Il più conosciuto è sicuramente Halloween, ma sono tanti gli eventi in tutto il mondo in cui si celebrano festival altrettanto spaventosi.

Halloween è ormai passato, ma fantasmi, creature inquietanti e mostruose, spettri e maschere sono i protagonisti di numerose celebrazioni in tutto il pianeta.

A tal proposito il casinò online di Betway ha dato vita a un’interessante e approfondita guida ai festival più spaventosi del mondo. Per conoscere le usanze più misteriose e le tradizioni più spettrali di un Paese, come il Día de los Muertos in Messico, basta cliccarci sopra.

Molteplici gli esempi, come l’antico rituale di Famadihana in Madagascar, durante il quale i corpi dei morti vengono riesumati e omaggiati con delle offerte, oppure la presenza in Austria di uomini travestiti da terribili caproni che in alcune sfilate natalizie si aggirano terrorizzando gli spettatori.

Scopriamo insieme i festival più paurosi in circolazione.

Guatemala: Quema del Diablo

Ogni anno il 7 dicembre i guatemaltechi si riuniscono nelle strade e nelle piazze per bruciare alle 18 in punto dei pupazzi raffiguranti il Diavolo. Quema del Diablo in spagnolo significa infatti Rogo del Diavolo, una festa tradizionale che unisce magia e religione.

Bruciare il diavolo significa allontanare tutte le sventure: le fiamme che avvolgono i simulacri simboleggerebbero la luce della Vergine e la sua vittoria sul male.

Secondo la tradizione il diavolo si nasconde ovunque e per questo nei giorni precedenti alla Quema del Diablo i bambini rovistano nelle loro case per raccogliere tutti gli oggetti da buttare che possono bruciare velocemente.  Questi saranno la base del grande falò che avrà in cima un pupazzo demoniaco. Dopo il rogo le case verranno spazzate con una scopa di paglia, bagnata nell’acqua santa per essere sicuri che il diavolo discenda negli Inferi.

Giappone: Obon

Si tratta di una delle festività giapponesi più importanti, conosciuta in Occidente come la “Festa delle Lanterne”. Una celebrazione di origine buddhista in onore dei defunti, le cui anime fanno ritorno nelle proprie dimore terrene per riunirsi quattro giorni con i propri cari.

La tradizione vuole che le anime si mettano in viaggio il primo di agosto; il 13 e 14 agosto i familiari si preparano all’arrivo dei defunti pulendo e decorando le case. Lungo strade e sentieri si accendono fiaccole, fuochi e candele, ma soprattutto le famose lanterne di carta: sono i Mukaebi, ovvero i fuochi di benvenuto, che fungono da guida per le anime per trovare la strada di casa.

Il giorno dell’Obon vero e proprio è il 15 agosto: le famiglie visitano le tombe dei loro parenti, offrendo cibo e bevande su templi e altari. Il 16 agosto, il giorno dei commiati, si riaccendono fuochi e lanterne, il cui compito questa volta sarà quello di condurre le anime nell’aldilà. Il loro nome cambia in Okuribi, ovvero fuoco di accompagnamento.

Questa festa buddhista si celebra da oltre 500 anni. Prende origine dalla storia di un discepolo di Buddha, Maha Maudgalyayana (Mokuren), che si serviva dei suoi poteri per mettersi in contatto con lo spirito della defunta madre.

Un giorno Mokuren scoprì che la madre era caduta nel regno dei fantasmi affamati e che non riposava in pace. Buddha gli consigliò di fare delle offerte in favore degli altri discepoli che avevano appena terminato il loro ritiro. Era il 15 del settimo mese e non appena il discepolo seguì i consigli del maestro, sognò la madre quieta e liberata della sofferenza e prese coscienza della bellezza di pensare agli altri. Mokuren ballò di gioia per festeggiare: da qui ha origine la danza Obon.

Thailandia: il Festival dei Nove Dei

Ogni anno alla fine di settembre e ottobre in Thailandia, principalmente a Phuket, Chiang Mai e Bankok, si celebra il Festival Vegetariano o Festival dei Nove Dei.

I partecipanti, già pratichi di veganesimo, eseguono su se stessi  delle mutilazioni rituali, come la foratura delle guance con coltelli, salasso e persino la scuoiatura parziale.

Si dice che chi esegue queste mutilazioni entri in uno stato di trance, creda di non provare dolore e di essere protetto dagli spiriti.

Il Festival è stato introdotto a Phuket dai membri di una compagnia operistica cinese ammalatisi di malaria mentre si esibivano sull’isola. Tutti sono guariti dopo aver iniziato una rigorosa dieta vegetariana e dopo aver pregato i Nove Dei Imperatori.

Quest’evento generò grande curiosità e interesse negli abitanti locali, che decisero di imitarli istituendo una cerimonia annuale dove fosse prevista la consumazione di soli vegetali. L’obiettivo della festa, da svolgersi prima del nono mese lunare per nove giorni, è quello di portare fortuna ai singoli e alla comunità.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.