Molto, molto prima che la rockstar Madonna diventasse famosa grazie al suo look fetish, e molto, molto prima che Dita Von Teese adottasse il suo stile per diventare una diva del burlesque, c’era Bettie Page, la Regina delle Pin-up.

Fonte immagine: CMG Worldwide via Wikipedia – licenza CC BY-SA 3.0

Erano gli anni ’50, quando la cosiddetta “liberazione sessuale” era di là da venire, e le fotografie di ragazze semi-svestite venivano considerate una minaccia per la società, tanto che il Senato degli Stati Uniti istituì un Comitato Speciale per indagare su tutte le attività  che potessero essere classificate alla voce pornografia.

Bettie Page però, nonostante le sue fotografie e i cortometraggi audaci, era molto lontana dall’essere una porno-star, come diremmo oggi. Lei era nata nel profondo sud degli Stati Uniti, in Tennessee, nel 1923, durante gli anni della “grande depressione”, che segnarono sicuramente la sua infanzia: il padre era un disgraziato che molestò tutte e tre le sue figlie femmine, mentre la madre, che si separò dal marito quando Bettie aveva 10 anni, fu costretta a mettere in orfanotrofio, per un anno, le tre bambine, tenendo con sé solo i maschi.

Come moltissime altre, anche la famiglia di Bettie si spostò per tutto il paese in cerca di lavoro e stabilità, ma questo non impedì alla ragazza di diplomarsi brillantemente e poi di laurearsi, per diventare insegnante. Ma la sua bellezza rappresentava, in questo caso, un’arma a doppio taglio, perché non riusciva a controllare i suoi studenti, in particolare i ragazzi più grandi.

Poi il matrimonio a 20 anni, e il marito che parte per la guerra, mentre lei decide di provare a fare l’attrice, usando quel corpo che non le consentiva di fare la maestra.

A Hollywood però non sfondò, forse perché non aveva ancora l’immagine giusta, che le fu suggerita invece da un fotografo dilettante, Jerry Tibbs, che incontrò sulla spiaggia di Coney Island nel 1950, quando ormai viveva a New York e aveva divorziato dal marito. Fu lui a consigliarle di acconciare i suoi lunghi capelli corvini con una frangia, che poi diventò il segno distintivo della pin-up. Bettie, che faceva la segretaria al Rockfeller Center, per arrotondare i guadagni iniziò a posare nei Camera Clubs, quei club nati per aggirare le leggi sulla pornografia, facendo passare le foto di nudo per immagini artistiche.

Bettie divenne una star di quel particolare settore, la prima modella di bondage famosa, con il suo abbigliamento di pelle nera e le pose sadomaso, ma in nessuna delle sue fotografie, e nemmeno nei cortometraggi che venivano venduti per corrispondenza, ci sono scene di sesso esplicite. Tra il 1950 e il 1957, Bettie continuò la sua attività di modella, con qualche incursione nel cinema burlesque, mentre la vera notorietà arrivò con la pubblicazione di una sua fotografia nel paginone centrale di Playboy, nel 1955, come playmate di gennaio.

Poi, dal 1958, con altri due matrimoni falliti alle spalle, Bettie improvvisamente scompare dalle scene

Nessuno all’epoca sapeva cosa le fosse successo, e i reali motivi sono ancora poco chiari: forse la convocazione da parte del comitato antipornografia, forse alcuni episodi di stalking, oppure un’illuminazione arrivata durante una cerimonia religiosa, mentre trascorreva una vacanza in Florida.

Dopo aver abbandonato la carriera da pin-up, cercò con tutte le sue forze di partire missionaria per l’Africa, ma nessuna comunità cristiana accolse la sua richiesta:

dopotutto era un’ex pin-up e per giunta pluridivorziata

Così cominciò la sua discesa all’inferno, tormentata dai demoni che le facevano udire voci e compiere gesti violenti: dopo aver aggredito la sua padrona di casa con un coltello, fu rinchiusa in un istituto psichiatrico perché affetta da schizofrenia paranoide.

Ne uscì solo nel 1992

Intanto, la figura di Bettie Page era tornata in auge, ristampata in un’infinità di libri e riviste, usata per ritratti e fumetti, mentre lei era praticamente in miseria e all’oscuro della nuova popolarità. Quando scoprì la sua rinnovata fama, cercò di recuperare almeno in parte qualche diritto sulla sua immagine, ma non ci sarebbe riuscita senza l’aiuto di Hugh Hefner, l’editore di Playboy.

Morì di polmonite nel 2008, senza aver mai più consentito a nessuno di farle una fotografia: “Voglio essere ricordata com’ero quando ero giovane, nei miei tempi d’oro. Voglio essere ricordata come una donna che ha cambiato il punto di vista delle persone riguardo alla nudità nella sua forma naturale.”

Secondo MTV, i look trasgressivi di tante rockstar – Kate Perry, per la sua frangetta e i corsetti succinti; Madonna, per il suo libro Sex e il debole per gli accessori fetish; Rihanna, per la sua passione per indumenti di pelle e pizzo – non sarebbero mai nati senza Bettie Page, che disegnava e cuciva personalmente tutti i suoi costumi di scena. Sono in debito anche attrici come Uma Thurman, nel suo ruolo in Pulp Fiction, Dita Von Teese per la sua intera carriera, e molte, molte altre donne di spettacolo.

Ma l’unica vera Regina delle Pin-Up rimane sempre lei, inimitabile Bettie Page.

Dove non specificato, le immagini sono di pubblico dominio.

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Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!