Oggi l’Assia è uno dei sedici stati federati che costituiscono la Germania, in posizione centrale e noto soprattutto per la sua capitale Wiesbaden, città delle terme, dei casinò, della funicolare ad acqua e dei matrimoni. Duemila anni fa, era abitata dai Catti, da cui prende il nome, una delle bellicose popolazioni germaniche che nel 9 a. C. inflissero una pesantissima sconfitta militare alle legioni romane guidate da Varo nella selva di Teutoburgo.

In mezzo, ovviamente, sono successe molte cose. Fino al XIII secolo era un tutt’uno con la Turingia, poi si rese indipendente, diventando una delle contee (che in Germania si chiamavano langraviati) del Sacro Romano Impero. Ragioni legate a spartizioni di eredità portarono alla sua divisione nel XVI secolo, stabilita in via più o meno definitiva in una regione a Nord, chiamata Assia-Kassel, e in una a Sud, chiamata Assia-Darmstadt.

L’Assia-Kassel, durante il XIX secolo, prima divenne Elettorato di Assia (nel senso che il suo langravio venne elevato al rango di principe e, come tale, fu legittimato a partecipare all’elezione dell’imperatore), poi fu annessa alla Prussia, insieme ad altre regioni, cessando così di esistere autonomamente.

L’Assia-Darmstadt, invece, nello stesso periodo, si estese assorbendo il Ducato di Westfalia e, da contea, divenne granducato. In questa veste, ha continuato a restare autonoma fino a quando, con l’abdicazione di Guglielmo II, nel 1918, la Germania ha smesso di essere un Impero.

I granduchi d’Assia sono stati complessivamente cinque, i primi quattro chiamati Ludwig e numerati dal primo al quarto, mentre l’ultimo si chiamava Ernst Ludwig, è vissuto dal 1868 al 1937 ed è stato granduca dal 1892 al 1918.

I parenti di Ernst Ludwig d’Assia sono stati, in generale, persone piuttosto sfortunate, anche valutando i loro destini rispetto alla media del turbolento periodo in cui hanno vissuto.

Due delle sue sorelle avevano fatto degli ottimi matrimoni in Russia. La minore, Alessandra, nata nel 1872, era la moglie dello zar Nicola II, insieme al quale fu trucidata a Ekaterinenburg nel luglio 1918.

Sotto, Alexandra zarina di Russia:

La maggiore, Elisabetta, nata nel 1864, aveva sposato nel 1884 il granduca Sergej Romanov, zio dello zar e governatore generale di Mosca: un bell’uomo, ma completamente incapace, che era finito nel mirino dei rivoluzionari ed era stato ucciso in un attentato nel febbraio 1905. Dopo la tragica scomparsa del marito, Elisabetta era rimasta in Russia e aveva venduto tutti i suoi beni. Con il ricavato, aveva fondato un convento a Mosca e ne era divenuta badessa. Sembra certo che sia stata implicata nell’omicidio di Rasputin. Nel 1918, dopo la Rivoluzione, fu deportata in Siberia insieme ad altri parenti dello zar e della zarina e uccisa insieme a loro in una miniera poco distante ad Alapaevsk, 150 km a Nord-Est di Ekaterinenburg, il giorno dopo l’esecuzione della famiglia reale.

Elisabetta d’Assia-Darmstadt

Un’altra sorella più piccola, Maria, nata nel 1874, era morta nel novembre del 1878 quando quasi tutti i figli del granduca Ludwig IV si erano ammalati di difterite durante l’epidemia che aveva colpito Darmstadt. Per assisterla e poi vegliarla, la madre Alice (figlia della regina Vittoria d’Inghilterra) si era ammalata anche lei e l’aveva seguita nella tomba dopo un mese, all’età di 35 anni.

Alice di Sassonia Coburgo Gotha:

Il granduca Ernt Ludwig, che era dunque nipote della regina Vittoria, ebbe due mogli. La prima era una sua cugina, figlia di un altro figlio della regina Vittoria, si chiamava Vittoria Melita ed era nata nel 1876. Il matrimonio era stato combinato per ragioni di successione senza dare molta importanza all’opinione dei due sposi, che erano piuttosto riluttanti. In particolare, Victoria Melita era innamorata di un altro suo cugino (ma da parte di madre), il granduca russo Kirill Romanov, suo coetaneo. Il granduca, invece, sembra che avesse interessi a 360 gradi, nel senso che gli piacevano sia le donne sia gli uomini, in particolare quelli al suo servizio, con i quali la moglie lo sorprendeva regolarmente. Con queste premesse, il matrimonio, celebrato nel 1894, si sfasciò abbastanza rapidamente, anche se la regina Vittoria usò tutta la sua influenza per evitare la separazione e i due poterono finalmente divorziare solo dopo la scomparsa dell’arcigna nonna, nel 1901.

Victoria Melita ed Ernst Ludwig

La coppia era comunque riuscita a generare due figli: Elisabetta, nata nel 1895, e un bambino nato morto nel 1900. La piccola Elisabetta non prese bene il divorzio tra i suoi genitori, concependo una particolare avversione nei riguardi della madre, con la quale non voleva stare neanche nelle occasioni prestabilite dagli accordi tra i coniugi. Per distrarla, nel 1903, i genitori la mandarono in Polonia dalla zia zarina di Russia, che aveva accompagnato il marito in vacanza. Durante questo soggiorno, però, Elisabetta si ammalò di tifo e morì a otto anni prima che genitori potessero raggiungerla.

