Passata alla storia come “Lady of the Mercians”, Aethelflaed (o Ethelfleda nella traslitterazione vittoriana) fu una delle più grandi e misconosciute figure politiche e militari del medioevo inglese. Riscoperta solamente secoli dopo la sua morte, condivide il titolo di regina guerriera con Elisabetta I e la leggendaria Boudicca. Aethelflaed fu una delle prime donne ad avere avuto un ruolo di comando riconosciuto nel suo regno e a cui sia stato concesso di governare da sola, de facto durante la malattia del marito e in maniera ufficiale dopo la sua morte, ottenendo e difendendo il titolo di Signora dei Merciani e guidando personalmente un grande esercito in uno dei periodi più turbolenti della storia delle isole britanniche.

Prima di immergerci nell’intrigante storia di questa regina guerriera, cerchiamo di dare un contesto al periodo in cui è vissuta.

Fino all’800 d. C. la Britannia era una zona relativamente tranquilla, divisa in vari regni e governata da tribù celtiche e monarchi Anglo-Sassoni. Solo le coste erano il bersaglio di qualche incursione dei Vichinghi, in special modo Danesi e Norvegesi. Il Galles, la Scozia e l’Irlanda erano ancora in gran parte territorio celtico, governato dalle tribù britanniche originarie. Il Wessex a sud e la Mercia nella parte centrale dell’isola erano i due regni Anglo-Sassoni più grandi e potenti insieme al Northumbria. Quando quest’ultimo negli anni sessanta dell’800 viene conquistato dai Danesi, Alfred (futuro padre di Aethelflaed che più tardi diverrà re di Wessex e passerà alla storia come “Il Grande”) sposò Ealhswith di Mercia, una nobildonna merciana di sangue reale, per assicurare un’alleanza difensiva tra Wessex e Mercia contro i Vichinghi.

Alfred era il secondo in linea di successione al trono di Wessex, infatti l’anno successivo (869 d.C.) accompagnò suo fratello maggiore, il re di Wessex, in aiuto di re Burgred di Mercia contro la grande armata Danese che aveva invaso l’Anglia orientale. Nell’871, i Vichinghi invasero il Wessex e per Alfred e il fratello cominciò una lunga serie di sconfitte militari e ben poche vittorie (la battaglia di Reading, quella di Basing e quella di Marton sono le tre sconfitte più importanti).

Durante questo conflitto il fratello maggiore di Alfred morì, lasciandogli il trono. Malgrado il defunto re avesse due figli legittimi, nessuno si oppose alla presa di potere di Alfred, essendo gli eredi al trono ancora due bambini e il periodo storico troppo incerto.

Pochi anni dopo i Vichinghi costrinsero Re Burgred di Mercia all’esilio (morirà poi a Roma dove è seppellito nella Chiesa di Santo Spirito di Sassia) e si divisero il territorio della Mercia, mantenendo un controllo diretto sulle regioni orientali, mentre lasciarono le regioni interne in balia del loro re fantoccio Ceolwulf.

La Cronaca Anglosassone descrive questo nuovo regnante come “uno stupido attendente del re [vichingo]”.

Dopo aver preso il controllo del regno di Mercia, i Danesi poterono concentrarsi sulla conquista del Wessex, e dal 875 al 876 d.C. organizzarono continui attacchi fino a riuscire a occupare Gloucester nel 877 d.C. e attaccare Chippenham, dove la famiglia reale risiedeva, a metà dell’inverno successivo. Alfred e la sua famiglia furono costretti a fuggire e a nascondersi per mesi nelle campagne, mentre molti nobili si arrendevano agli invasori.

In questo periodo è nata la famosa leggenda delle “torte bruciate”, che racconta come la famiglia reale, inseguita dagli invasori, avesse chiesto asilo ad una povera contadina senza farsi riconoscere. Fu dato a re Alfred il compito di badare che le torte che l’anziana aveva messo sul fuoco perché non bruciassero, mentre lei andava a raccogliere altra legna. Quando la contadina tornò, trovò il re perso nei suoi pensieri, impegnato a elaborare una strategia per scacciare i Vichinghi dalle sue terre, e  le torte bruciate, per questo l’anziana contadina rimproverò aspramente quello che non sapeva essere il suo re.

