L’artista belga Hans Op de Beeck ha recentemente trasformato il refettorio di un convento in stile Gotico a Tolosa in un’installazione artistica multisensoriale per il Festival Printemps de Septembre. Una passerella in legno conduce i visitatori attraverso dune di sabbia e postazioni da campeggio, con alberi sterili e un esile filo di luce che indica il percorso. “Il Giardino dei Sospiri” è in linea con il pensiero artistico di Op de Beeck, che pensa che “l’uomo mette in scena il mondo che lo circonda in modo tragicomico“. Il percorso vorrebbe stimolare i cinque sensi ed invitare gli spettatori a sperimentare l’ambiente che li circonda.

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Durante il tragitto una colonna sonora di voci che bisbigliano riempie gli ampi spazi della chiesa, che sembrano in questo modo vuoti e pieni allo stesso tempo. I visitatori sono incoraggiati a meditare sullo spazio che li circonda, mentre troveranno riferimenti alla mitologia, alla religione e alla storia nei diversi punti di passaggio del cammino. L’obiettivo è quello di creare un’esperienza senza tempo che porti a riflettere il visitatore, evitando il condizionamento in base a quello che già conosce. Nell’installazione sono previsti anche diversi attori in carne ed ossa che compiono delle performance, come ad esempio servire il tè alle persone sul cammino.

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Gli oggetti come le pentole, le padelle, le bottiglie e i bidoni in plastica impressionano perché accostati ad un ambiente naturale come le dune di sabbia, e danno l’impressione di uno spazio abitato che sia stato abbandonato di recente. La fantasia dello spettatore deve riempire gli spazi vuoti, lasciando a ognuno lo stimolo della creatività. La mostra “Il Giardino dei Sussurri” è in mostra fino al 27 novembre presso il Couvent des Jacobins di Tolosa, in Francia.

Hans Op de Beeck 02Hans Op de Beeck 03Hans Op de Beeck 04Hans Op de Beeck 01Hans Op de Beeck 06Hans Op de Beeck 07Hans Op de Beeck 09Hans Op de Beeck 10Per maggiori informazioni consultate il sito dell’artista.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...