Albert Fish: il Serial-Killer/Cannibale che terrorizzò Brooklyn

Sono infinite le leggende metropolitane e le storie vere che vedono come protagonisti serial killer assetati di sangue. Fra loro Albert Fish fu uno dei più spaventosi e crudeli. Passato alla storia come “l’uomo grigio” Albert confessò di aver molestato, ucciso e mangiato un numero di bambini che oscilla fra i 100 e i 400, perlopiù afroamericani.

Nonostante la confessione, i delitti accertati di Fish non superano le 5 vittime

Fish divenne famoso per la brutalità del suo “modus operandi” e, inoltre, per i suoi innumerevoli disturbi sessuali. Sulla sua perversa figura sono stati scritti libri, racconti del terrore, girati film biografici e, addirittura, sono stati creati videogiochi: questo a testimonianza del fatto che le personalità “maledette”, intrigano e incuriosiscono la psiche umana.

Albert Fish nasce il 19 maggio 1870 a Washington. All’interno della sua famiglia molti parenti soffrivano di malattie mentali gravi. Suo padre, Randall, muore nel 1875 a causa di un infarto fulminante. La madre di Albert, probabilmente per la sua giovane età, si rivela incapace di prendersi cura del figlio e, per questo motivo, il piccolo Albert viene lasciato in un orfanotrofio, dove è vittima di abusi e maltrattamenti, e alla fine sviluppa un disturbo che lo porta a provare forte piacere ed eccitazione quando subisce la violenza corporale.

Quando ha 12 anni Albert si fa coinvolgere in una relazione amorosa omosessuale con un giovane telegrafista. Proprio in questo periodo inizia a frequentare assiduamente bordelli e bagni pubblici, nei quali poteva stare ore a guardare ragazzi nudi e, talvolta, avere rapporti sessuali con loro.

Nel 1890, Fish si trasferisce a New York, dove inizia a praticare la professione di gigolò ma, nonostante il lavoro, nel quale si accompagna a uomini adulti, Albert era attratto da bambini e ragazzi, che continua a molestare e stuprare regolarmente negli anni che seguirono. La madre che, nel frattempo era tornata ad avere supervisione su Albert, per evitare pettegolezzi circa la vita sregolata del figlio, gli organizza un matrimonio con una ragazza di qualche anno più piccola di lui.

Dalla relazione nascono sei figli dei quali, forse anche curiosamente visto il personaggio e viste le sue devianze sessuali, Fish non abusa mai. Qualche anno più tardi viene arrestato per furto e sconta la sua pena nel carcere di Sing Sing. La moglie però si rende conto dei disturbi psichici e delle numerose problematiche sessuali delle quali soffre l’uomo, e lo lascia per iniziare una relazione con un tuttofare. Ed è proprio dopo la fine del suo matrimonio che Albert inizia a praticare l’autolesionismo, infilandosi aghi nell’inguine e nell’addome. I raggi X ai quali viene sottoposto in seguito all’arresto trovano, nel suo corpo, 29 aghi di siringa e chiodi, questi anche parecchio lunghi.

In seguito “l’uomo grigio”, come viene soprannominato in seguito, comincia a girare per gli Stati Uniti. Durante questa sua vita errabonda riesce a molestare circa un centinaio di bambini, tutti al di sotto dei sei anni.

Il suo “modus operandi” era il seguente: avvicinava i bambini, in modo tale da non spaventarli e, una volta aver acquistato la loro fiducia, li molestava, li violentava, li torturava brutalmente e infine li uccideva e sezionava i loro corpi. In particolare sono tre gli omicidi, dei quali Fish fu il responsabile, a terrorizzare l’opinione pubblica statunitense: quello ai danni di Francis McDonnell di 8 anni, di Billy Gaffney di appena 4 anni e di Grace Budd di 10 anni.

