Betty Brosmer è una delle più famose Pin-Up degli anni ’50 e ’60, una vera e propria star statunitense fra le prime (se non la prima in assoluto) a esser considerata una “top-model”. Betty apparve in migliaia di copertine e riviste, fra le quali il LIFE, il Time, Fortune e Look, solo per citarne alcune. Oltre che bella e desiderata, la Brosmer fu anche una capace donna d’affari, detenendo i diritti su moltissime fotografie e conservando personalmente tutti i suoi negativi.

Una delle ragioni della sua fama era il suo impressionante girovita:

45 centimetri

Che contrapponeva a un seno di 96 e a fianchi da 91 centimetri. Le ragioni di misure tanto impressionanti sono da ricercare sicuramente nella pratica d’uso del corsetto, una delle cause di problemi di salute di moltissime donne durante tutto l’800, associato ad un allenamento costante eseguito in palestra.

Nonostante oggi l’immagine di Betty possa apparirci come quella di una donna non certo proporzionata, o in buone condizioni di salute, all’epoca, circa 60 anni fa, la Brosmer rappresentava un ideale femminile irraggiungibile, la perfezione fatta a corpo umano. Fra le moltissime attività che ne caratterizzarono la carriera, fu anche fondatrice di SHAPE Magazine, (Shape=Forma) la rivista più autorevole per quanto riguarda salute e forma fisica degli Stati Uniti. Si sposò con Joe Weider, fondatore della Federazione Internazionale Body Builders, della celebre competizione Mister Olympia e di decine di riviste dedicate a benessere e forma fisica.

Oggi Betty Brosmer ha 82 anni ed è una persona molto attiva, continuando a scrivere di salute ed esercizio fisico. Anche se vien da pensare al suo girovita come da “record”, l’attrice francese Émilie Marie Bouchau, in arte “Polaire”, raggiunse l’incredibile dimensione di 41 centimetri.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...