Ivan il Terribile fu il primo “Zar di tutte le Russie”, un uomo dal potere immenso che visse nel XVI secolo, curiosamente contemporaneo di Enrico VIII d’Inghilterra, e del quale il soprannome “terribile” fa comprendere quanto potesse essere temuto. Ivan IV Vasilyevich sposò 8 donne (o 7, come vedremo dopo) durante i suoi 54 anni di vita, ed ebbe otto figli. Lo Zar fu autore di un governo risoluto, che traghettò la Russia da stato medievale a potenza europea. Durante tutta la sua vita combatté i Boiardi, nobili russi spesso molto influenti, che sopprimevano la popolazione con razzie e soprusi.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Oltre a essere la causa della morte di alcune delle sue mogli, Ivan Vasilyevich uccise anche uno dei propri figli, il suo omonimo Ivan, dopo averne picchiato la moglie causandole un aborto spontaneo.

Il motivo del litigio?

Gli abiti troppo succinti della donna, ritenuti inappropriati dallo Zar.

Sotto, quadro di Il’ja Repin che mostra Ivan IV che abbraccia il figlio, il Principe Ivan, ucciso in uno scatto d’ira:

Le mogli dello Zar

Anastasia Romanovna, 1547–1560

Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Anastasia fu la prima moglie di Ivan, ed insieme ebbero ben sei figli, due maschi e quattro femmine, di cui le quattro femmine morirono durante l’infanzia. La donna morì in giovane età, a 28/30 anni, secondo Ivan per l’avvelenamento dei Boiardi, che provvide a torturare e assassinare con l’accusa di omicidio.

Alcuni archeologi durante il secolo scorso tentarono di ricostruire l’accaduto, trovando livelli di mercurio molto alto nelle ossa della zarina, il che rappresenta un chiaro segno di avvelenamento. Probabilmente non si saprà mai se siano stati i boiardi o i prodotti cosmetici utilizzati allora, spesso ricchi di mercurio, che uccidevano le nobildonne di diversi stati europei.

Maria Temryukovna, 1561-1569

Maria fu la seconda moglie dello Zar e gli diede un figlio, Vasili, che morì in fasce. La donna proveniva dalla regione del Caucaso, e non era certamente adatta alla vita da zarina moscovita, né fu in grado di fare da matrigna a Ivan e Fedor, figli di Anastasia. I racconti dell’epoca la descrivono come diabolica e vendicativa, ed Ivan il Terribile, nonostante rimase immediatamente ammaliato dalla sua bellezza, si pentì presto di averla sposata. La leggenda narra che fu lo Zar stesso ad avvelenarla, ma la storia ci racconta che Vasilyevich fece uccidere altri boiardi con l’accusa di avvelenamento della moglie.

Marfa Vasilevna Sobakina, 28 Ottobre-13 Novembre 1571

Sotto, la ricostruzione forense del volto di Marfa:

Fonte immagine: Sergey Nikitin via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 3.0

Ivan sposò la sua terza moglie, Marfa Vasilevna Sobakina, figlia di Vasiliy Sobakin, mercante di Novgorod, nel 1571. La donna venne selezionata fra 12 finaliste in lizza per sposare lo Zar dopo una ricerca durata due anni. Ella non rimase a lungo in vita, anzi, durò appena 16 giorni. Fu avvelenata pochi giorni dopo il matrimonio quando aveva appena 19 anni. Il mandante dell’omicidio rimane sconosciuto.

Anna Koltovskaya, 1572-spedita in Convento

Secondo le leggi della Chiesa Ortodossa Russa un quarto matrimonio è “vietato e improprio”. Tuttavia Ivan, desideroso di una moglie al proprio fianco, usò la scusa di non aver consumato il matrimonio con Marfa, e così sposò la quarta donna, Anna Aleksejevna Koltovskaya, senza la benedizione della chiesa.

E’ interessante riportare la descrizione della chiesa ortodossa sul numero di matrimoni concessi a una persona:

Il primo matrimonio è legge; il secondo una concessione straordinaria; Il terzo una violazione della legge; Il quarto è impietoso, uno stato simile a quello degli animali

Si sposarono a Novgorod, dove Ivan aveva compiuto un massacro appena due anni prima. Dopo due anni di matrimonio, e a causa dell’infertilità della donna, Anna venne ripudiata e mandata in un convento. Diventerà “Santa Daria” per la chiesa Ortodossa, e vivrà sino al 1626.

Anna Vasilchikova, 1575/76 – Spedita in monastero

L’anno seguente il ripudio della Koltovskaya, Ivan sposò la Vasilchikova, che fece una fine simile alla moglie precedente. Naturalmente la Chiesa Ortodossa non benedì il matrimonio, ormai il quinto per lo Zar, e la donna morì comunque poco dopo aver raggiunto il convento, nel 1576 o 1577.

Vasilisa Melentyeva, 1575

Nel 1575 forse Ivan sposò la moglie più famosa, Vasilisa Melentyeva, vedova del principe Melentiy Ivanovich. La donna, che si dice fosse concubina dello Zar e non la moglie, passò alla storia per un fatto assai macabro. Poco dopo il matrimonio, o comunque poco dopo aver scoperto la relazione di Vasilisa con il principe Devletev, Ivan scoppiò di gelosia e fece condannare a morte il principe. Devletev fu impalato di fronte alla propria amante, che venne poi confinata in un chiostro, morendo pochi mesi dopo per cause ignote.

Maria Dolgorukaya, ignoto

La Dolgorukaya fu con ogni probabilità una moglie leggendaria di Vasilyevich, che sposò, secondo i racconti, soltanto per ammazzarla la prima notte di nozze. Quando l’uomo scoprì che la donna non era vergine l’annegò immediatamente.

Maria Nagaya, 1581 – Morte

Nel 1581, all’età di 51 anni, Ivan sposò la sua ottava ed ultima moglie, Maria Nagaya. Ella diede alla luce Dimitry, nel 1582, e poco dopo Ivan il Terribile morì, nel 1584. Maria, il figlio e i fratelli vennero spediti in esilio a Uglich, dove il figlio morì in circostanze misteriose all’età di 8 anni, nel 1591.

Maria venne accusata di negligenza criminale e spedita in monastero, mentre i fratelli furono incarcerati. Nel 1605 la donna fu costretta a riconoscere un altro Dimitry come il proprio figlio (la scena è raffigurata nel quadro sopra), un impostore che poté quindi salire al trono. Le fu concesso di tornare a Mosca, le vennero restituite le proprietà e i suoi fratelli vennero scarcerati. Una volta che i boiardi uccisero il falso Dimitry, Maria rinnegò il figlio acquisito. Morì forse nel 1611.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...