Omicidio di Francis McDonnell: Nel luglio 1924 viene riportata su tutti i giornali la notizia della scomparsa di un bambino di 8 anni, Francis McDonnell. Qualche tempo dopo, la polizia trova il corpo quasi irriconoscibile del piccolo in un bosco e la scena che trovano i poliziotti è raccapricciante. Il bambino era stato impiccato con le proprie bretelle. L’autopsia rivela che era stato violentato prima di essere ucciso ed erano stati fatti dei tagli, più che dei tagli degli strappi, alla pelle delle gambe e dell’addome.

Omicidio di Billy Gaffney: Nei primi mesi del 1927 Billy Gaffney, un bambino che ha circa 3 anni, sta giocando con suo fratello di dodici anni e un loro amico, Billy Beaton, che ha 4 anni. A un tratto il più grande si allontana e i due bambini, con la velocità di un lampo, spariscono nel nulla. Billy Beaton viene ritrovato in camera da letto, e quando gli domandano dove si trovi l’amichetto risponde che l’ha preso “l’uomo grigio”. Il suo corpo non viene mai ritrovato, ma la descrizione fisica che fa il bambino conduce senza dubbio ad Albert Fish.

Omicidio di Grace Budd: Il 25 maggio 1928 Albert legge su un quotidiano l’annuncio di un giovane, Edward Budd, il quale era alla ricerca di un impiego. Qualche giorno dopo, Fish si presenta alla porta dei Budd con la scusa di voler dare un lavoro al ragazzo. Il suo intento è quello di mutilarlo e ucciderlo, ma quando viene a sapere che Edward ha una sorella più piccola, i piani di Albert cambiano.

Un giorno che era dai Budd dice che quella sera sarebbe dovuto andare al compleanno della sua nipotina, e chiede il permesso di portare con sé la piccola Grace. I genitori acconsentono, quell’uomo ispirava fiducia, ma quella è l’ultima volta che vedono la bambina. Sette anni Albert Fish scrive una lettera indirizzata alla madre di Grace nella quale confessava il delitto. Nella lettera veniva spiegato tutto. La sera del 3 giugno 1928, Fish aveva portato la bambina in una casa abbandonata di campagna. Era entrato per prepararsi e aveva detto alla piccola di aspettarlo fuori in giardino. Una volta pronto aveva chiamato Grace, la quale era entrato in casa e aveva trovato Albert completamente nudo. In preda alla paura la bambina aveva cominciato a piangere. A quel punto lui la spogliò, la soffocò e poi la sezionò. Fish dichiara alla fine che, una volta a casa, aveva cucinato le parti del corpo di Grace, e che per mangiarla tutta era stata necessaria circa una settimana.

L’arresto

Sulla lettera indirizzata alla madre di Grace (di impressionante violenza, disponibile su Wikipedia) è raffigurato un simbolo con scritto N.Y.P.C.B.A. (New York Private Chaffeur’s Benevolent Association). La polizia, grazia alla collaborazione con il presidente dell’associazione, riesce a identificare un uomo legato a quella grafia particolare.

L’uomo identificato è Frank Howard, un inquilino che aveva abitato in una locanda al numero 200 East della 52 esima strada. Howard altri non era che Fish, il quale passava ancora a ritirare le lettere che gli spediva il figlio, e viene così arrestato dai poliziotti, che gli tendono un agguato.

E’ il tredici dicembre del 1934

Fish viene arrestato a marzo del 1935 e portato a Sing Sing, dove dopo il processo è condannato a morte tramite sedia elettrica. Il giorno della sua esecuzione, che ha luogo dieci mesi dopo la cattura, entra nella sala tranquillo e, a tratti, emozionato, dichiarando che quella sarebbe stata la “suprema emozione della sua vita”. Fu dichiarato morto dopo tre minuti di scossa elettrica. Il suo corpo esanime viene infine seppellito nel cimitero della prigione.

Fish è ricordato come il più anziano condannato mediante sedia elettrica. Ha così fine la vita di uno degli assassini seriali più freddi, calcolatori e disumani dei primi del novecento. Probabilmente di ogni epoca.


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