Capita molto spesso di scrivere di personaggi particolarmente controversi che, in qualche modo, hanno lasciato traccia nella storia attraverso il loro operato. In questo articolo parleremo di Aleister Crowley: esorcista, occultista e scrittore inglese, che profetizzò e diede vita all’abbazia di Thelema.

Edward Alexander Crowley nacque a Leamington Spa, una cittadina della Gran Bretagna, il 12 ottobre 1875. Il padre di Crowley, dopo aver ottenuto una cospicua eredità, aprì una fabbrica di birra che ebbe molta fortuna. Entrambi i genitori di Aleister facevano parte di una setta protestante chiamata “Plymouth”, i cui seguaci credevano nell’assoluta verità delle Sacre Scritture. Fin da giovanissimo Aleister fu appassionato di esoterismo e tarocchi: interessi che spinsero la madre ad attribuirgli il soprannome di “bestia”. Crowley, però, non abbandonò mai i suoi studi neanche quando, all’età di ventitrè anni, nel 1898, entrò a far parte dell’ordine ermetico dell’alba dorata: una società segreta iniziatica basata sulla tradizione della Qabalah.

I tre fondatori della setta, William Robert Woodman, William Wynn Westcott e Samuel Liddell McGregor Mathers, utilizzarono l’immagine dell’alba come metafora di risveglio e sviluppo spirituale. L’adesione al suddetto ordine portò Aleister a spostarsi dalla sua città natale per raggiungere l’Egitto dove, nel 1904, realizzò l’opera “The book of the law”, il principale testo sacro della religione Thelema. Il libro racchiude al suo interno argomenti di natura spirituale e trascendentale, e si fonda su un’unica legge la cui parola è la Thelema che assume il significato di “volontà”. Nello stesso anno Aleister e la moglie Rose divennero genitori per la prima volta. Purtroppo, però, la bambina morì solo due anni dopo.

Fu nell’estate del 1906 che i due ebbero un’altra figlia alla quale diedero il nome di Lola Zaza. Pochi anni prima dello scoppio della prima guerra mondiale, Crowley e la sua famiglia si trasferirono negli Stati Uniti, nazione nella quale, quest’ultimo, potè dedicarsi alla magia in veste di maestro dell’Argenteum astrum. Durante la sua permanenza negli USA, Aleister ebbe svariate relazioni extra-coniugali, attraverso le quali, disse, fu in grado di potenziare i suoi riti magico-sessuali.

Qualche anno più tardi, nel 1920, dopo una lunga serie di viaggi che lo portarono in  Cina, Africa, India (luogo in cui il mago entrò a contatto con lo yoga iniziando a studiare i testi della tradizione e mettendo in pratica gli insegnamenti) Crowley si trasferì a Cefalù, in Sicilia. Qui diede vita all’abbazia di Thelema, ispirata a quella che lo scrittore umanista francesce Francois Rabelais aveva fatto costruire, in un suo celebre scritto, dal gigante Gargantua. Aleister, per dare forma al suo esperimento, prese in affitto Villa Santa Barbara, nella quale visse con alcuni dei suoi adepti. All’interno dell’abbazia ogni discepolo era libero di vivere in totale autonomia facendo ciò che voleva, inoltre, l’esperimento prevedeva lo studio delle pratiche quali lo yoga, il tantra e l’utilizzo di sostanze allucinogene che provocavano effetti psichedelici capaci di liberare la parte irrazionale di chi le assumeva. Per questo motivo, spesso, gli adepti giravano completamente nudi per tutta l’abbazia e praticavano rapporti sessuali di gruppo.

Con lo scopo di creare un unico ambiente, Crowley aveva fatto scardinare tutte le porte interne della villa, in modo tale che non ci fosse nessun tipo di barriera tra gli uomini. L’ingresso dell’abbazia venne trasformato in un vero e proprio tempio nel quale, al centro, era posizionato un altare su cui era appoggiato un libro accerchiato da candele accese.

Sul pavimento era stato disegnato un pentegramma e, infine, di fronte l’altare primeggiava un braciere sacrificale

In questo luogo il mago fece rivivere il culto egizio di Seth: dio del caos, del disordine, delle tempeste e della guerra, divinità che venne considerata dal cristianesimo sinonimo di Satana.

L’interno dell’Abbazia, fotografia di Ester Albers via Wikipedia:

Furono questi gli anni più produttivi della vita di Crowley. A Cefalù si dedicò in maniera esclusiva allo studio approfondito dell’occulto e della divinazione. Con l’affermarsi del fascismo, però, le cose iniziarono a complicarsi, e nell’aprile del 1923 fu espulso dall’Italia per ordine del duce Benito Mussolini che era venuto a conoscenza di ciò che accadeva all’interno di Villa Santa Barbara. Ad oggi la residenza, dopo alcuni tentativi di valorizzazione, rimane abbandonata in uno sconfortante stato di incuria.

Sotto, l’esterno dell’Abbazia, fotografia di Erik Albers via Wikipedia:

Nel 1929 Aleister sposò Maria de Miramar a Lipsia e l’anno successivo raggiunse Lisbona, città in cui rafforzò il rapporto d’amicizia con il poeta e occultista portoghese Fernando Pessoa. Curiosamente Crowley scomparve nel nulla alla Boca do Inferno di Cascais, e il primo sospettato ad essere interrogato dalla polizia fu proprio Pessoa. Solo qualche tempo dopo si scoprì che, in realtà, il mago aveva fatto ritorno in Inghilterra e, molto probabilmente, la sua scomparsa era stata una farsa ideata da Crowley, Pessoa e dal loro amico giornalista Ferreira Gomes.

Mancavano pochi mesi alla fine della Seconda guerra mondiale quando venne ammesso nell’ordine di Aleister Lafayette Ronald Hubbard, famoso per aver scritto l’opera Dianetics nella quale sono esposte le idee che portarono alla nascita di Scientology. Hubbard ribadì più volte di essere stato un amico intimo di Crowley, ma a smentire le affermazioni dello scrittore esiste una lettera nella quale il mago inglese critica aspramente lo scritto di Hubbard arrivando, infine, ad ammettere di disprezzarlo definendolo uno zoticone rubasoldi.

Dopo essere finito in bancarotta, Aleister Crowley si spense il 1° dicembre del 1947 a causa di una bronchite che aveva causato danni al miocardio. Crowley fu cremato il 5 dicembre 1947 a Brighton.

Categorie: Misteri

Maria Teresa Trovato

Maria Teresa Trovato

22 anni, lettrice, appassionata di cinema, scrittrice di racconti noir, artista anticonformista. Amo l’arte in tutte le sue forme da quando ho emesso il mio primo vagito. Tra vent’anni mi vedo titolare di un caffè letterario, impegnata a viaggiare per il mondo e a nutrire la mia curiosità.