Una ormai storica fotografia, ritrovata solo nel 1991, è divenuta popolare negli ultimi anni, perché testimonia un gesto di mancata sottomissione da parte di un’unica persona, che rimane a braccia conserte, mentre tutti attorno a lui alzano il braccio nel classico saluto nazista. Forse non tutti gli uomini di quella folla erano ferventi nazisti, ma ciascuno di loro era pienamente consapevole che non salutare il Fuhrer avrebbe significato dover affrontare spiacevoli conseguenze. Il gesto di disubbidienza dell’uomo fu non solo un atto di trasgressione, ma anche una dimostrazione d’amore: August Landmesser, l’uomo con le braccia conserte, era sposato con una donna di religione ebraica.

August Landmesser e la famiglia 5La storia di Landmesser inizia, per ironia della sorte, proprio dal partito nazionalsocialista: nel 1931 ne prese la tessera, per poter ottenere un posto di lavoro. Nel 1934 l’uomo incontrò Irma Eckler, una donna ebrea di cui si innamorò, e che sposò nel 1935. Il matrimonio però non fu riconosciuto, perché dall’agosto di quell’anno erano entrate in vigore le leggi razziali di Norimberga.

August Landmesser e la famiglia 3

August Landmesser:

August Landmesser e la famiglia 6La coppia ebbe due figlie, Ingrid (1935) e Irene (1937), a cui il comune di Amburgo non consentì di prendere il cognome del padre, e quindi assunsero quello materno.

August Landmesser e la famiglia 4 Landmesser fu accusato di ‘disonorare la razza’, e quindi espulso dal partito. Nel 1937 la famiglia tentò di fuggire in Danimarca, ma fu fermata alla frontiera. Per aver continuato la sua relazione con una donna ebrea, malgrado fosse stato già imprigionato per un breve periodo, e liberato a condizione di non ripetere il reato, nel 1938 Landmesser fu condannato a 30 mesi di lavori forzati in un campo di concentramento.

August Landmesser e la famiglia 1

Non avrebbe più rivisto l’amata moglie, arrestata perché responsabile di aver ‘disonorato la razza’ di un uomo tedesco, e mandata in un campo di concentramento di Amburgo, e poi trasferita in lager femminili: Oranienburg e Ravensbruck. Morì nel 1942 presso l’istituto sanitario di Bernburg, dove veniva praticata l’eutanasia ai malati mentali.

La primogenita Ingrid fu affidata alla nonna paterna, mentre Irene fu inizialmente mandata in orfanotrofio, e poi affidata a dei parenti.

August Landmesser e la famiglia 2Landmesser fu scarcerato nel gennaio del 1941, ma comunque obbligato ai lavori forzati. Nel 1944 l’esercito tedesco aveva difficoltà a trovare uomini abili alle armi e, malgrado i suoi precedenti penali, l’uomo fu arruolato nella Wehrmacht, e assegnato al 19° Battaglione penale di fanteria, composto da soldati condannati dalla corte marziale, e da criminali comuni. Inviato in Croazia, si presume sia morto in combattimento, circa sei mesi prima della resa della Germania.

August Landmesser e la famiglia 8L’ormai famosa fotografia fu probabilmente scattata il 13 giugno 1936, durante la cerimonia di inaugurazione della nave Horst, quando Landmesser lavorava presso il cantiere Blohm + Voss e aveva ancora una famiglia a cui tornare alla fine della giornata. August e Irma furono dichiarati ufficialmente morti nel 1949. Nel 1951 il municipio di Amburgo riconobbe il matrimonio di August Landmesser e Irma Eckler. Ingrid decise di mantenere il cognome della madre, mentre Irene prese quello del padre.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.