Arno XI Timossi-Ferrari: idroplano da Record

Ha oltre 60 anni l’idroplano Arno XI Timossi-Ferrari, ma il suo record rimane imbattuto: 241,70 Km/h sul Chilometro a partenza lanciata nella categoria degli entrobordo da 800 Kg. Il 15 Ottobre del 1953 sul lago d’Iseo, l’ingegner Achille Castoldi alla guida dell’imbarcazione da lui progettata stabiliva quel duraturo record a bordo di una delle più belle imbarcazioni da corsa mai progettate. Lo scafo nacque da una collaborazione fra l’ingegner Castoldi, la scuderia Ferrari e i cantieri nautici Timossi, che produssero questo pezzo unico dal design e dalle prestazioni incomparabili. Il motore è un 4,5 litri biturbo derivato direttamente dalla Ferrari 375, vincitrice del gran premio d’Inghilterra nel 1951 con al volante José Froilán González, capace di sviluppare in questa configurazione  600 cavalli a 6 mila giri al minuto.

Sotto, fotografia di Arnaud 25 condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

La messa a punto motoristica fu seguita dal tecnico Gioacchino Colombo negli stabilimenti di Maranello e direttamente sul lago d’Iseo, mentre quella dello scafo da Rinaldo Tinarelli, famoso per il soprannome “il Mago”. La struttura è in legno massello, mentre il rivestimento dello scafo è realizzato in mogano, e un piccolo telaio di metallo ne assicura la giusta flessibilità. Il motoscafo dei record, non solo motoristici ma anche di stile e design, è stato battuto all’asta nel maggio 2012 per la considerevole cifra di 1,1 milioni di dollari a Monaco.

Fotografia di Arnaud 25 condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Una storia di passione motoristica legata alla casa del cavallino per una volta non confinata ai limiti delle gomme e dell’asfalto cui siamo soliti immaginare le imprese del Drake!

Sotto, fotografia di Arnaud 25 condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Sotto, fotografia di Arnaud 25 condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Sotto, un video mostra l’Arno XI in azione:

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...