Che questa leggenda abbia o meno un fondo di verità, fatto sta che Alfred, seppur in fuga, non si arrese, e nel maggio successivo riuscì a radunare un esercito sufficiente a sconfiggere i Vichinghi nella battaglia di Edington. Gli invasori si arresero e il loro re, Guthrum, fu costretto ad accettare il battesimo e gli accordi di pace imposti da Alfred. Re Guthrum, il cui nuovo nome era diventato Aethelstan, si stabilì nell’Anglia Orientale e fondò un regno danese e cristiano, soggetto a nuove leggi, conosciuto come “Danelaw”.

L’anno successivo, siamo nell’879 d.C., il re fantoccio dei danesi, Ceolwulf di Mercia, morì senza lasciare eredi e ci furono diverse difficoltà a trovare un nuovo re per il regno di Mercia. Dopo qualche mese salì al trono Aethelred, che già precedentemente si suppone sia stato uno degli aldermanni (una sorta di magistrato) del regno minore di Hwicce ed era uno degli uomini più potenti sopravvissuti alla distruzione operata dai Vichinghi nel regno di Mercia.

La sua scelta fu quasi obbligatoria e si sa che ad un certo punto, tra l’881 e l’883, Aethelred di Mercia fece voto di sottomissione a re Alfred, che pochi anni dopo gli diede in sposa la figlia maggiore.

Lo storico Alex Woolf ritiene sia probabile che Alethred fosse uno dei figli dell’esiliato Re Burgred di Mercia e della sorella di Re Alfred. Questo spiegherebbe la sua improvvisa salita al trono e allo stesso modo darebbe un senso alle omissioni riportate dagli storici e cronisti loro contemporanei nella Cronaca Anglosassone. Infatti, il matrimonio tra Aethelred e Aethelflaed sarebbe stato motivo di scomunica, visto che la Chiesa di Roma aveva proibito il matrimonio tra primi cugini.

Re Alfred il Grande morì nell’899 d.C. e la salita al trono di Edward fu messa in discussione da Aethelwold, il figlio del fratello maggiore di Alfred, il legittimo erede al trono che dopo la morte del padre era stato messo da parte per la sua minore età. Aethelwold si ribellò a Edward e, dopo aver provato senza successo a trovare alleati nel Wessex, si alleò con i Vichinghi. La sua ribellione finì solamente con la sua morte in battaglia nel dicembre del 902 d.C.

Aethelflaed

La data di nascita di Aethelflaed è incerta, ma gli storici concordano che debba essere avvenuta intorno all’870 d.C. Fu quasi sicuramente la primogenita di Alfredo il Grande, re del Wessex, e Ealhswith, nobildonna merciana di sangue reale e appartenente alla precedente dinastia regnante di Mercia, prima che questa venisse sostituita da un re fantoccio dai Vichinghi. Non siamo certi che non ci siano stati fratelli maggiori periti prima di arrivare all’età adulta, quello che è certo è che le cronache ci parlano di cinque figli, tre femmine e due maschi: Aethelflaed, signora di Mercia, Edoardo il Vecchio, futuro re di Wessex, Aethelgifu badessa di Shaftesbury, Aelfthryth contessa delle Fiandre e Aethelweard di Wessex.

Elfthelflæd (dal The Cartulary and Customs of Abingdon Abbey, c. 1220))

Grazie alle riforme educative del padre, nella prima infanzia tutti i fratelli godettero di un’ottima educazione, la stessa per tutti, grazie a dei tutori che poi formarono una vera e propria schola, non solo per i principi di Wessex, ma anche per i figli dei nobili e per bambini intellettualmente dotati delle classi inferiori. Alcune fonti ci dicono che Alfredo, probabilmente seguendo l’esempio di Carlo Magno, fece istituire scuole simili in tutte le corti del Wessex, facendo arrivare tutori dal Galles, dalla Mercia e persino dal Continente.

I figli di Alfredo ebbero poche possibilità di conoscere il padre, sempre impegnato a fronteggiare le invasioni dei Vichinghi, che avevano conquistato una grossa parte del territorio britannico: dal Northumbria, al confine con la Scozia fino alla costa sud dell’isola, compresa Londra.

