Rumori di sottofondo, come di un aereo di passaggio e di un temporale che picchia senza sosta sui vetri delle finestre. Un tempo che spaventerebbe un adulto, figuriamoci una bambina che vaga da secoli in un castello. Poi il cuore che va a mille per il terrore, un urlo che riecheggia nell’aria e fa accapponare la pelle di chi lo ascolta, infine una vocina che sembra chiamare qualcuno …”M-Mamma!”…

…poi più nulla.

Quell’urlo, quel richiamo, appartiene ad una bambina dal nome insolito quanto azzeccato: Azzurrina.

La leggenda

Questa storia è fortemente legata alle leggende romagnole ambientate in epoca medioevale.

Siamo intorno al 1370 e nel castello di Montebello di Torriana (Rimini) vive una bambina di nome Guendalina, che ha appena 5 o 6 anni ed è figlia del feudatario Uguccione, conte di Montebello.

Castello di Montebello

Immagine di Carlo Pelagalli via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

Si presume che la bimba sia scomparsa il 21 giugno del 1375, nel giorno del solstizio d’estate.

La piccina era venuta al mondo in un’epoca dove nessuno era in grado di spiegare la sua “diversità”: il suo aspetto non passava inosservato, con quella pelle candida come la neve, occhi di un azzurro più sbiadito di un cielo appannato e capelli privi di colore, bianchi più del latte. La credenza popolare vedeva queste caratteristiche fisiche come frutto dell’opera del demonio:

Azzurrina aveva avuto la (s)ventura di nascere albina

La madre, per mascherare la sua condizione, le tingeva i capelli con una mistura di erbe che avrebbero dovuto camuffare il bianco perlaceo, tanto simile alla pietra di luna, l’Adularia. Tentativi inutili, perché quel tipo di capelli non riesce a trattenere i pigmenti colorati:

La chioma della bambina assumeva solo sfumature azzurre

La piccola Guendalina fu così soprannominata Azzurrina.

Castello di Montebello, Torriana

Immagine di Lamberto Zannotti via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

Uguccione non dava ascolto a chi gli suggeriva di disfarsi della creatura, non ne aveva cuore. Era un padre amorevole, preoccupato per la sorte della figlia. Temeva che potesse accaderle qualcosa di brutto proprio per quel suo aspetto non ordinario, tanto che decise di farla sorvegliare, giorno e notte, da due guardie: Domenico e Ruggero, che mai e poi avrebbero dovuto consentirle di uscire dal castello.

Scorcio del Castello di Montebello

Immagine di Icio747 via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

Il 21 giugno del 1375, mentre Uguccione si trovava lontano, preso da una battaglia, Azzurrina era come al solito al castello, sorvegliata da Domenico e Ruggero. La piccina stava giocando con una palla di stracci proprio mentre fuori infuriava un temporale; secondo la versione di una delle due guardie, la palla era rotolata giù per la scala che conduceva nella ghiacciaia sotterranea, poi un urlo e quindi un silenzio inquietante. I due, subito accorsi, non trovarono più nessuna traccia della bambina e nemmeno la palla.

Azzurrina era sparita nel nulla!

Il temporale improvvisamente cessò, nello stesso momento in cui la bambina era scomparsa.

Il corridoio di Azzurrina

Immagine di RobertoReggi via Wikimedia Commons – Licenza CC BY-SA 3.0

Da allora, leggenda vuole che il fantasma della bambina vaghi ancora nel castello, e faccia sentire la sua voce ogni 5 anni, proprio nel giorno del solstizio d’estate.

Dietro la leggenda

Questa storia sarebbe stata narrata oralmente nel corso dei secoli. Una seconda leggenda vuole che, intorno al 1620, un parroco della zona l’abbia trascritta nelle storie popolari della Valmarecchia; il primo e unico documento scritto su Azzurrina ha, o meglio dovrebbe avere, per titolo “Mons belli et Deline” (Montebello e Adelina).

Stando a questo scritto il vero nome di Guendalina (Azzurrina) sarebbe Adelina, o Delina,  diminutivi di Adele, nome molto in voga nel medioevo.

Peccato che questo documento non è mai stato ritrovato e nessuno ha potuto consultarlo, e dunque anch’esso rientra nelle leggende attribuite al luogo. In altre parole: non esiste fonte certa neppure su questa opera.

“Memorie sul Castello di Montebello di Romagna”, scritto da Tommaso Molari, edito agli inizi del 1900, risulta essere il primo libro dove si parla della infelice storia di Azzurrina. L’opera è una raccolta di racconti popolari che circolavano sul borgo di Montebello:

“La leggenda popolare vi intesse intorno il suo mondo di spiriti e di folletti, tanto che, nella notte, chi vi si attarda, sente salire dai trabocchetti rumori strani, tonfi e vagiti paurosi di anime chiedenti pace” scrive il Molari.

Registrazioni paranormali:

Il C.I.C.A.P. (Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze), il 21 giugno del 2010 volle fare alcune sperimentazioni registrando i presunti fenomeni paranormali che si verificherebbero nel castello di Montebello, senza trovare alcun riscontro…

Chissà, forse Azzurrina si sarà limitata a sbirciarli in silenzio, con la curiosità infantile dei suoi anni.

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Valeria Colle

Nata a Napoli, è una grande appassionata di Storia e Arte.