E’ appena terminata la settima edizione dell’Affordable Art Fair di Milano, la fiera d’arte contemporanea che al grido di “fall in art” – claim di quest’anno – ha incuriosito collezionisti e curiosi a tuffarsi nel mare magnum artistico delle 85 gallerie nazionali e internazionali in mostra. Sotto i riflettori del Superstudio Più di via Tortona 27 non solo aspiranti Picasso, ma anche artisti quotati che cavalcano l’onda del successo già da tempo.

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Uno spazio allestito ad hoc che ha saputo dar vita ai luminosi e colorati animali circensi di Marco Lodola, alle romantiche litografie di Marc Chagall, ai sensuali rossetti in ceramica rossi in stile pop di Giorgio Laveri, ai pregiatissimi foulard in cashmere e seta della famosa Ludmilla Radchenko e alla graffiante Street Art degli Urbansolid. Oppure alla copertina in vinile firmata in pennarello rosso da Andy Warhol, con esplicito riferimento erotico alla celebre banana gialla.

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Il tutto a prezzi abbordabili, affordable (o quasi). Sì, perché il motto della fiera non è di certo “si guarda ma non si tocca” ma piuttosto “a portata di tutti”. L’esposizione vuole dimostrare che l’arte non la si deve solo guardare, ma la si può anche comprare. In sostanza, arte per tutti i gusti ma soprattutto arte per tutte le tasche. Tradotto vuol dire: non serve esser nababbi per comprare un’opera di Warhol, o una tigre, una foca, un elefante in stile pop di Lodola; bastano da poche centinaia a qualche migliaio di euro. Ecco allora comparire accanto ad ogni quadro, pannello, pittura, fotografia e scultura delle targhette con accanto il relativo costo. La litografia de “Gli Innamorati” di Marc Chagall per 590 euro, la copertina del disco dei Velvet Underground firmata da Warhol a 5500 euro, e così via.

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Anche Deodato Salafia, uno dei galleristi più famosi questa edizione, ha sposato appieno la filosofia Affordable. Per lui la parola d’ordine è mettere arte in casa, ma come spiega in un’intervista “le persone hanno paura ad andare in galleria, spesso non ci sono i prezzi esposti. Alla Deodato Arte, come ad Affordable, i prezzi sono sempre ben visibili e la porta è spalancata”.

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Sono stati quattro giorni entusiasmanti, resi ancor più interessanti da workshop e performance live come quella che ha animato la serata inaugurale, in cui si sono esibiti otto street artist che hanno dato vita alla “Warsteiner Art Battle”, una sfida a colpi di bomboletta e creatività.

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Sara Cariglia
Sara Cariglia

Scrivo perché mi da gioia. In fondo il mondo è ricco di storie, di momenti, di episodi, di contingenze che aspettano solo di essere scoperte e raccontate. Mi piace raccontare tra le righe, mi piace flirtare con la scrittura, mi piace leggere la gente. Quando la sfoglio con gli occhi prima di abbozzarla a parole è come se avessi l’impressione di dipingere su tela le loro emozioni. Talvolta le parole rimpiccioliscono i fatti e una delle mie principali responsabilità e far si che questo non accada. Ad oggi le mie ali sono la scrittura. Dico ad oggi, perché non è da molto tempo che ho scoperto e sviluppato questa mia attitudine. Una volta svelata, vi posso assicurare, è stato il volo più bello della mia vita, me ne sono “letteralmente” innamorata. Ormai è ufficiale ed ufficioso, l’arte scrittoria unitamente alla mia grande vocazione per studio e cultura sono i miei tre unici amanti.