La routine quotidiana di igiene orale non avrebbe probabilmente lo stesso effetto senza il fresco aroma al mentolo del dentifricio. Nel corso della storia, l’uomo è sempre stato alla continua ricerca di modi nuovi e innovativi per mantenere i denti puliti e in buone condizioni.

Curiosi di sapere come i prodotti per l’igiene orale, che utilizziamo oggigiorno, sono cambiati nel corso della storia? Sebbene i dentifrici odierni e tutti i prodotti per l’igiene orale siano formulati in maniera tale da essere efficaci e avere un buon sapore, non è sempre stato così.

Dentifrici nell’antichità
Acqua e sapone per il risciacquo
Il primo dentifricio in commercio
Il dentifricio come lo conosciamo oggi
Collutorio e filo interdentale

La storia dei prodotti per l’igiene orale

I dentifrici nell’antichità

Tra il 3.000 e il 5.000 a.C., per creare una pasta dentifricia si sarebbe sicuramente dovuto ricorrere a frammenti di salgemma, conchiglie, zoccoli di bue, pietra pomice, acqua e mirra. Questo mix di ingredienti se pur efficace nella pulizia dei denti e un tantino troppo abrasivo, tanto da causare irritazioni e sanguinamenti delle gengive.

Ai tempi degli antichi romani e dei greci, il problema degli ingredienti eccessivamente abrasivi continuò a persistere a causa dell’uso di frammenti di ossa e di gusci d’ostrica. Nello stesso periodo, però, in Cina si ebbe l’intuizione di aggiungere erbe e piante, come il ginseng e la menta, per rinfrescare l’alito, di cui si faceva uso attraverso una forma primordiale di spazzolino, meglio conosciuto come bastoncino da masticare.

Ai cinesi si deve anche l’invenzione del primo spazzolino naturale con setole, che arrivò successivamente in Europa, durante il medioevo.

Acqua e sapone per il risciacquo

Agli inizi del XIX secolo apparve il primo antenato del dentifricio che conosciamo oggi, un mix di ingredienti in polvere, come gesso e carbone, uniti al sapone.

Il primo dentifricio in commercio

Nel 1873 la Colgate produsse il primo dentifricio della storia che venne venduto all’interno di piccoli barattoli di vetro. Non ci mise molto il Dr. Washington Sheffield a fare la storia, lanciando dopo il 1880 l’iconico tubetto che ancora utilizziamo oggi.

Il dentifricio come lo conosciamo oggi

Agli inizi del ‘900 si riconobbe l’importanza del fluoruro per l’igiene orale, che diventò un ingrediente chiave per tutti i dentifrici. Venne anche studiata una formula per ridurre l’aggressività dei prodotti utilizzati sui denti. Il laurilsolfato di sodio (un agente schiumogeno) prese il posto del sapone e le paste dentifricie divennero più delicate per proteggere lo smalto.

Collutorio e filo interdentale

Il fresco collutorio al sapore di menta, che utilizziamo oggigiorno, è ben lontano dalle bottiglia di urina che gli antichi romani utilizzavano per detergere le loro bocche. Questa scelta, che potrebbe sembrare alquanto disgustosa, ha comunque una spiegazione; l’urina infatti contiene ammoniaca, che è comunemente utilizzata per disinfettare e pulire. Fortunatamente l’alcool, dal sapore sicuramente più gradevole, ha poi preso il suo posto.

Il filo interdentale è senza dubbio il più giovane della famiglia dei prodotti per l’igiene orale, nato infatti solo nel corso del XIX secolo, quando un dentista americano scoprì i benefici di passare un filo di seta cerato tra i denti per rimuovere i residui di cibo.

Ne hanno fatta di strada il dentifricio e tutti i prodotti per l’igiene orale dai tempi dei frammenti di ossa e conchiglie! Ma l’obiettivo principale è sempre stato lo stesso: mantenere denti sani e puliti e un alito fresco. L’uso quotidiano di questi prodotti assicura una bocca sana e un sorriso impeccabile.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.