Durante il periodo in cui Hitler fu al potere in Germania, dal 30 Gennaio 1933 sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, divenne obbligatoria per i cittadini la partecipazione a tutta una serie di associazioni volte a promuovere la razza ariana e il culto del leader del partito nazionalsocialista. Se la “Gioventù Hitleriana” (Hitler-Jugend) era l’anticamera dei futuri soldati tedeschi, la “Lega delle Ragazze Tedesche” (Bund Deutscher Mädel) preparava bambine e ragazze a diventare donne e madri utili alla causa nazista.

La Gioventù Hitleriana venne fondata nel 1926, mentre la Lega delle Ragazze nel 1930. All’inizio le iscritte non furono numerose (nel 1931 erano solo 1.700), ma con la crescita di popolarità del partito nazionalsocialista (della quale si osserva una documentazione esaustiva nelle fotografie di Hugo Jaeger) le adesioni aumentarono. Nel 1936 l’iscrizione divenne obbligatoria per tutte le donne fra i 10 e i 18 anni, e nel 1944 le ragazze tedesche raggiunsero una cifra impressionante:

4,5 milioni di persone

Per accedere era necessario non avere malattie ereditarie e non far parte delle minoranze che saranno sterminate nei campi di concentramento (ebrei ma anche rom, disabili e molte altre).

All’interno della Lega delle Ragazze Tedesche veniva insegnato alle giovani il proprio ruolo sociale, ben distinto da quello dell’uomo

Se gli uomini dovevano essere forti e coraggiosi per portare avanti la causa del nazismo, le donne dovevano supportare gli uomini svolgendo le faccende di casa e, particolare importantissimo, diventare madri donando il maggior numero possibile di figli al Führer.

Sotto, alcuni membri della Gioventù Hitleriana e della Lega delle Ragazze Thientsin, in Cina:

Le attività della Lega delle Ragazze duravano tutto il pomeriggio, durante il quale l’esercizio centrale era l’educazione fisica. Hitler stesso chiarisce bene il ruolo della forma fisica delle donne:

Quanto all’educazione delle ragazze, nello Stato tedesco il primo posto deve essere per l’educazione fisica; solo dopo vanno considerati i valori spirituali e intellettuali. Il fine da tener sempre davanti agli occhi quando si educano ragazze è che un giorno dovranno essere madri“.

Sotto, il periodico femminile nazista NS-Frauen-Warte, 1ª edizione 1939:

Oltre agli esercizi ginnici nella Lega delle Ragazze si studiava di tutto, dall’arte al teatro, dalla geografia alle attività legate al concepimento, come l’igiene, gli organi sessuali, il funzionamento della riproduzione e via discorrendo. Naturalmente non mancavano laboratori artigianali di taglio e cucito, cucina e lavori di casa.

Alle ragazze non era concesso alcun vezzo estetico, se non un singolo anello o bracciale

Durante le attività di allenamento del corpo:

Le giovani madri di Hitler non potevano truccarsi, colorarsi i capelli o, ma sembra scontato dirlo, tatuarsi. La divisa, che doveva esser tenuta pulita con rigore militare, era costituita da una camicia bianca, una gonna blu e un fazzoletto al collo.

La dottoressa Jutta Rüdiger, dottore in psicologia, venne nominata a capo dell’organizzazione nel 1937, e ivi rimase sino al 1945. Fra i numerosi scritti e discorsi che produsse, se ne può ricordare uno:

Il compito della nostra Lega è portare le giovani donne a trasmettere la fede e la filosofia nazionalsocialista. Ragazze i cui corpi, anime e menti sono in armonia, la cui salute fisica e le loro nature equilibrate sono incarnazioni di quella bellezza che dimostra che l’umanità è creata dall’Onnipotente. Vogliamo formare ragazze che sono orgogliose di pensare che un giorno sceglieranno di condividere le proprie vite con i combattenti tedeschi. Vogliamo ragazze che credano senza riserve nella Germania e nel Führer e infonderanno quella fede nel cuore dei loro figli. Allora il nazionalsocialismo e quindi la stessa Germania dureranno per sempre“.

Sotto, Jutta Rüdiger:

La Lega delle Ragazze, così come la Gioventù Hitleriana, aveva inoltre alcune caratteristiche che la rendeva estremamente popolare. All’interno di queste associazioni non contava infatti lo stato sociale della famiglia, poveri e ricchi erano considerati allo stesso modo, così come le attività che venivano svolte riempivano di divertimento le giornate dei ragazzi. Gite fuori città e addirittura all’estero, campeggi, escursioni e canti attorno al falò erano la quotidianità, e non stupisce quale fascino potesse esercitare su giovani, spesso poco abbienti a causa delle crisi e della depressione degli anni ’20, l’opportunità di aderire ad associazioni che permettevano di aprire i propri orizzonti, prima di tutto sociali e poi culturali.

Di contro, l’ideologia nazista non concedeva scampo al “diverso”, e tutti coloro che non facevano delle associazioni venivano trattati come reietti o parassiti. I genitori dei ragazzi, spesso dissociandosi dalle ideologie di Hitler, venivano rinnegati dai giovani, che scappavano di casa e si univano ai corpi militari o para-militari Tedeschi.

Alcune ragazze di ritorno dal lavoro nei campi:

Un particolare interessante era anche la libertà di procreare di cui godevano le giovani. Non era infatti indispensabile contrarre matrimonio per poter fare un figlio (un obbligo sociale che, ad esempio in Italia, rimarrà molto a lungo, anche dopo la guerra), l’importante era procreare quanto più possibile figli sani e forti adatti a servire la causa del Terzo Reich. A causa di questa condizione, furono moltissime le ragazze che tornarono a casa incinte, e la possibilità di aborto era totalmente esclusa (nel 1943 addirittura si proclamò una legge che lo puniva con la pena di morte). Oltre che tollerata, la maternità “di qualsiasi tipo” era promossa con ricompense e agevolazioni in denaro, volte a riconoscere l’importante ruolo delle madri nell’economia generale del paese.

Il destino delle ragazze era univoco, diventare madri

Alle donne era infatti proibita l’istruzione universitaria, e anche nel mondo del lavoro gli venivano precluse professioni inerenti la magistratura, scienza medica, ruoli di governo e militari.

Sotto, Medaglia e diploma della croce d’onore per le madri tedesche:

Durante il periodo bellico le Ragazze Tedesche svolsero ruoli via via più gravosi. Inizialmente non furono impiegate nello sforzo militare, ma l’aggravarsi della situazione costrinse i vertici nazisti a utilizzare ogni risorsa, comprese le potenziali giovani madri. Inizialmente furono assegnati compiti di propaganda e raccolta fondi, assistenza ai feriti e lavori logistici, mentre dal ’43 in poi vennero impiegate principalmente come personale delle difese contraeree.

Con la fine della Guerra e il disfacimento della Germania Nazista, la Lega delle Ragazze tedesche cessò ogni attività, e fu dichiarata illegale da parte delle forze di occupazione alleate.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...