L’uomo e la donna” è una scultura alta 8 metri in acciaio opera dell’artista georgiano Tamara Kvesitadze, situata a Batumi, in Georgia. Le due figure rappresentano un ragazzo musulmano-Azero, Ali, e una principessa cristiana-Georgiana, Nino, come immaginati dall’autore azero Kurban Said nel suo libro del 1937 “Ali e Nino. La storia si svolge durante il periodo della rivoluzione sovietica, e finisce con l’invasione dell’Azerbaigian da parte dell’Armata Rossa, nel 1920. Il libro, quantomai attuale in un periodo di divisioni e guerre in nome della religione come quello che stiamo vivendo, affronta temi universali come la conciliazione delle diversità:

Musulmani e cristiani, oriente ed occidente, uomo e donna e, infine, la guerra

Ali e Nino in breve

Prima-Edizione-Ali-e-Nino

Ali e Nino è la storia di un giovane musulmano che si innamora di una principessa georgiana. Gran parte del romanzo è ambientato nel centro storico di Baku, fra il 1917 e il 1920. Ali Khan Shirvanshir, discendente di una nobile famiglia musulmana, viene educato in una scuola russa. Mentre il padre è culturalmente asiatico, Ali viene a contatto con i valori della cultura occidentale attraverso il suo amore per la principessa georgiana Nino Kipiani, appartenente alla tradizione cristiana/europea.

Il libro narra l’amore di Ali per Nino, con escursioni nei villaggi di montagna in Daghestan, Shusha in Azerbaigian, Tbilisi, Georgia, e infine in Persia, l’attuale Iran. Dopo il diploma di scuola superiore, Ali decide di sposare Nino. In un primo momento lei esita, fino a quando Ali promette che non le farà indossare il velo, e non la farà entrare a far parte di un harem. Il padre di Ali, nonostante la sua visione in senso musulmano delle donne, sostiene il matrimonio anche se tenta di rimandarlo il più possibile.

Il libro assume una svolta drammatica quando un ragazzo cristiano-armeno, Melik Nachararyan, che Ali pensava essergli amico, rapisce Nino. Per ritorsione, Ali lo insegue a cavallo, sorpassa la sua auto “laccata” e lo pugnala a morte. Contrariamente alla tradizione musulmana, che prevede il “delitto d’onore“, e quindi l’obbligo morale di Ali di uccidere Nino, l’uomo risparmia la vita alla ragazza, fuggendo poi in Daghestan per non diventare vittima della vendetta della famiglia di Nachararyan.

Le vittime di stupro e il delitto d’onore

In alcune culture, fra cui anche quella italiana, le donne vittime di stupri (o oggetto di rapimento a scopo sessuale) possono incorrere nel delitto d’onore. Essere vittima di uno stupro è considerato come un disonore per la famiglia, che deve rimediare alla “vergogna” uccidendo la vittima. Se poi quest’ultima rimane incinta, la giustizia è implacabile. La parte centrale del codice d’onore, in molte società, è la verginità di una donna, che deve esser mantenuta tale sino al matrimonio. Suzanne Ruggi scrive: “la verginità di una donna è di proprietà degli uomini attorno a lei. Prima appartiene al padre, che la regala allo sposo come dote virtuale del matrimonio“. Fonte: Wikipedia inglese (diversa dalla versione italiana).

Nino ritrova Ali

Dopo alcuni mesi, Nino trova Ali in un semplice villaggio nelle montagne vicino a Makhachkala. I due si sposano e trascorrono alcuni mesi in condizioni di beata povertà. In seguito ai moti rivoluzionari che provengono dalla Russia, Ali Khan compie alcune difficili decisioni ideologiche. Quando l’esercito Ottomano si avvicina a Baku, Ali osserva gli sviluppi della guerra e, quando i bolscevichi riconquistano la capitale, i due sposi decidono di fuggire in Persia (l’Iran odierno). A Teheran, Ali riabbraccia le proprie radici musulmane, mentre Nino è infelice del confinamento in un harem.

Quando viene istituita la Repubblica Democratica dell’Azerbaijan (la prima repubblica Musulmana, che durerà meno di 2 anni), Ali e Nino diventano ambasciatori culturali del loro nuovo paese. Ad Ali viene offerto un posto di ambasciatore in Francia, un’ipotesi che entusiasma Nino, ma che viene rifiutata da Ali, che teme di essere infelice a Parigi. Quando l’Armata Rossa scende su Ganja, in Azerbaigian, Ali si arruola per difendere la propria terra, mentre Nino fugge in Georgia con il loro bambino. Ali Khan muore in battaglia, e i bolscevichi conquistano l’Azerbaigian (se ne andranno soltanto dopo la caduta del blocco Sovietico).

Oggi, nella città di Batumi, in Georgia, due enormi statue che si fondono insieme ricordano, ogni sera alle 9:00, la storia di Ali e Nino, due culture che si uniscono, due vite che si fondono:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...