga superiore rispetto ad altre figure professionali e pare anche che la frequenza e la consistenza di questi episodi siano molto influenzate dagli anni di attività nel settore e dalla frequenza dell’attività canora durante la settimana.

Cos’è il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo si presenta nel momento in cui i succhi gastrici, particolarmente acidi, entrano a contatto con le pareti dell’esofago. Questo contatto provoca dei forti bruciori nella parte alta dello stomaco, all’altezza dello sterno e spesso sono accompagnati da rigurgiti acidi e da conseguente malessere generalizzato.

In generale, si tratta di un disturbo piuttosto diffuso, che si presenta dopo i pasti, soprattutto quando questi sono abbondanti e “pesanti” e normalmente tende a scomparire nell’arco della giornata. Nel caso dei cantanti lirici, invece, intervengono altri fattori legati nello specifico alla loro professione: di seguito vediamo quali sono e come influiscono.

Perchè proprio i cantanti lirici sembrano essere particolarmente sensibili e soggetti a questo tipo di disturbi gastrici?

Tutto ciò sarebbe dovuto all’uso continuato e consistente, da parte di questi professionisti, del diaframma, ovvero il muscolo che separa la cavità toracica dalla cavità addominale e che è costantemente sollecitato in quanto muscolo principale per la respirazione e di conseguenza per il canto.

Oltre ad essere fondamentale per la respirazione e il canto però, il diaframma svolge anche altre importanti funzioni come, ad esempio, quella di trattenere i succhi gastrici nello stomaco.

Proprio poco sotto al diaframma vi è lo sfintere esofageo inferiore, detto anche cardias, che collega lo stomaco all’esofago. Se questo viene sollecitato in maniera continuativa attraverso un’eccessiva pressione addominale, si assiste a un ritorno dei succhi gastrici dallo stomaco all’esofago, ovvero al cosiddetto reflusso grastroesofageo.

Durante il canto, si tende ad abbassare molto il diaframma; questa posizione però, soprattutto se tenuta a lungo, provoca dei cambiamenti nella funzionalità del muscolo, ovvero le sue fibre non sono più in grado di cingere saldamente la zona di contatto tra esofago e stomaco, ed è proprio questo a provocare la risalita dei succhi acidi.

Come proteggere le corde vocali e allo stesso tempo prevenire o diminuire gli episodi di reflusso grastroesofageo?

Come abbiamo visto, il reflusso nei cantanti lirici è dovuto al modo in cui viene gestito il diaframma durante il canto, ma non solo: a questo disturbo possono concorrete anche l’aumento della pressione intra-addominale e la tensione a livello polmonare.

Per risolvere il problema è pertanto necessario agire su tutti questi elementi, e quindi lavorare sia sull’allungamento del diaframma, in modo tale che sia meno rigido e più elastico, sia sui muscoli respiratori accessori.

L’esercizio svolto più frequentemente consiste nel riempire d’aria il torace e poi abbassare il diaframma quanto più possibile per far uscire la voce; tuttavia, è importante notare come, sebbene l’esercizio in sé non sia sbagliato, se si va ad eseguirlo con un diaframma rigido, non si farà altro che irrigidire ancora di più il muscolo diaframmatico, che a sua volta andrà a operare una iperpressione costante sullo stomaco.

L’iperpressione sullo stomaco renderà sempre più lento il suo processo di svuotamento, andando ad alterare le normali funzioni digestive, e porterà alla comparsa del reflusso; ecco perché è così importante lavorare anche su esercizi che mirino a garantire l’elasticità del diaframma e in generale dei muscoli dell’apparato fonatorio coinvolti.

Oltre a ciò, gioca un ruolo molto importante la postura: occorre infatti avere una postura corretta durante il canto, e non solo, in modo tale da migliorare l’attività del diaframma.

Correggendo la postura si migliora anche il rapporto tra appoggio e sostegno respiratorio, alleviando così la pressione a cui è sottoposto il cardias, permettendogli di lavorare in maniera corretta e diminuendo gli episodi di risalita dei succhi gastrici.

Da quanto detto, risulta di fondamentale importanza il fatto che un qualsiasi artista vocale sia pienamente consapevole dell’importanza della muscolatura respiratoria per il canto e della sua elasticità, e che sappia usarla ed allenarla nel modo più corretto.

In generale, il reflusso è una condizione piuttosto normale, che si presenta soprattutto dopo i pasti. Come abbiamo visto però, in casi particolari può presentarsi in maniera costante e consistente e, se non trattato, può addirittura sfociare in una patologia.

È importante aggiungere che spesso questo disturbo può peggiorare anche a causa di altri fattori come il sovrappeso, abitudini alimentari sbagliate, il consumo di alcol e il tabagismo.

Tutto ciò deve farci capire che il reflusso gastroesofageo non deve mai essere sottovalutato: se trascurato può peggiorare e, nei casi più gravi, provocare ulcere e restringimenti esofagei. Fortunatamente, se trattato nel modo corretto, nella maggior parte dei casi è un problema pienamente risolvibile che non arriva a degenerare in lesioni.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.