La fine del diciannovesimo secolo vide l’affermarsi di una notevole schiera di talenti in ambito musicale. Sia nel vecchio sia nel nuovo mondo, furono in tanti ad avvicinarsi a uno strumento in particolare, il pianoforte. Se per nomi importanti come Brahms, Chopin e Liszt è ancora vivo il ricordo relativo ai loro concerti, ce ne sono altri, di uguale valore, che vengono completamente ignorati, o dimenticati.

Tra questi, vale la pena di ricordare Thomas Wiggins, meglio conosciuto come ‘Blind Tom’, che stupì l’America con il suo eccezionale talento.

La sua storia è singolare e, a tratti, colma di fascino. Nato nel Maggio del 1849 nello stato della Georgia, Thomas Wiggins venne al mondo completamente cieco. Per questa ragione, i genitori afro-americani non in stato di schiavitù, vendettero il figlio al generale James Neils Bethune, un avvocato ed editore della Georgia, che nel suo quotidiano, sosteneva apertamente la sua posizione a favore della secessione. Se l’accettare la custodia di un bambino disabile potè, inizialmente, sembrargli un azzardo, col tempo, Bethune seppe di aver concluso l’affare della sua vita.

Sotto, Blind Tom in una fotografia di pubblico dominio di W. L. Germon:

Fin dalla prima infanzia, infatti, Tom mostrò di essere un bambino tutt’altro che ordinario; sebbene ignaro del mondo attorno a lui, cominciò a coltivare un interesse estremo per tutto ciò che riguardava il suono. Pare che fosse solito muovere qualsiasi oggetto per studiarne attentamente il suono, per poi riprodurlo con la voce.

Tom era infatti in grado di imitare il suono di qualunque animale avesse avuto modo di ascoltare, quello di numerosi oggetti, ed era persino capace di riportare conversazioni da lui udite, lunghe anche decine di minuti, imitandone picchi e cali tonali.

A lasciare a bocca aperta Bethune, il quale permetteva al bambino di entrare in casa, di tanto in tanto, fu l’attenzione e la facilità con cui il bambino (già a quattro anni, secondo alcune fonti) era in grado di riprodurre al pianoforte, da completo principiante e cieco per giunta, le melodie suonate dalle sue figlie.

Questo convinse l’uomo a lasciar vivere Thomas in una stanza attigua alla casa, provvista di pianoforte, per monitorarne i progressi. Stando ad alcune testimonianze, Thomas scrisse la sua prima composizione all’età di cinque anni, intitolata “The Rain Storm”, frutto dell’ascolto di un forte temporale.

A sei anni, il bambino si esibiva già nello stato della Georgia, accompagnato da Bethune

Il pubblico fu subito stupefatto dalle sue abilità; secondo alcuni, tuttavia, la storia di Tom era spesso frutto di esagerazioni. Erano indubbie le sue doti e sua la memoria uditiva, ma si diceva che fosse solo merito di quest’ultima se il bambino era in grado di eseguire senza difficoltà ritmi orecchiabili, come polche o waltzer, poiché aveva a volte mostrato incertezze nell’eseguire composizioni più complesse.

Al di là dei pareri discordanti, all’età di otto anni il bambino era già famoso come “Blind Tom“. Dopo molte esibizioni, Bethune cedette Thomas a un importante promotore, Perry Oliver, il quale lo avrebbe portato con sé in tournée per gli Stati Uniti. I compensi di Tom erano alle stelle, raggiungendo cifre che solo i più grandi pianisti del tempo erano in grado di racimolare.

Tristemente, vista la sua condizione di schiavitù, Tom non percepì mai l’ombra di un dollaro, nonostante fosse costretto ad esibirsi più di quattro volte al giorno, e persino di notte.

Furono Bethune ed Oliver a spartirsi i guadagni, arricchendosi a dismisura

Bethune convocò spesso musicisti dal grande talento per farli esibire di fronte a Tom, che sarebbe stato poi in grado di imitarne le composizioni durante le proprie performance.

Sebbene la sua musica fosse di indiscutibile qualità, essa non fu in grado di spegnere le accese rivalità razziste che dilagavano negli stati meridionali.

Quando Bethune portò Tom negli stati del Sud , molte delle sue esibizioni vennero cancellate o proibite, in quanto afro-americano.

Alcuni anni più tardi, nel 1860, Thomas divenne il primo afro-americano ed il primo schiavo ad essere invitato presso la Casa Bianca per esibirsi davanti al presidente, a quel tempo James Buchanan. Persino Abraham Lincoln poté assistere a una performance di Tom; egli era infatti interessato ad arruolare Tom nell’Union service.

Furono molti gli ammiratori di Blind Tom, tra cui importanti scrittori come Mark Twain, che lo definì come un angelo dalle doti sovrannaturali, e Willa Cather. A quest’ultima appartengono alcune testimonianze delle esibizioni di Tom.

Ella lo descriveva come un genio:

un fonografo umano, una sorta di memoria animata con il potere di produrre suoni

Insieme alle lodi, nei suoi resoconti, sono tuttavia presenti descrizioni più particolari, circa la condizione mentale di Tom. Willa Cather scrisse del suo muoversi in modo strano, del suo annunciarsi imitando la voce del suo padrone, Bethune, e del suo riferirsi a sé stesso sempre in terza persona.

Più in là nel tempo, un dottore dichiarò Thomas “non compos mentis”, non in grado di controllare la propria mente. Alla luce degli studi fatti in materia di autismo, e studiando resoconti e testimonianze, è apparso chiaro che Thomas fosse un caso di savant autistico.

La cura della sua persona dipendeva infatti interamente dai Bethune, i quali, mossi da un interesse di tipo economico, difesero il loro diritto di ‘possedere’ Tom come si fosse trattato di un pezzo di terra.

Sotto, Il Generale James N. Bethune e Blind Tom:

È inoltre detto che Thomas Wiggins fu l’ultimo caso di schiavitù legale della storia degli Stati Uniti. Sebbene sia stato uno dei pianisti più pagati e apprezzati del suo tempo, non esistono registrazioni originali di Blind Tom al pianoforte.

Le sue melodie sono state portate fino a noi grazie ai musicisti che, nel tempo, hanno riprodotto i suoi pezzi, salvandoli dall’oblio. Perché insieme alle sue registrazioni, sono completamente assenti documenti, annotazioni o spartiti scritti direttamente da lui. Thomas Wiggins, alla sua morte, avvenuta nel 1908 a 57 anni, lasciò dietro di sé solo echi del suo grande far musica, una grande ed importante testimonianza contro ogni pregiudizio razziale.

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Cecilia Fiorentini

Cecilia Fiorentini

Sono una studentessa di lingue e letterature straniere, ho 23 anni e una grande passione per l'editoria e la scrittura. Mi diletto nella lettura di saggi sull'archeologia misterica, sulla spiritualità e sulle credenze di antichi popoli come Egizi, Vichinghi o Nativi Americani.