Lo scorso 5 e 6 settembre la Fondazione di Vignola, con il supporto dell’Agenzia Noetica di Bologna, ha organizzato un blog-tour cui è stata invitata partecipare anche la redazione di Vanilla Magazine, insieme ai più famosi portali italiani di viaggi e cultura fra i quali Zingarate.com, Turisti per Caso, Storie dell’Arte, Non Solo Turisti, Finestre sull’Arte, Turista di Mestiere, Girovagate, Parliamo di Viaggi e altri importanti media di rilevanza nazionale.

L’obiettivo era mostrare in anteprima i risultati del restauro della Torre del Pennello della Rocca di Vignola, e la concomitante mostra “Tutti i colori del Pennello”, che comprende Tracce in Luce, una spettacolare video-proiezione degli antichi affreschi che decoravano la rocca. Il tour è stato anche un’occasione per conoscere il ricco patrimonio culturale e gastronomico del territorio di Vignola, in provincia di Modena.

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Il taglio del nastro per l’inaugurazione della mostra è stato preceduto da un dibattito pubblico, sul tema “Patrimonio culturale: innovazione nella tradizione”, a cui hanno partecipato il presidente della Fondazione di Vignola, Valerio Massimo Manfredi, il giornalista Marco Carminati (Sole 24 ore), Carla di Francesco del Ministero dei beni e delle attività culturali, Natalia Gurgone, restauratrice e responsabile del progetto “Tracce in Luce”, e il critico e storico dell’arte Philippe Daverio, che con la consueta verve ha animato il dibattito, esordendo con la frase:” La prima volta che arrivai in questa piazza era il 1601…”, proseguendo con un’allegra cavalcata attraverso il tempo e i colori che animavano i nostri monumenti, anche nel medioevo, a torto considerato un’epoca buia.

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La coinvolgente narrazione di Achille Lodovisi, direttore del Centro di documentazione della Rocca di Vignola, ci ha fatto scoprire un gioiello dell’architettura tardo-medievale. Storicamente, intorno al 1410, la rocca fu trasformata da edificio puramente difensivo a residenza fortificata della famiglia Contrari. La costruzione è unica nel proprio genere perché rimasta come ferma nel tempo, in quel periodo compreso tra il tardo medio evo e l’inizio del rinascimento, senza subire rimaneggiamenti successivi. Le decorazioni floreali e araldiche che decorano le stanze del piano terreno, quello destinato alla vita pubblica, rappresentano “l’ultimo bagliore dell’universo cortese e cavalleresco”, contengono riferimenti religiosi, come le colombe, ma anche esoterici, con i fiori a quattro petali, simbolo dei quattro punti cardinali, e quelli a otto petali, simbolo degli otto angoli del cielo.

 Sala delle Colombe

Gli affreschi della rocca di Vignola 4 Al piano superiore, quello destinato alla vita familiare, si avvertono invece i primi accenni del “sogno rinascimentale”, come nella Sala del Padiglione, dove, ponendosi al centro della stanza, si ha ha la sensazione di trovarsi al centro della scena affrescata sulle pareti: il matrimonio di Ambrogio Contrari e Battistina Campofregoso.

Sala del Padiglione

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Bellissimi anche gli affreschi della Cappella Contrari, mantenuti in perfetto stato di conservazione. Uno di questi ha la particolarità di essere incompiuto, come se l’artista avesse abbandonato l’opera proprio a metà di una giornata di lavoro, forse per un’epidemia di tifo.

L’affresco incompiuto, nella Cappella Contrari.

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In alto a sinistra, c’è una particolare raffigurazione della Trinità, inserita nell’Albero della Vita, che viene considerata quasi “eretica”, perché troppo simile alle immagini di divinità pagane, come Giano bifronte.

Tracce in Luce

Durante la serata del 5 Settembre la Rocca è stata “ridipinta” con gli affreschi come apparivano ai tempi del Medioevo, durante la mostra “Tracce in Luce”, che consente allo spettatore di rivedere dipinti di oltre 600 anni fa. Oltre agli affreschi, ricostruiti grazie a documenti dell’epoca e ai droni radiocomandati, vengono proiettati anche le reinterpretazioni degli artisti contemporanei.

Tracce-in-Luce-Vignola

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Questo il video delle proiezioni sulla Rocca:

L’acetaia comunale di Vignola

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Il territorio Vignolese, insieme al patrimonio culturale, offre molto altro: l’enogastronomia è un fiore all’occhiello di queste colline, come abbiamo avuto modo di constatare, o meglio degustare, iniziando con la visita all’acetaia comunale di Vignola, che produce un aceto balsamico tradizionale di Modena, con certificazione d.o.p.: un prodotto dalla tradizione millenaria che è quasi un elisir. Il solo profumo lascia incantati, quindi è difficile descrivere che delizia sia per il palato.

Foto di gruppo con il proprietario dell’Osteria della Luna

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Altra tappa di grande gioia degustativa è stato il pranzo all’Osteria della Luna, dove il proprietario ci ha deliziato con manicaretti tutti rigorosamente preparati con i prodotti di eccellenza del territorio: parmigiano, salumi, carni, tutti proveniente da allevamenti “bradi”, e naturalmente annaffiati da eccellenti vini locali.

L’ultima tappa del tour è stata a Castelvetro, suggestivo borgo ricco di storia, dove è possibile partecipare ad eventi di rievocazione storica, come la Festa a Castello, o il Corteo Storico e Dama Vivente, ma anche ad altri legati all’enogastronomia, come Calici di Stelle e la Sagra dell’uva e del Lambrusco Grasparossa.

La Piazza della dama, a Castelvetro

DSC_0470L’esperienza é stata entusiasmante, consigliabile a chiunque sia innamorato dell’arte, della storia e, naturalmente, della buona cucina…

Informazioni per visitare la Rocca:

Vignola, Piazza dei Contrari.

Orari: invernale in giorni feriali: 9.00 – 12.00 / 14.30 – 18.00. Festivi: 10.30 – 12.30 / 14.30 – 18.00. Estivo in giorni feriali: 9.00 – 12.00 / 15.30 – 19.00. Festivi: 10.30 – 13.00 / 15.30 – 19.00. Lunedì chiuso. Prezzi: ingresso gratuito.

Categorie: StoriaViaggi

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.