Spesso il successo di un prodotto commerciale viene preceduto da diverse versioni dello stesso che si sono rivelate dei completi fiaschi, oppure delle versioni geniali ma poco apprezzate dal pubblico. Un ricercatore svedese, Samuel West, ha deciso di aprire un “Museo del Fallimento” a seguito della frustrazione della celebrazione continua del successo: “Sono stanco di vedere tutta questa glorificazione del successo, sopratutto nel campo dell’innovazione, dove l’80-90% dei prodotti sono dei fallimenti”.

L’idea gli è venuta visitando il museo delle “Relazioni rotte”, oggetti legati alla fine di una storia d’amore, che ha recentemente aperto i battenti a Zagabria, in Croazia. Una volta compresa la modalità di apertura del museo, fatta di mostre in giro per il mondo e di una sede fissa, il dottor West ha pensato di utilizzare le stesse modalità ma con prodotti che abbiano completamente fallito l’approccio al mercato. Lo scopo del museo è quello di celebrare il fallimento stesso, ed il suo slogan:

Se hai paura del fallimento, allora non puoi innovare

Il museo aprirà durante i primi giorni di Giugno ad Helsingborg, in Svezia, con spiegazioni sia in inglese sia in svedese. I prodotti in mostra saranno oltre sessanta, per una collezione che vorrebbe “fornire una visione del rischio nel business dell’innovazione“.

Sotto, le penne BIC “For Her”, dismesse nel 2016:

I Google Glass, che non hanno mai raggiunto lo stadio di commercializzazione:

La Kodak Digital Camera, del 1995, un fallimento che costava 1.000 dollari, troppo in anticipo sui tempi:

Twitter Peek, uno strumento per inviare Tweet del 2008 che fu un totale fiasco, definito da Wired addirittura “accessorio dell’anno”:

Le lasagne congelate di Colgate, la famosa azienda di igiene dentale:

Un prodotto di cura della persona Harley Davidson:

Il Newton di Apple, che viene considerata spesso una prima versione primitiva di iPad:

Il gioco di societa di Trump, basato sulla compravendita di immobili, commercializzato nel 1989:

Sony Betamax, famoso rivale “sconfitto” dei VHS:

La Coca Cola Blak, una versione al sapore di caffè che fu un clamoroso insuccesso:

Fonte: Sito ufficiale Museo del Fallimento

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...