Blind Tom: uno Schiavo Afroamericano fra i Pianisti più pagati del XIX Secolo

Il diciannovesimo secolo vide l’affermarsi di una notevole schiera di talenti in ambito musicale. Sia nel vecchio sia nel nuovo mondo, furono in tanti ad avvicinarsi a uno strumento in particolare: il pianoforte. Se per nomi importanti come Brahms, Chopin e Liszt è ancora vivo il ricordo relativo ai loro concerti, ce ne sono altri, di uguale valore, che sono ormai completamente dimenticati.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Tra questi, vale la pena di ricordare Thomas Wiggins, meglio conosciuto come ‘Blind Tom’, che stupì l’America e il mondo con il suo eccezionale talento.

La sua storia è singolare e, a tratti, colma di fascino. Nato il 25 Maggio del 1849 nello stato della Georgia, Thomas Wiggins venne al mondo completamente cieco. Nel 1850 fu venduto, insieme ai genitori afro-americani, che erano in condizione di schiavitù, al generale James Neils Bethune, un avvocato ed editore della Georgia, che nel suo quotidiano sosteneva apertamente una posizione politica a favore della secessione.

Il padrone, inizialmente, vedendo il povero Tom cieco e di nessun valore per la coltivazione dei campi di cotone, pensò di farlo morire per non sfamare una bocca in più (una pratica comunissima con gli schiavi di ogni epoca), ma la pazienza di Bethune per aver risparmiato quel bambino fu ampiamente premiata.

Sotto, Blind Tom in una fotografia di pubblico dominio di W. L. Germon:

Fin dalla prima infanzia, infatti, Tom mostrò di essere una persona tutt’altro che ordinaria; sebbene ignaro del mondo attorno a lui, cominciò a coltivare un interesse estremo per tutto ciò che riguardava i suoni. Lasciato solo sin da quando era neonato nella baracca degli schiavi, era solito muovere qualsiasi oggetto per studiarne attentamente il rumore, per poi riprodurlo con la voce.

Tom era infatti in grado di imitare il suono di qualunque animale avesse avuto modo di ascoltare, quello di numerosi oggetti, ed era persino capace di riportare conversazioni da lui udite, lunghe anche una decina di minuti, imitandone picchi e cali tonali.

A lasciare a bocca aperta Bethune, il quale permetteva al bambino di entrare nella casa padronale, di tanto in tanto, fu la facilità con cui il piccolo (già a quattro anni, secondo alcune fonti) era in grado di riprodurre le melodie che suonavano le figlie del proprietario, nonostante fosse cieco e senza alcuna preparazione musicale.

Questo convinse l’uomo a lasciar vivere Thomas in una stanza attigua alla casa, provvista di pianoforte, per monitorarne i progressi. Stando ad alcune testimonianze, Thomas scrisse la sua prima composizione all’età di cinque anni, intitolata “The Rain Storm”, frutto dell’ascolto di un forte temporale.

A sei anni, il bambino si esibiva già nello stato della Georgia, accompagnato da Bethune

Il pubblico fu subito stupefatto dalle sue abilità; secondo alcuni, tuttavia, la storia di Tom era a volte frutto di esagerazioni. Se erano indubbie le sue doti e la sua memoria uditiva, si diceva che fosse solo merito di quest’ultima se il bambino era in grado di eseguire senza difficoltà ritmi orecchiabili, come polche o waltzer, poiché aveva a volte mostrato incertezze nell’eseguire le composizioni più complesse.

Al di là dei pareri, all’età di otto anni il bambino era già famoso come “Blind Tom“. Dopo molte esibizioni, Bethune cedette Thomas a un importante promotore, Perry Oliver, il quale lo avrebbe portato con sé in tournée per gli Stati Uniti. I compensi di Tom erano alle stelle, raggiungendo cifre che solo i più grandi pianisti del tempo erano in grado di racimolare. Alla fine degli anni ’50 dell’800 Tom faceva già guadagnare qualcosa come 100.000 dollari l’anno ai suoi proprietari, una cifra prossima ai 2 milioni di dollari odierni.

Tristemente, vista la sua condizione di schiavitù, Tom non percepì mai l’ombra di un dollaro, nonostante fosse costretto ad esibirsi più di quattro volte al giorno, e persino di notte.

Furono Bethune ed Oliver a spartirsi i guadagni, arricchendosi a dismisura

Bethune convocò spesso musicisti dal grande talento per farli esibire di fronte a Tom, che sarebbe poi stato in grado di imitarne le composizioni durante le proprie performance. Sebbene la sua musica fosse di indiscutibile qualità e comprendesse un repertorio di circa 7.000 pezzi ascoltati da Tom per essere perfettamente riprodotti, essa non fu in grado di spegnere le accese rivalità razziste che dilagavano negli stati meridionali. Quando Bethune portò Tom negli stati del Sud, molte delle sue esibizioni vennero cancellate o proibite in quanto schiavo afroamericano.

Alcuni anni più tardi, nel 1860, Thomas divenne il primo afroamericano ed il primo schiavo ad essere invitato presso la Casa Bianca a esibirsi davanti al presidente, a quel tempo James Buchanan. Persino Abraham Lincoln poté assistere a una performance di Tom; egli era infatti interessato ad arruolare Tom nell’Union service.

