Anna Bolena è probabilmente la più conosciuta tra le mogli di Enrico VIII, forse per la sua controversa ascesa al ruolo di consorte regale, e ancor più per la sua miserevole fine: fu giustiziata, tre anni dopo le nozze, con l’accusa di tradimento.

Anna Bolena

Anna era una donna con due doti considerate, all’epoca, prettamente maschili: una spiccata intelligenza e, come dimostrò negli anni in cui fu regina, un grande acume politico (entrambe infastidivano molto il re). Era anche parecchio testarda e altrettanto determinata: quando Enrico VIII iniziò a corteggiarla, l’avvenente Anna capì che poteva cogliere l’occasione per diventare non l’amante del re, ma sua moglie.

Enrico VIII e Anna Bolena

Il re si innamorò di Anna nel 1526, e tentò in mille modi di sedurla, ma lei, che all’epoca aveva circa vent’anni (la sua data di nascita è controversa), non cedette alle lusinghe, ben sapendo che se lo avesse fatto sarebbe diventata una delle sue tante amanti. Anna, durante i sette anni del corteggiamento, non si concesse mai fisicamente al re, ma riuscì ad alimentare la sua infatuazione, tanto da indurlo a chiedere la separazione dalla moglie (l’annullamento era stato negato), Caterina d’Aragona. Non si trattava certo di un fatto di poca importanza, anzi:

fu un terremoto politico e religioso che portò al noto scisma anglicano

Caterina d’Aragona


Poi Anna diede al re una figlia femmina, Elisabetta, e nessun erede maschio, come era accaduto a Caterina d’Aragona. Forse Enrico VIII diede ascolto a voci malevole (la regina non era amata a corte) sulla difficoltà di Anna nel generare un figlio maschio, forse era stanco di avere una donna tanto intelligente quanto gelosa al suo fianco, o forse semplicemente si innamorò di un’altra dama di corte, Jane Seymour: qualsiasi fosse la motivazione, la fine di Anna arrivò il 19 maggio 1536, dopo essere stata condannata a morte per adulterio, incesto, stregoneria e alto tradimento, in un processo durato quattro giorni. Secondo le accuse, quasi certamente infondate, la regina aveva avuto numerosi amanti, tra cui il suo stesso fratello, con i quali aveva tramato per uccidere il re.

Jane Seymour


L’ambizione che aveva portato Anna così in alto fu la causa stessa della sua rovina. Forse avrebbe fatto meglio ad accontentarsi del ruolo di amante, come aveva fatto qualche anno prima la sorella, Maria Bolena.

Maria era la sorella maggiore (ma la questione è controversa) di Anna, probabilmente ancora più bella, anche se non altrettanto intelligente, della futura regina. Nel 1514 partì per la Corte di Francia al seguito di Mary Tudor, promessa sposa di Luigi XII. Il matrimonio poi non ebbe luogo, ma Maria rimase a Parigi, dove divenne l’amante del nuovo re, Francesco I. Pare che a Corte la ragazza fosse conosciuta per il suo carattere esuberante e “licenzioso”, tanto che il sovrano parlava di lei come della sua “cavalla inglese che lui e altri avevano spesso cavalcato”.

Maria Bolena


Forse la reputazione della ragazza fu infangata successivamente, quando i Bolena, accusati di aver provocato lo scisma, erano diventati nemici giurati della Chiesa Cattolica. Comunque sia, Maria tornò a Londra nel 1519, e divenne dama di compagnia della regina Caterina. A Corte conobbe e sposò William Carey, un nobile cadetto (quindi senza titolo) che però faceva parte della cerchia ristretta dei collaboratori di Enrico VIII. Il re notò ben presto la giovane dama e iniziò a corteggiarla. Maria divenne la favorita di Enrico VIII, con il beneplacito della famiglia e del marito, che ne ricavarono grandi benefici.
Secondo alcuni storici, almeno uno dei due figli della donna, Catherine ed Henry, sarebbe il frutto dell’amore regale, se non entrambi. In particolare Henry, il secondogenito, era indiscutibilmente somigliante al sovrano. Resta il fatto che Enrico VIII non li riconobbe, anche se avrebbe potuto farlo, ma comunque dimostrò per entrambi un affetto particolare, giustificato solo da una possibile paternità.

Durante la seconda gravidanza di Maria, il re probabilmente si stancò di lei, e cominciò a guardarsi intorno. Senza andare troppo lontano, si infatuò di Anna, tanto diversa dalla sorella. Maria, allontanata dalla corte per non creare imbarazzo ai due, rimase vedova nel 1528, e il figlio Henry fu affidato ad Anna, che era ben decisa a non ripetere l’errore della sorella:

essere l’amante del re per il breve tempo di un amore passeggero, e magari generare un erede che non sarebbe mai potuto salire al trono

Per qualche anno Maria scomparve dalla scena, fino al 1534, quando il suo secondo matrimonio con un semplice soldato (quindi di uno stato sociale infinitamente inferiore), destò scandalo in famiglia e a Corte, dalla quale fu bandita, pare proprio per volontà della sorella. Secondo alcuni storici, Anna temeva che il sovrano ricominciasse una relazione con la sorella, che aveva dimostrato di essere in grado di generare un figlio maschio, mentre lei aveva partorito una femmina.

Non si sa nulla di ciò che Maria pensò e forse soffrì per la morte della sorella e del fratello, giustiziati nella Torre di Londra. Pare che, contrariamente a quanto a volte ipotizzato, non abbia tentato né di vedere i fratelli condannati, né di intercedere presso il sovrano per la loro salvezza.

Come darle torto, visto la facilità con cui Enrico VIII usava la mannaia…

Anna Bolena nella Torre di Londra

A conti fatti, probabilmente Maria possedeva la stessa determinazione di Anna, ma rivolta a obiettivi diversi: mentre la prima alla fine scelse l’amore, anche a costo di scontrarsi con le convenzioni sociali dell’epoca, con la sua stessa famiglia, e con il Re, la seconda sfidò le regole del tempo per diventare Regina, un azzardo che pagò un prezzo altissimo:

la propria testa…

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Dalla vicenda è stato tratto “L’Altra donna del Re”, pellicola del 2008 con Scarlett Johansson e Natalie Portman di cui trovate il trailer sotto:

Categorie: Storia

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!