In seguito, Vittoria Melita sposò Kirill, scandalizzando tutta la Russia (non solo lei era divorziata ma la Chiesa Ortodossa vietava anche il matrimonio tra primi cugini): forse anche loro furono coinvolti nell’omicidio di Rasputin; in ogni caso, riuscirono a scappare in Occidente prima di essere catturati dai rivoluzionari e vissero fino ai tardi anni ’30.

La seconda moglie di Ernst Ludwig, nata nel 1871, si chiamava Eleonora di Solms ed era la figlia di un principe elettore tedesco. Il matrimonio fu celebrato nel 1905 e fu molto più stabile del precedente, non si sa se per un migliore accordo tra i coniugi o perché Eleonora era molto più tollerante di Vittoria Melita. Benché i due non fossero più giovanissimi, riuscirono ad avere due figli maschi: Georg Donatus, nato nel 1906, e Ludwig Hermann, nato nel 1908.

Eleonora di Solms:

La fine della monarchia tedesca, nel 1918, lasciò la famiglia senza trono, ma in condizioni economiche ancora buone. Ernst Ludwig morì nel castello che aveva conservato a Wolfsgarten, vicino Darmstadt, nell’ottobre del 1937, e fu seppellito nella tomba di famiglia accanto alla figlia Elisabetta.

Poche settimane dopo, era in programma in Inghilterra il matrimonio del figlio minore, Ludwig Hermann, che doveva sposare la figlia di un barone inglese.

Georg Donatus, granduca titolare, era sposato dal 1931 con una principessa greca, Cecilia di Grecia, nata nel 1911, figlia del principe Andrea di Grecia e di Danimarca e della principessa inglese Alice di Battenberg, nonché sorella maggiore dell’attuale principe consorte d’Inghilterra, Filippo di Edimburgo. Alice di Battennerg era figlia di un’altra sorella di Ernst Ludwig, Vittoria, vissuta dal 1863 al 1950, quindi Cecilia e Georg Donatus erano comunque già imparentati tra loro prima di sposarsi.

Giorgio Donato d’Assia-Darmstadt con la moglie:

La coppia era felicemente unita e aveva tre figli: Ludwig Ernst, nato nel 1931; Alexander Georg, nato nel 1933; e Johanna Marina, nata nel 1936. Cecilia era incinta di otto mesi del quarto figlio.

I granduchi d’Assia erano gli ospiti più importanti tra i parenti dello sposo e non potevano mancare alla cerimonia. Poiché Johanna Marina era molto piccola (14 mesi), i genitori decisero di lasciarla a casa. Partirono il 16 novembre con i due figli maggiori e con la nonna di questi, Eleonora, la vedova di Ernst Ludwig. La tratta aerea da Darmstadt a Londra era servita solo dalla compagnia di bandiera belga, la SABENA, che pareva comunque molto affidabile. Così come appariva sicuro il velivolo su cui dovevano viaggiare, un trimotore Junkers Ju 52 (un aereo che è stato in uso fino agli anni ’80 in compagnie minori). Ciò nonostante, a circa metà del viaggio, mentre volava bassissimo, all’altezza di Ostenda, l’aereo urtò contro la sommità di una ciminiera, precipitò e prese fuoco, uccidendo tutte le persone a bordo.

Uno Junkers Ju 52 simile a quello dell’incidente. Fotografia di Tim Felce condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Accanto al cadavere della granduchessa Cecilia fu ritrovato il corpo di un neonato morto. A tutt’oggi non è chiaro cosa sia accaduto: se la violenza dell’impatto abbia provocato l’espulsione del bambino dal corpo della madre o se il travaglio fosse cominciato prima dell’incidente. Si pensa che la seconda ipotesi sia la più probabile: spiegherebbe anche perché l’aereo volasse così basso, ossia per atterrare a Ostenda, visto il parto in corso a bordo.

Il matrimonio di Ludwig Hermann si celebrò ugualmente. Subito dopo, gli sposi si recarono a Darmstadt a prendere la piccola Johanna Marina, che adottarono e portarono con sé in Inghilterra. Tuttavia, nell’estate del 1939, la bambina si ammalò di meningite e morì prima di compiere tre anni.

Luigi d’Assia-Darmstadt

Ludwig Hermann non ebbe altri figli e finì per adottare successivamente un lontanissimo cugino, Maurizio, figlio di Filippo, langravio di Assia-Kassel (non più principe elettore dopo la fine dell’impero), e della principessa italiana Mafalda, morta nel campo di concentramento di Buchenwald nel 1944. E, con il passaggio del titolo a quest’altro ramo, la sfortunata dinastia degli Assia-Darmstadt ha infine avuto termine.

Roberto Cocchis
Roberto Cocchis

Barese di nascita, napoletano di adozione, 54 anni tutti in giro per l'Italia inseguendo le occasioni di lavoro, oggi vivo in provincia di Caserta e insegno Scienze nei licei. Nel frattempo, ho avuto un figlio, raccolto una biblioteca di oltre 10.000 volumi e coltivato due passioni, per la musica e per la fotografia. Nei miei primi 40 anni ho letto molto e scritto poco, ma adesso sto scoprendo il gusto di scrivere. Fino ad oggi ho pubblicato un'antologia di racconti (“Il giardino sommerso”) e un romanzo (“A qualunque costo”), entrambi con Lettere Animate.