Quando si pensa ai temerari dell’epoca vittoriana, il nome di Annie Edson Taylor non è certamente uno dei primi che viene in mente. La Taylor fu un’intrepida avventuriera che non divenne coraggiosa per il piacere dell’emozione ma per necessità, a causa delle precarie condizioni economiche. La sua storia è oltremodo affascinante.

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Annie Edson Taylor non ebbe una vita facile. Da bambina dovette condividere le magre risorse familiari con altri sette fratelli, e la famiglia subì la perdita del padre quando questi era ancora giovane. La ragazza ebbe la possibilità di studiare e si applicò per diventare maestra, professione che in seguito riuscì a intraprendere con profitto.

Annie Edson incontrò il futuro marito, David Taylor, sui banchi di scuola, e la coppia concepì una bambina, regalando ad Annie i pochi momenti di felicità della propria vita. La figlia morì infante, e il marito la seguì dopo poco, lasciando la donna nuovamente sola. Dotata di esigue risorse finanziarie, la Taylor attraversò gli Stati Uniti in lungo e in largo svolgendo diversi lavori per mantenersi, ma non raggiunse mai una stabilità economica.

Il salto

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La donna ebbe allora l’idea di fare qualcosa di grande, per evitare una vecchiaia da povera senzatetto. Nel 1901, alla non più giovane età di 62 anni, pensò di chiudersi dentro un barile e di lanciarsi dalle cascate del Niagara. La Taylor allora volle rivolgersi ad un agente, Frank Russell, per far diventare il proprio sogno una realtà. La coppia contattò i funzionari pubblici delle cascate del Niagara in modo da ottenere il permesso per quello che sembrava, praticamente, un suicidio. I funzionari accettarono di far tentare alla Taylor l’impresa solo dopo un test con un gatto in un barile uguale a quello che avrebbe protetto la donna. Il felino venne quindi lanciato dalla cima delle cascate, e riportò solo qualche lieve ferita alla testa.

Due giorni dopo il test col gatto fu il turno della Taylor di affrontare lo strapiombo delle cascate

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Il barile in cui venne rinchiusa la donna era alto circa 1,37 metri e largo 91 centimetri, e venne imbottito all’interno e zavorrato sul fondo per consentire un atterraggio verticale e senza un trauma troppo forte. Il 24 Ottobre del 1901, il giorno del suo 63-esimo compleanno, un team di tecnici assicurò la Taylor dentro al barile e lo pressurizzò con una pompa della bicicletta, trasportando poi la donna e il barile nel punto più alto delle cascate. La folla accorsa per vedere l’evento era composta da migliaia di persone, che rimasero col fiato sospeso per circa 20 minuti.

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Dopo un interminabile volo di 51 metri il barile comparve fra le acque.

Annie Edson Taylor era priva di sensi, ma in condizioni di salute buone, con solo un piccolo taglio sulla fronte

Le correnti del lago Niagara portarono il barile sopra le Canadian Horseshoe Falls, che da allora fu il sito utilizzato per tutte le imprese folli alle Cascate del Niagara.

Sotto, replica del barile ricostruita per un cinama IMAX negli Stati Uniti. Fotografia di Knightflyte condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

La donna ce l’aveva fatta, e raccontò in questo modo la propria esperienza: “Ho pregato ogni secondo che ero dentro al barile, tranne per alcuni secondi durante la caduta, quando sono piombata in stato di incoscienza. Nessuno dovrebbe mai tentare di farlo, preferirei camminare fino alla bocca di un cannone sapendo che sta per sparare piuttosto che fare di nuovo una caduta del genere“.

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Il tradimento

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Quando le cose sembrava che stessero per sistemarsi a dovere, garantendo un futuro di tranquillità economica alla donna, l’agente che l’aveva aiutata a organizzare l’impresa la tradì, rubandole il barile e riscrivendo la storia dell’impresa, assoldando una bambina per impersonare la Taylor.

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Russell viaggiò per gli Stati Uniti guadagnando i frutti del lavoro e del rischio che corse la Taylor, che tentò in tutti i modi di rintracciarlo, ma senza successo. Annie cercò quindi di dare maggior credito alla propria storia e, nel 1906, si tuffò un’altra volta da una cascata, questa volta molto più bassa (le Cataract Falls), senza ottenere però alcun tipo di attenzione.

Il negozio e la fine

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Durante l’ultimo periodo della sua vita e con un ultimo sforzo per allontanare lo spettro di una vecchiaia in miseria, la Taylor aprì un negozio di souvenir (molto improvvisato) alle cascate del Niagara, e trascorse gli ultimi anni firmando autografi, posando per le fotografie con i turisti e vendendo repliche della botte che l’aveva protetta durante il salto dei 51 metri di altezza di dislivello.

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Annie Edson Taylor morì il 29 aprile del 1921, all’età di 82 anni, e fu sepolta accanto al temerario Carlisle D. Graham (1886–1905) nella parte del Oakwood Cemetery denominata “Stunter’s Rest”, nei pressi delle Cascate del Niagara.

La lapide di Annie Edson Taylor nei pressi delle cascate del Niagara. Fotografia di Knightflyte condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Era riuscita a saltare dalle cascate del Niagara rimanendo indenne, ma la disonestà del suo manager l’aveva comunque condannata a una vecchiaia di solitudine e difficoltà.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...