Furono molti gli ammiratori di Blind Tom, tra cui importanti scrittori come Mark Twain, che lo definì come un angelo d alle doti sovrannaturali, e la scrittrice Willa Cather. A quest’ultima appartengono alcune testimonianze delle esibizioni di Tom.

Ella lo descriveva come un genio:

Un fonografo umano, una sorta di memoria animata con il potere di produrre suoni

In un lettera scritta nel 1862 da un soldato della Carolina del Nord vengono descritte alcune delle capacità di Tom: “Una delle sue più straordinarie imprese è stata l’esecuzione di tre brani musicali contemporaneamente. Ha suonato “Fisher’s Hornpipe” con una mano e “Yankee Doodle” con l’altra mentre cantava “Dixie”, tutto in una volta. Suonò anche un pezzo con le spalle al pianoforte e le mani dietro la schiena“. Gli scettici riguardo le sue abilità tentarono di capire se le esibizioni di Tom fossero solo una montatura; la sfida di coloro che non credevano alle capacità di Tom era quella di fargli ascoltare e ripetere due nuove composizioni, non celebri. Tom le ripeteva sempre perfettamente, e così la “sfida del pubblico” divenne una caratteristica peculiare dei suoi concerti.

Insieme alle lodi, nei resoconti, sono tuttavia presenti descrizioni più particolari circa la condizione mentale di Tom. Willa Cather scrisse del suo muoversi in modo strano, del suo annunciarsi imitando la voce del suo padrone, Bethune, e del suo riferirsi a se stesso sempre in terza persona.

Anni dopo un dottore dichiarò Thomas “non compos mentis”, non in grado di controllare la propria mente. Alla luce delle odierne conoscenze in materia di autismo e studiando resoconti e testimonianze è chiaro che Thomas fosse affetto dalla sindrome del savant.

La cura della sua persona dipendeva infatti interamente dai Bethune, i quali, mossi da un interesse di tipo economico, difesero il loro diritto di ‘possedere’ Tom come si fosse trattato di un pezzo di terra.

Sotto, Il Generale James N. Bethune e Blind Tom:

La custodia di Tom passò, nel corso degli anni, prima al figlio del Generale Bethune, John, morto poi in un incidente ferroviario, e in seguito all’ex moglie di questi, Eliza. La madre di Tom, ora una donna libera dopo l’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti, tentò di farsi riconoscere un sostegno economico dai guadagni milionari che scaturivano dallo sfruttamento del figlio, ma né i Bethune né Eliza riconobbero nulla all’anziana signora, che continuò a vivere nella più drammatica miseria.

Tom continuò a esibirsi per diversi anni sotto la direzione di Eliza e del suo avvocato (e poi marito) Albrecht Lerche. Il cambio dei custodi/sfruttatori non sembrò avere effetti positivi sul povero Wiggins. Egli infatti continuava a presentarsi nei concerti parlando in terza persona imitando la voce dei suoi padroni, uno spettacolo che, in molti, definivano spiacevole, a tratti imbarazzante.

Blind Tom continuò a viaggiare e a fare i suoi concerti sino almeno al 1894, ma le continue dispute legali per la custodia di colui che era diventato una “macchina da soldi” convinsero Eliza Lerche a farlo sparire per un po’ dalla circolazione, non consentendogli di esibirsi per diverso tempo. Nel 1903 Eliza pensò di farlo tornare a suonare nel circuito del Vaudeville, partendo dall’Orpheum Theatre di Brooklyn.

Qui Blind Tom si esibì per circa un anno, ma poi la sua salute iniziò a peggiorare rapidamente. Egli probabilmente subì un ictus che gli impedì di tornare a contatto con il pubblico, terminando la sua attività concertistica nel 1904 circa.

Dopo la morte del secondo marito, Eliza si trasferì a Hoboken, nel New Jersey, con Tom. La donna lo tenne lontano dai contatti col pubblico, ma i vicini potevano sentirlo suonare a tutte le ore del giorno e della notte. Infine, Blind Tom subì un ictus nell’aprile del 1908 e morì il 14 Giugno, a 59 anni. All’epoca era un uomo libero, e fu sepolto nel Cimitero degli Evergreens di Brooklyn, a New York.

Delle capacità musicali di Tom Wiggins rimangono sparute tracce e testimonianze, nonostante il suo talento fosse ampiamente riconosciuto già all’epoca. Non esistono registrazioni dei suoi concerti, e i suoi pochi spartiti originali sono stati suonati da un numero esiguo di musicisti.

Della sua storia rimane il ricordo di un’America in grado di consentire lo sfruttamento legale di persone nate in condizioni di schiavitù anche quando la schiavitù fu abolita, e di un uomo, Thomas Wiggins, che con il suo eccezionale talento illuminò i teatri e le sale in cui si esibì, anche se non fu mai in grado di vedere il sorriso di coloro che lo applaudivano.

Articolo scritto a partire da un’idea di Cecilia Fiorentini.


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