Campobasso, 10 Ottobre 1943. Il Vescovo della città, Secondo Bologna, durante l’omelia della Messa mattutina della domenica prega:

Signore, se per la salvezza di Campobasso serve una vittima prendi me e salva il mio popolo

Bologna, sino a quel momento coraggiosamente impegnato a limitare i danni e le ritorsioni dei tedeschi in città, rimarrà ucciso la sera stessa insieme ad altre quarantanove persone, vittime dell’intensivo bombardamento della città da parte delle forze d’invasione alleate. Le azioni di guerra avevano lo scopo di assicurarsi il possesso di un nucleo urbano (a discapito dei tedeschi) che diverrà un importante crocevia di mezzi, provviste e uomini per tutta la rimanente durata della guerra.

Gli alleati entreranno in città il 14 Ottobre 1943 accolti da una folla in festa

Campobasso sarà ribattezzata “Canada Town” e, curiosamente, anche i nomi di vie e piazze verranno cambiati:

  • Hyde Park per l’attuale Piazza Vittorio Emanuele II
  • Piccadilly Circus per Piazza Gabriele Pepe
  • Scarth Street, unica testimonianza oggi rimasta in città di quel cambiamento della toponomastica in tempo di guerra

Le fotografie della galleria sotto furono scattate da George Robert Bull (1910-1996), fotografo neozelandese che immortalò la città durante il passaggio del proprio corpo. Le immagini risalgono a circa il Maggio del ’44, e raccontano la vita quotidiana dei campobassani durante l’occupazione degli alleati.

Alcuni militari neozelandesi guardano verso la collina:

Alcune donne lavano i panni:

I militari A Graham e R J Richardson osservano il passaggio di alcune suore:

Alcuni militari parlano con dei bambini in città:

Uno scorcio cittadino, assolutamente inusuale per un abitante della Nuova Zelanda:

Alcune donne lavano i panni:

Alcuni soldati camminano con una donna e dei bambini:

In città è tornata la pace, e i bambini si lasciano affascinare dai soldati in divisa:

Soldati e abitanti discutono, comprendendosi probabilmente a gesti:

Tutte le fotografie furono scattate da George Bull.

Sotto, un video dei canadesi mostra Campobasso occupata:

Categorie: Fotografia

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...