William Burke e William Hare furono due serial killer che vissero e operarono a Edimburgo, in Scozia, dal novembre del 1827 all’ottobre del 1828. La coppia di assassini uccise 17 persone allo scopo di venderne il cadavere all’anatomista Robert Knox, che ne faceva oggetto di dissezione e studio. I due vennero infine scoperti e solo uno dei due, William Burke, fu condannato alla pena di morte, mentre William Hare si salvò, accusando il complice e venendo infine rilasciato.

Ritratto di William Hare e William Burke, 1850 circa:

Qualche anno dopo la fine della storia di quelli che vennero definiti come “Anatomy Murderers”, due ragazzi scoprirono una serie di minuscole bambole all’interno di piccole bare in legno, tutte nascoste in un parco cittadino.

Fotografia di Kim Traynor  condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Inizialmente si pensò alla stregoneria o a dei macabri giocattoli per bambini, ma pian piano si fece largo l’ipotesi che le 17 piccole figure potessero rappresentare le vittime di circa un decennio prima. Nonostante la corrispondenza fra il numero delle vittime e il numero delle bare l’identificazione con le vittime degli assassini non è certa, e altri ipotizzarono che i pupazzetti potessero raffigurare alcuni marinai morti in mare, di cui queste rappresentavano le effigi. Holyrood Park, dove vennero scoperte le bambole, guarda l’estuario del Firth of Forth, mentre le vicine rovine della Cappella di Sant’Antonio fungevano da faro per i naviganti.

Gli omicidi

Tra il 1827 e il 1828, William Burke e William Hare, con la complicità delle compagne, attirarono e uccisero alcuni inquilini per fornire corpi morti di fresco alla scuola di anatomia di Edimburgo. Il dottor Robert Knox, un brillante e noto docente di anatomia locale, acquistò i resti umani e molto probabilmente era a conoscenza delle modalità con cui i gli venivano forniti i cadaveri.

Il libro coperto con la pelle di William Burke. Fotografia di Kim Traynor  condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

I crimini vennero denunciati quando una coppia di inquilini scoprì il corpo di una donna sotto al proprio letto. Burke e Hare furono arrestati insieme all’amante di Burke, Helen McDougal, e alla moglie di Hare, Margaret Laird. William Burke fu impiccato nel gennaio del 1829. Il suo corpo fu utilizzato per la dissezione, e il suo scheletro e un libro rilegato sulla sua pelle sono oggi nella disponibilità della collezione del Royal College of Surgeons, Edimburgo.

Sotto, lo scheletro di William Burke. Fotografia di Kim Traynor  condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Le piccole bamboline furono nelle mani di un collezionista privato fino al 1901, quando otto di loro vennero consegnate al National Museum of Scotland, dove possono essere viste ancor oggi. Nonostante quella che identifica le bamboline con le effigi delle vittime di Burke&Hare sia un’ipotesi generalmente accettata, la corrispondenza non è mai stata accertata. Nel 2005 fu addirittura condotto uno studio sul DNA per legare le bamboline all’assassino condannato, William Burke, ma il test si rivelò inconcludente.

Sotto, un video mostra il mistero delle bare e alcune teorie sulla loro identificazione:

Il mistero legato alle bamboline di Burke&Hare è forse destinato a rimanere tale per sempre, a meno che non si riescano a trovare prove schiaccianti del legame che lega le le miniature ai due celebri assassini di Edimburgo.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...