I droni aerei sono stati una delle più importanti rivoluzioni del mondo della fotografia degli ultimi 10 anni, probabilmente la più grande innovazione dopo il passaggio da analogico a digitale. I droni però, nella loro accezione più stretta, non sono soltanto aerei ma anche terrestri e marini, come nel caso della BeetleCam, progettato e costruito dal fotografo naturalista Will Burrad-Lucas e in grado di muoversi con agilità nell’arido fondo della Savana.

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La BeetleCam è lo stadio finale di numerosi esperimenti di un tipo di automobilina radiocomandata con una fotocamera Reflex, in grado di muoversi in un range di 500 metri intorno al fotografo e di avvicinare quindi, con circospezione, gli animali più pericolosi. Il piccolo drone è in grado sia di portare una fotocamera professionale sia una piccola Action Cam, come una GoPro, sul luogo della ripresa, consentendo all’operatore di visionare tutto in Live sullo schermo collegato. Realizzata grazie ad un progetto crowdfunding, è disponibile per l’acquisto, a circa 2000 euro, sul sito Camtraptions.com.

Sotto, il video dimostrativo della BeetleCam:

Burrad-Lucas non è solo un inventore di trappole fotografiche a comando remoto, ma anche un grandissimo fotografo naturalista. Grazie alla collaborazione con alcuni grandi parchi africani, è riuscito ad avvicinare praticamente qualsiasi tipo di animale selvaggio, realizzando spettacolari primi piani nel mezzo della Savana. Le immagini della galleria sono prevalentemente in notturna o crepuscolari, e provengono dal parco di Liuwa Plain, in Zambia.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...