Erano gli anni della seconda guerra mondiale. Hitler fremeva perché gli americani conoscessero il significato della guerra in casa, così ordinò ai suoi scienziati di trovare un modo per poter bombardare gli Stati Uniti, anche con delle “bombe sporche” che lanciassero materiale radioattivo di scarto, capace di diffondere malattie e morte, ma non di produrre la devastazione di una bomba atomica, che i tedeschi non erano ancora in grado di produrre.

Facciamo un passo indietro. In seguito alla sconfitta subita nella prima guerra mondiale, la Germania fu costretta a firmare il Patto di Versailles, che oltre ad un risarcimento economico impossibile da pagare, prevedeva un netto ridimensionamento degli armamenti. La Germania poteva mantenere al massimo sei navi, 100.000 soldati, e nessun velivolo militare (a motore). I tedeschi aggirarono l’ostacolo sviluppando razzi e alianti, che avrebbero in seguito utilizzato con successo. Progettarono e realizzarono anche un’arma “da film”, il Grande Gustav, un enorme cannone su rotaia impiegato durante il conflitto.

Nel primi anni del ‘900, il fisico Ernest Rutherford (neozelandese trapiantato nel Regno Unito) aveva dimostrato che l’atomo poteva essere scisso, provocando un’energia sorprendente. Collaborò con diversi scienziati tedeschi, tra cui Otto Hahn e Lise Meitner, che nel 1938 posero le basi per lo sviluppo della fissione nucleare. Forse avrebbero raggiunto risultati ancora maggiori, ma Meitner fu costretta a fuggire dalla Germania, perché di origine ebrea.

Otto Hahn e Lise Meitner

Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, la Germania sembrava invincibile ed inarrestabile, immune dalle conseguenze devastanti del conflitto. Hermann Göring, secondo solo ad Hitler nella gerarchia nazista, almeno fino a che riportò importanti vittorie nelle campagne di Belgio, Francia e Paesi Bassi, fu Maresciallo del Reich e soprattutto creatore della Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca. All’inizio della guerra, nel 1939, amava vantarsi dicendo “Se degli aerei bombardano la Germania, allora puoi chiamarmi Meyer”. Come dire che si trattava di un’eventualità impossibile: Meyer è un cognome molto diffuso in Germania, e Göring non aveva certo intenzione di cambiare il suo.

Hermann Göring nel 1932:

La previsione di Göring fu smentita nel maggio del 1940, quando gli inglesi bombardarono la città di Mönchengladbach. Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra, nel dicembre del 1941, i bombardamenti sulla Germania si intensificarono. Quando suonavano le sirene di allarme per segnalare gli attacchi aerei, i cittadini tedeschi le chiamavano le “sirene di Meyer”.

La credibilità di Göring si sgretolò velocemente, e così diede impulso al “Progetto 1061”, già concepito prima dell’inizio della guerra, che doveva sviluppare un bombardiere strategico in grado di arrivare a New York partendo dalle basi situate in Francia e nelle Azzorre. Per quello che venne chiamato progetto “Amerika Bomber”, furono costruiti tre prototipi di Messerschmitt Me 264, mai entrati in produzione per difficoltà tecniche (anche se due dei velivoli furono poi riconvertiti in aerei da ricognizione a lungo raggio), e per il tempestivo bombardamento del luogo dove dovevano essere prodotti, l’aeroporto di Lechfeld, in Baviera.

Messerschmitt Me 264

Nel 1943 i bombardamenti delle forze alleate proseguivano, e molte delle industrie tedesche furono distrutte, mentre la posizione di Göring diventava sempre più precaria. Siegfried Knemeyer, Direttore della Ricerca e Sviluppo della Luftwaffe, si impegnò nella realizzazione di un bombardiere a lungo raggio, che fosse in grado di arrivare a New York per sganciare una “bomba sporca”. L’intento era quello di intimidire a tal punto gli Stati Uniti da indurli ad abbandonare la guerra. Prese in considerazione diversi progetti, anche rivoluzionari, che potevano costituire una soluzione al problema.

Negli anni’40, i fratelli Walter e Reimar Horten avevano sviluppato un aereo tutt’ala, che forse poteva essere adatto al progetto Amerika Bomber. Il primo velivolo costruito era un aliante, che doveva avvalersi di un propulsore, ma Göring ordinò la costruzione degli stessi aerei a motore, senza neppure aspettare il volo di un prototipo. Tuttavia, furono prodotti solo tre esemplari, che non andranno mai oltre la fase di prova.

Horten Ho IV, l’aliante ad alte prestazioni dei fratelli Horten

Sotto, dettaglio della cabina di pilotaggio:

Nelle ultime fasi della guerra divennero di fondamentale importanza le armi segrete progettate da Wernher von Braun, l’ingegnere tedesco con la passione per lo spazio, i razzi V2, usati per bombardare Londra, che tuttavia non furono poi così decisivi per le sorti della guerra. Von Braun voleva modificare i razzi per trasformarli in missili a due stadi, chiamati A9/A10, capaci di trasportare una bomba da 1.000 chili: doveva essere una specie di aereo a razzo, guidato da un pilota suicida. Il progetto rimase solo sulla carta, e non fu mai realizzato.

Sotto, un Razzo V2 come quelli che vennero lanciati contro la Gran Bretagna durante la fase finale della Seconda Guerra Mondiale:

Sotto, prototipo di A-9/A-10:

Ci fu anche Eugen Sänger, che insieme a Irene Brendt progettò il Silbervogel, un razzo a propellente liquido, uno dei molti tentativi di realizzare un velivolo in grado di sganciare una bomba su New York, per il mai compiuto piano “Amerika Bomber”. Il Silbervogel doveva essere portato in quota, dove poi avrebbe sparato il proprio motore a razzo, che gli avrebbe fatto raggiungere un’altitudine ed una velocità tale (grazie anche ad una serie di rimbalzi successivi) da raggiungere gli Stati Uniti, dove avrebbe sganciato la bomba, per poi proseguire fino ad una base giapponese nel Pacifico.

Silbervogel

Nessuno dei velivoli progettati per Amerika Bomber riuscì mai ad entrare in funzione. Nell’aprile del 1945, von Braun si consegnò agli americani, insieme a 500 dei suoi collaboratori. Sänger ed Irene Brendt andarono in Francia, e il loro straordinario progetto ispirò la creazione del Challenger. I fratelli Horten furono i precursori degli aerei a tutt’ala, poi sviluppati negli Stati Uniti da Jack Northrop.

Nel 1945 gli Stati Uniti accolsero, nonostante la loro collaborazione col nazismo, più di 1.500 scienziati e tecnici tedeschi. Anche grazie ad alcuni di loro, ed in particolare al Barone Von Braun, tre astronauti americani arrivarono sulla luna, il 20 luglio 1969. Quando tornarono sulla Terra furono accolti da eroi, con una parata dove fu lanciata sulla folla una festosa pioggia di pezzi di carta. Fu l’unico episodio in cui, anche a causa di un tedesco, qualcosa riuscì a “Bombardare New York”. Fortunatamente l’evento fu felicissimo, e l’ingegno degli scienziati tedeschi venne usato, finalmente, per il progresso dell’umanità.

Fonte: War History Online

Categorie: Storia

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.