Bilinguismo: benefici, opportunità e…

Da qualche tempo, abbiamo iniziato a scoprire il mondo del bilinguismo, che cos’è, quali sono le sue caratteristiche e i pregiudizi che lo circondano.

Oggi ci focalizziamo su alcuni dei suoi benefici e perché potrebbe essere considerato una risorsa. Nel precedente articolo, abbiamo constatato quanto sia diffusa l’idea che l’imparare più lingue contemporaneamente crei confusione e non permetta di ottenere un livello di competenza linguistica adeguato, al contrario, secondo numerosi studi, i benefici apportati dal bilinguismo non si verificano solo a livello linguistico, ma anche cognitivo.

Nei primi anni di vita il cervello dei bambini ha una maggiore ricettività: è proprio in questo periodo che le lingue vengono imparate in modo spontaneo, purché vengano forniti gli stimoli adeguati e le occasioni per sentire e avvicinarsi a quel nuovo codice. Il bambino acquisirà, una crescente conoscenza della struttura del linguaggio che facilita l’apprendimento di una terza, addirittura una quarta lingua e così via. 

L’abilità di tradurre un vocabolo o un concetto sta indicare anche l’abilità di distinguere la forma e il significato delle parole. I bambini bilingui tendono a giocare con i diversi codici linguistici e il fatto di possedere un vocabolario più ampio, può agevolare l’imparare a leggere.

Federica afferma che anche Elena, come altri coetanei bilingui (Si veda Garaffa Maria, Sorace Antonella, Vender Maria, 2020, Il cervello bilingue, Carocci Editore) tende a giocare con le parole, coniandone delle nuove, traducendo ciò che sente, creando un nuovo linguaggio. Molto spesso, la piccola richiama l’attenzione dell’adulto denominando un oggetto in italiano, successivamente in cinese e a volte quello che per lei è il corrispettivo inglese, ovvero una parola inventata o in alcuni casi, il vocabolo italiano pronunciato in maniera diversa. 

Non è un caso che la bambina abbia mostrato un precoce interesse per le lettere dell’alfabeto e scritte di ogni tipo. Qualche mese fa, mentre Federica stava preparando il pranzo, Elena ha esclamato: “Guarda mamma, c’è scritto “Ikea”.  La bambina non sa ancora scrivere, eppure quella scritta, vista al negozio e a casa sua le era ormai diventata familiare. Questo è solo uno dei tanti esempi di vita quotidiana che avvengono normalmente con Elena.

L’esposizione al bilinguismo può comportare benefici anche di tipo cognitivo, per esempio, acquisire, prima dei coetanei monolingui, una maggiore consapevolezza e tendenza a vedere le cose da più prospettive, quello che gli esperti chiamano “Teoria della mente”, ovvero la capacità di intuire, comprendere stati mentali, emozioni, pensieri propri e delle altre persone e comportarsi di conseguenza. Questo sembrerebbe dovuto alla necessità dei bilingui di adattare e cambiare la lingua in base alla persona che si trovano davanti. Quando parlano, le due lingue sono sempre attive e il cervello dovrà “intervenire” per bloccare l’altra lingua. 

Facciamo un esempio: Il mio interlocutore mi pone una domanda in inglese. Quasi sicuramente mi verrà da risponderle sia in inglese che in italiano, ma alla fine risponderò nella prima lingua.

 Cos’è successo? Il cervello ha individuato le informazioni necessarie, eliminando tutto ciò che potrebbe creare interferenza.

I vantaggi che ne derivano coinvolgono anche altre abilità collegate al controllo esecutivo.  

Di cosa stiamo parlando? Vediamolo nel dettaglio. Ci riferiamo a quelle capacità cognitive che entrano in gioco durante i processi di iniziazione, controllo, coordinazione portando i soggetti ad agire o a muoversi in un determinato modo. Per esempio risoluzione dei problemi, autocontrollo, mantenimento e aggiornamento delle informazioni, capacità di passare da un compito all’altro ecc.

Secondo alcuni studi, i soggetti bilingui sembrerebbero più avvantaggiati nella risoluzione di compiti complessi dov’è richiesto un maggior sforzo cognitivo dovuto proprio alla continua necessità di inibire una o l’altra lingua in base al contesto.

“Ma quindi se il mio/la mia bambino/a è bilingue vuol dire che più intelligente degli altri? Significa che farà meno fatica a scuola e non avrà bisogno di aiuti? Visto che il bilinguismo ha tutti questi benefici, forse è meglio che X impari un’altra lingua.”

Alt! Per prima cosa è bene sottolineare che gli studiosi stanno, ad oggi, portando avanti delle ricerche circa alcuni benefici legati al bilinguismo e quindi è necessario essere pazienti e aspettare.

In seconda analisi, come vedremo nel prossimo articolo, affinché questo fenomeno possa essere davvero considerato una risorsa, devono esserci determinate condizioni. Il bilinguismo, se non supportato nel modo corretto, più che una risorsa, può creare delle barriere dal punto di vista linguistico, relazionale e sociale.

Non resta che darci appuntamento al prossimo articolo e… Buona lettura!

Per approfondire: Maria Garraffa, Sorace Antonella, Vender Maria: “Il cervello Bilingue”, Carocci Editore, 2020.

Articolo a cura di Haidi Segrada e Federica Mascheroni


Pubblicato

in

da