Fu senza dubbio una delle scoperte più importanti della storia, il continente trovato dall’Ammiraglio. Negli ultimi tempi, tuttavia, il suo titolo di scopritore è stato messo più volte in discussione. Tra i molteplici marinai “dimenticati dalla storia” vi è Alonso Sanchez. Mercante originario del porto di Huelva, sulla costa atlantica della Spagna a una quindicina di chilometri a nord di Palos de la Frontera, durante gli anni ’80 del XV secolo bazzicava il triangolo tra Spagna, Canarie e Madera, commerciando spezie, zucchero, frutta e altri beni.

Secondo la storia, durante uno dei suoi viaggi si imbatté in una tempesta che lo trasportò a ovest. Per diverso tempo ha combattuto le intemperie, senza avere quasi il tempo di mangiare, fino a quando, dopo circa trenta giorni incontrò nuovi venti, che lo spinsero verso un’isola rigogliosa e verdeggiante, ricca di frutti e abitata da una popolazione sconosciuta. Egli rimase affascinato da quello spettacolo, e non poté fare a meno di scendere per ristorarsi dopo quella fatica. Girò nei dintorni e prese nota delle sue osservazioni. Terminata la sosta rifornì la nave di acqua, viveri e legname, e tornò indietro, verso casa. L’equipaggio arrivò a Madera in gravi condizioni. Lì furono accolti da Colombo, il quale fece il possibile per loro, ma non sopravvissero, Alonso incluso, il quale fece in tempo a consegnare al genovese i suoi appunti sulla scoperta. Colombo chiese aiuto a diversi re Europei per predisporre la traversata, ma nessuno glielo concesse, almeno fino al 1492.

Statua di Alonso Sanchez via Wikipedia:

Questa storia ha preso piede nel Nuovo Mondo tra i conquistadores. Il celebre cronista Oviedo la menziona nella sua storia delle indie, classificandola come falsa. Altre cronache raccontano la stessa storia; ne trattano Juan de Victoria, Juan de Mariana, Fernando Lopez de Gomara.

Gomara, nella sua storia delle indie, nel capitolo dedicato alla prima scoperta delle Indie, parla di una caravella spinta dai venti orientali verso una terra sconosciuta, non disegnata sulle carte, che dopo parecchi giorni ritornò con qualche marinaio quasi morto di fame. Dice, poi, che secondo alcuni racconti quei marinai furono accolti da Colombo, al quale narrarono, prima di morire, di quella terra che ebbero il privilegio di osservare.

Fu così che Cristobal Colon ebbe notizia della via per le Indie

L’Inca Garcilaso de la Vega, nel capitolo dedicato alla scoperta dell’America, nella Historia General del Perú ó Comentarios Reales, parla della disavventura di Alonso Sanchez, datandola intorno al 1484, indicando come destinazione Santo Domingo, e rimanendo fedele alla leggenda. A causa dell’aumento della durata del viaggio, e non potendo contare sui numerosi scali dell’Atlantico Euro-Africano, finirono in fretta le provviste. Molti si ammalarono o morirono di stenti. Solo cinque tornarono nel mondo conosciuto, spirando, purtroppo, poco dopo aver incontrato Colombo, il quale avrebbe raccolto, così, la loro eredità.

Per diverso tempo, in Spagna, nelle isole atlantiche e nel Nuovo Mondo, girarono voci sul capitano morto tra le braccia di Colombo, ma nessuno sapeva dire se fossero fondate. Bernardo Aldrete dà per vera la vicenda di Sanchez, ormai ampiamente diffusa. Di fondamentale importanza era rimarcare, alla fine del discorso, che Colombo raggiunse il continente solo grazie al racconto del pilota di Huelva, come per ridimensionare l’entità della scoperta.

Colombo sbarcato nel Nuovo Mondo. Dióscoro Puebla, 1862 via Wikipedia:

Non sorprenderebbe se la leggenda di Alonso Sanchez fosse nata sulla base delle storie dei navigatori portoghesi che si avventurarono nell’Oceano del XIV secolo, alcuni dei quali superavano persino le Azzorre, l’ultimo gruppo di isole prima dell’ignoto; o dei pescatori baschi che si avventuravano oltre le rotte comunemente battute, a caccia di merluzzi e di balene. In ogni caso, ci ritroviamo d’innanzi a molti testi, alcuni quasi contemporanei alla vicenda, senza avere la certezza della veridicità dei fatti.

Diverse teorie sono state formulate attorno a questa leggenda, e ancora più quesiti si sono fatti strada nella mente dei ricercatori. Il “primo viaggio di Colombo” era davvero senza precedenti? Cosa intende la controversa scritta nella tomba di Papa Innocenzo VIII (Genova, 1432 – Roma, 25 luglio 1492), vuole forse dirci che l’America è stata scoperta prima della data a noi nota?

Sotto, la Tomba di Innocenzo VIII a San Pietro (fotografia di Torvindus  via Wikipedia), che riporta la scritta:

Durante il suo regno la scoperta di un Nuovo Mondo

Se la storia di Alonso Sanchez fosse vera, perché Colombo non ne ha mai parlato, e perché non la usò come prova per avvalorare le sue teorie nelle corti a cui si rivolse? Queste sono solo alcune delle tante domande, oggi, oggetto delle più disparate congetture. Non è neanche certa, qualora il racconto fosse vero, la locazione della terra su cui furono sbalzati quei poveri marinai.

Gli storici oggi ignorano quasi completamente il retroscena del primo viaggio di Cristoforo Colombo, in quanto gran parte della sua esistenza, in particolar modo prima del 1492, è ancora avvolta nel mistero. I documenti successivi alla data della scoperta ci sono, ma non è facile discernere la fantasia dalla realtà in casi come questo, dato che non sappiamo quanto possano essere considerate affidabili le fonti a noi pervenute (i cronisti si basavano spesso sulle voci che circolavano tra i vecchi marinai e i conquistadores).

Possibile rotta di Alonso Sanchez:

Questa storia, per quanto ne sappiamo, potrebbe anche essere stata inventata per screditare l’Ammiraglio, il quale aveva notoriamente parecchi nemici, alcuni anche molto importanti, che non volevano certo vedere il grande esploratore, e i suoi figli, crogiolarsi nella ricchezza. A quei tempi chi aveva il potere poteva facilmente falsare tutto il materiale che avrebbe voluto. Resta comunque un punto interrogativo davanti al nome di Alonso Sanchez, e forse il suo viaggio nelle Americhe rimarrà avvolto in quella nube d’incertezza che cela i nomi di numerosi marinai che, secondo i racconti, avvistarono il Nuovo Mondo prima del nostro celebre compatriota.

Fonti: Archive.org, Archive.org 2.

Categorie: Storia

Alessandro Licheri

Alessandro Licheri

Studente di Storia, natio dell'isola più bella del mondo viaggio da un libro all'altro, traversando cronache e romanzi, dedicandomi particolarmente alla storia delle esplorazioni e spaziando sugli innumerevoli campi che questa lambisce, cercando di ripercorrere attraverso racconti d'ogni epoca quei sentieri avventurosi tracciati dall'audacia degli uomini.