Atuk, che in lingua inuit significa “nonno”, è la sceneggiatura di un film mai realizzato che si basa sul romanzo “L’incomparabile Atuk” di Mordecai Richler.

La storia narra di un anziano eschimese (Atuk) che abbandona la sua terra spostandosi a Toronto. Attraverso le situazioni assurde in cui il protagonista si ritrova, l’autore mette a confronto e sottolinea le differenze tra la popolazione eschimese, una comunità ristretta e dedita alla tradizione, e quella della città canadese, moderna e sovraffollata.

Nei primi anni ’80 alcune case cinematografiche si interessarono alla storia di Atuk e iniziarono a proporla a vari sceneggiatori e attori per realizzarne il film.

Come spesso accade, le sceneggiature cinematografiche non sempre restano fedeli alla storia originale. L’ambientazione venne spostata da Toronto a New York, e anche il personaggio principale subì dei cambiamenti. Il vecchio e saggio inuit, protagonista della vicenda, divenne un semplice e buffo eschimese.

Secondo la leggenda metropolitana, alcuni spiriti demoniaci tipici della mitologia inuit non accettarono questo cambiamento, ritenuto quasi blasfemo, e lanciarono una maledizione

La “maledizione” vuole che chi avesse avuto tra le mani quella sceneggiatura non avrebbe avuto lunga vita. Il primo attore a cui venne proposta la parte fu John Belushi, entusiasta di poter interpretare il personaggio di Atuk. Si racconta che Belushi iniziò a studiare il copione scrupolosamente, ripetendo a molti dei suoi amici quanto fosse felice di partecipare al film. Poco tempo dopo, il 5 marzo 1982, l’attore morì di overdose a causa di un quantitativo di droga tagliata male. Belushi aveva 33 anni.

Sotto, John Belushi nel 1967:

La parte fu poi affidata a Sam Kinison, un comico statunitense. Vennero girate le prime scene e si pensò che Atuk sarebbe stato finalmente realizzato. Purtroppo, il 10 aprile 1992, Kinison rimase vittima di un incidente stradale insieme alla moglie.

Un diciassettenne ubriaco, alla guida di un furgone, centrò in pieno l’auto guidata da Sam. Gli unici sopravvissuti furono l’investitore e la moglie, probabilmente perché non erano venuti a contatto con la sceneggiatura maledetta.

Due anni dopo, la parte di Atuk fu affidata a John Candy, attore canadese, che aveva già lavorato con Belushi durante le riprese di “The Blues Brothers”. Anche questa volta, la storia di Atuk non riuscì a concretizzarsi. Il 4 marzo 1994 Candy morì a causa di una disfunzione cardiaca (probabilmente ereditaria); aveva 43 anni.

John Candy a Hamilton in Ontario (Canada) nel 1993. Fotografia di Mike F. Campbell condivisa con licenza Creative Commons 2.5 via Wikipedia:

Il testimone passò a Chris Farley che, poco dopo aver iniziato a lavorare sulla sceneggiatura, morì per un arresto cardiaco in seguito a un’overdose. Era il dicembre del 1997 e Farley aveva soltanto 33 anni, proprio come Belushi.

Chris Farley, fotografia di LomasThena23345  condivisa con licenza Creative Commons 4.0 via Wikipedia:

Atuk giunse fino a Philip Hartman, conosciuto principalmente per essere il doppiatore di Troy McClure nella versione americana de “I Simpson” ideata da Matt Groening. Inutile ribadire che, anche questa volta, la storia di Atuk non vide mai la luce. Il 28 maggio 1998 Hartman venne ucciso con due colpi di pistola dalla moglie, in quel momento sotto effetto di droghe. Matt Groening omaggiò l’amico defunto chiamando come lui il protagonista di “Futurama” Philip J. Fry.

Phil Hartman nel 1978. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Ultimo, ma non meno importante, è Michael O’Donoghue, conosciuto per lo show “Saturday Night Live”. A O’Donoghue fu attribuita parte della “colpa” per aver condannato sia Belushi che Kinison, poiché sarebbe stato proprio lui a sottoporre la sceneggiatura di Atuk ai due attori. Tuttavia, lo stesso O’Donoghue non ebbe scampo dalla maledizione. L’8 novembre 1994, all’età di 54 anni, morì a causa di un’emorragia celebrale.

Nel 1999 la sceneggiatura passò nelle mani di Tod Carroll che, però, non trovò mai un finanziatore disposto a realizzare il film. A oggi la sceneggiatura di Atuk non ha ancora preso vita e, probabilmente, dati tutti questi spiacevoli avvenimenti, non avverrà mai. Molti raccontano che la sceneggiatura fu messa all’asta su eBay ma, a quanto pare, nessuno è stato così coraggioso da acquistarla.

Monica Frachey
Monica Frachey

Valdostana, controcorrente, amante dell’arte in ogni sua forma in quanto àncora di salvezza nella vita di tutti i giorni. Mi piace scoprire nuovi luoghi nel mondo e conoscere culture differenti da cui poter trarre insegnamenti. Attualmente insegno arte nelle scuole e nel tempo restante mi occupo di graphic design e video editing. Sono “open minded” verso esperienze di qualsiasi natura.