Bebionic3: il braccio robotico più avanzato del mondo

Nigel Ackland ha perso il braccio in un incidente sei anni fa e gli è stata data una nuova prospettiva di qualità di vita con questo bebionic3, il braccio robotico più avanzato del mondo. Nigel ha 53 anni e vive nel Cambridgeshire, a nord di Londra; in seguito ad un incidente in un miscelatore industriale aveva il braccio destro completamente maciullato ed invece di andare in giro con l’arto inservibile, ha deciso di farlo tagliare. All’inizio di quest’anno, la società di protesi RSLSteepe ha deciso di usarlo come cavia per un braccio robotizzato che può funzionare grazie agli spasmi dei muscoli del suo avambraccio superiore.

L’arto futuristico gli ha dato “una qualità di vita del tutto nuova“. “Sono stato sorpreso dalla mano robotica, mi sono seduto e l’ho guardata tutto il giorno, mi sento come Terminator“. Il braccio è stato programmato con 14 diverse impugnature che approssimano il comportamento umano, con diverse inclinazioni del pollice che gli consentono di gestire al meglio tutte le differenti situazioni di vita quotidiana, dall’afferrare un oggetto al sollevare pesi.

Ora si lega le scarpe da solo ed utilizza il mouse del computer in modo quasi normale. “Prima di questo ho usato protesi fornite dal servizio sanitario inglese che erano orribili“, ha detto Ackland. Il bio-arto viene fornito anche con una pelle sintetica che ricrea e ripropone esteticamente le tonalità della pelle di Ackland. Il dispositivo, dal nome bebionic3, sarà presentato ufficialmente a Londra questa settimana. Il costo è di circa 35 mila euro per l’installazione completa. Sotto trovate due video di presentazione; il primo lo spot di lancio ufficiale della protesi ed il secondo che ritrae Nigel mentre spiega il funzionamento dell’arto nella vita di tutti i giorni.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...

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