Non aveva la prorompente sensualità che era il tratto distintivo delle più famose attrici dell’epoca, ma si distingueva per una bellezza più ingenua, quasi fragile, e al tempo stesso pericolosamente legata al suo fascino di eterna adolescente: era Anna Maria Pierangeli.

Anna Maria Pierangeli nel 1957

Bella, intelligente, brava e sfortunata: l’attrice non riuscì a sfuggire al triste destino che spesso perseguita i personaggi del mondo dello spettacolo. Anna Maria, nata a Cagliari nel 1932, aveva alle spalle una solida famiglia cattolica, dove il padre architetto non vedeva di buon occhio la sua carriera nel mondo del cinema, iniziata peraltro in modo del tutto casuale.

Anna Maria Pierangeli e James Dean – 1954

Il suo primo film, “Domani è troppo tardi”, uscito nel 1950, le fece vincere a sorpresa il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista, e questo successo la catapultò nel dorato mondo di Hollywood, prima attrice italiana a diventare veramente famosa negli USA. La sua freschezza, i modi garbati, l’aria innocente conquistarono il pubblico degli Stati Uniti, dove però non fu sempre valorizzata al meglio dalla sua casa di produzione, la MGM.


Dei suoi anni americani rimane il ricordo di quello strano nome che le affibbiarono, Pier Angeli, di un talento forse non sfruttato appieno, e soprattutto di un amore tanto breve quanto intenso con James Dean.

Altro personaggio che non sfuggì a una tragica sorte, a una morte prematura che lo avrebbe trasformato in un mito, quello di un “ribelle senza causa” che aveva bruciato la sua giovinezza, proprio come “chi è caro agli dei”.


Ma prima di quel maledetto pomeriggio del 30 settembre 1955, quando la Porsche di James Dean si schiantò contro un’altra auto, Anna Maria aveva già lasciato “il suo solo e unico amore”, perché la madre era contraria al matrimonio con un uomo non cattolico.

Ma James non poteva dimenticare i profondi occhi scuri di Annarella (come la chiamava lui), né il suo sorriso radioso, e nemmeno le passeggiate al chiaro di luna, in riva al mare di Santa Monica, quando tutti e due credevano che sarebbero rimasti insieme per sempre.

Lei invece, nel novembre del 1954, sposò un cantante italo-americano gradito alla famiglia, Vic Damone, con James Dean fuori dalla chiesa, a cavallo della sua moto e con indosso il giubbotto di pelle nera che lei gli aveva regalato.

La vita di Dean finì poco dopo, ma anche se quella di Anna Maria durò ancora poco meno di una ventina d’anni, non fu mai più felice: due matrimoni falliti, due figli che non le lasciarono tenere vicino a sé, film scadenti che era costretta a girare per esigenze economiche, relazioni sentimentali sempre deludenti, e poi crisi depressive e ricoveri in cliniche psichiatriche, fino a quel 10 settembre del 1971, quando fu trovata morta nella sua stanza di Beverly Hills.

Il referto medico parlò di morte naturale: il suo cuore aveva ceduto a una dose troppo massiccia di barbiturici, o forse, a un male di vivere non più tollerabile.

Aveva da poco compiuto 39 anni, e la sua morte triste e solitaria la legherà indissolubilmente al mito di James Dean: saranno per sempre ricordati come due luminosi astri che si sono spenti troppo presto.

Anna Maria Pier Angeli e James Dean alla premiere della seconda release di “Via Col Vento”, nel 1954:

Anna Maria Pier Angeli e James Dean alla Premiere di Via col Vento, a Los Angeles, nel 1954:

Anna Maria Pier Angeli e James Dean alla Premiere di Via col Vento, a Los Angeles, nel 1954:

Anna Maria Pier Angeli e James Dean alla Premiere di Via col Vento, a Los Angeles, nel 1954:

Anna Maria Pier Angeli e James Dean alla Premiere di Via col Vento, a Los Angeles, nel 1954:

Anna Maria Pier Angeli e James Dean alla premier di “E’ nata una stella”, nel 1954:

Anna Maria Pier Angeli e James Dean alla premiere di “E’ nata una stella”:

Anna Maria Pier Angeli e James Dean su un set fotografico, grande passione dell’attore statunitense:

Tutte le fotografie sono di pubblico dominio.

Categorie: Cinema

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.