L’ultima creazione di Lorenzo Quinn, “Building Bridges – Costruendo Ponti”, è in corso di finitura presso l’Arsenale Nord di Venezia, recentissima implementazione della zona di esposizione della Biennale. La scultura con sei coppie di mani di Quinn, alte 15 metri e lunghe 20, simboleggia la volontà di superare le differenze in tutti gli aspetti della vita, geograficamente, filosoficamente, culturalmente ed emotivamente.

L’artista ha dichiarato: “Venezia è una città patrimonio dell’umanità ed è la città dei ponti. È il luogo ideale per diffondere un messaggio di pace e unità mondiale in modo che molti di noi in tutto il mondo costruiscano ponti con gli altri anziché muri e barriere. Ogni coppia di mani della scultura celebra uno dei sei valori umani universali: l’amicizia, per costruire insieme il futuro; la saggezza, per prendere decisioni reciprocamente vantaggiose; l’aiuto, per cementare relazioni durature; la fede, per confidare nel proprio cuore e nell’autostima; la speranza, per perseverare in sforzi degni di successo; e l’amore, lo scopo fondamentale di tutto“.

Attualmente le 6 coppie di mani sono in fase di completamento (le fotografie dell’articolo sono dell’8 Maggio 2019) e l’esposizione aprirà al pubblico stasera 9 Maggio con un’esibizione straordinaria di cui saranno protagonisti Andrea Bocelli e la pianista Lola Astanova.

Per raggiungere le mani è necessario prendere la navetta che dall’esposizione della Biennale all’Arsenale porta ad Arsenale Nord, oppure camminare a piedi sino al punto indicato sulla mappa.

Quinn – nato a Roma e figlio dell’attore premio Oscar Anthony Quinn – è un habitué di Venezia. La sua scultura di mani colossali che reggevano un albergo sul Canal Grande è stata l’opera d’arte più fotografata del 2017. L’installazione attirò l’attenzione globale sul delicato ruolo degli esseri umani, in cui le mani sono gli strumenti che possono distruggere il mondo ma che hanno anche la capacità di salvarlo dalla minaccia del cambiamento climatico.

Quinn trascorse la sua infanzia accompagnando il padre in tutto il mondo, una figura che lo continua a ispirare nelle sue interpretazioni creative. L’artista, dopo aver studiato all’American Academy of Fine Arts di New York, si è dedicato alla scultura e alla padronanza delle mani come mezzo della sua energia e originalità. Oggi risiede in Spagna con la moglie e i tre figli, dove lavora dalla sua fonderia di Barcellona. Da qui realizza di tutto, da pezzi intimi e delicati alle monumentali sculture di arte pubblica visibili in molte parti del mondo come Doha, Shanghai, San Pietroburgo, New York, Singapore, Monaco, Barcellona, ​​India, Roma e Londra.

Sotto e sopra, un rendering delle mani quando saranno completate:

Sotto, il rendering frontale delle mani finite:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...