Della prima infanzia e dell’adolescenza di Aethelflaed sappiamo molto poco, tranne che lei e tutta la sua famiglia seguirono il padre durante l’esilio nelle campagne, vivendo in perenne movimento in scarni accampamenti militari, sotto la costante minaccia di attacchi vichinghi.

Dopo la schiacciante vittoria di Edington, Alfred assunse il titolo di Re degli Anglo-Sassoni, assumendo il governo di tutto il popolo inglese che non viveva nelle aree sotto il controllo vichingo. Per poter mantenere questo titolo, re Alfred aveva bisogno di alleanze forti e stabili, per questo motivo, pur avendo ricevuto anni prima il giuramento di fedeltà e obbedienza da parte di Aethelred, re di Mercia, tra l’885 e 887 combina un matrimonio tra lui e la sua figlia maggiore, Aethelflaed.

Æthelflæd nella cronaca genealogica dei re inglesi del XIII secolo, British Library Royal MS 14 B V:

In questo periodo si colloca un aneddoto divertente che da il metro del personaggio storico:

Mentre stava viaggiando per sposarsi, la sua carovana fu attaccata dai danesi. La metà di coloro che viaggiavano con lei fu uccisa, ma Aethelflaed riuscì ad organizzare le difese usando una vecchia trincea come fortezza e a sconfiggere gli assalitori.

Questo matrimonio creò un’alleanza che permise l’instaurarsi di un lungo periodo di pace, tanto che i raid dei Vichinghi calarono fino a sparire quasi del tutto. Aethelred, Alfred e Edward (il futuro Edward il Vecchio, fratello di Aethelflaed) infatti, lavoravano insieme, proteggendosi i confini a vicenda, fortificando le città e costruendo centinaia di burh, dei veri e propri confini rinforzati da fossati larghi anche tre metri che circondavano l’intero perimetro delle città e dei villaggi, per un totale di diverse decine di chilometri.

Dalla parola burh poi deriverà la parola inglese borough, che indica una forma di amministrazione comunale ancora adesso in uso nel mondo anglosassone. A Aethelred e Aethelflaed si deve la fortificazione di Gloucester (all’epoca capitale di Mercia) Worcester e la costruzione di innumerevoli chiese e abbazie. La più importante è sicuramente il priorato di St. Oswald, inizialmente dedicato a St. Peter. Nei primi anni del loro matrimonio ebbero la loro prima e unica figlia, Aelfwynn, di cui sappiamo pochissimo.

All’epoca del matrimonio, Aethelflaed doveva essere ancora un’adolescente, mentre Aethelred era sicuramente molto più anziano di lei, e la sua salute cominciò a peggiorare in maniera costante dalla decade successiva, rendendogli di fatto impossibile governare.

Il Re e la Regina di Mercia crebbero nella loro corte il figlio maggiore di Edward, Aethelstan, che non solo si fece ben volere da tutti i Merciani, ma combatté in prima persona nelle campagne militari contro i Vichinghi promosse da Aethelflaed.

La carta S 221 del 901 di Æthelred e Ætheflæd che donano della terra e un calice d’oro alla chiesa di Much Wenlock:

Una prima grande dimostrazione di forza, Aethelflaed la compì quando tenette testa e sconfisse la prima ribellione all’interno dei suoi territori. Infatti pochi anni dopo la morte del padre e l’inizio della malattia del marito, Aethelflaed concesse a un gruppo di Vichinghi espulsi da Dublino il permesso di stabilirsi a Wirral, un villaggio vicino a Liverpool. Nel 905 questo gruppo di Vichinghi inaspettatamente attaccò Chester, pensando di riuscire a piegarla facilmente, ma gli abitanti della città, aiutati dalle fortificazioni appena rinforzate, si ribellarono e resistettero per un tempo sufficiente ad Aethelflaed per raccogliere le forze e schiacciare quell’insurrezione sul nascere. Si racconta che gli abitanti di Chester, una volta finte le munizioni, cominciarono a versare birra bollente giù dalle mura e  a lanciare contro i vichinghi alveari pieni di api.

Dopo questo episodio, Aethelflaed fortificò ulteriormente la città di Chester, strategicamente importante, visto che con la sua posizione fungeva da ponte verso la parte nord-orientale della Mercia. Fece costruire anche un burh grandissimo, trasformando un villaggio di medie dimensioni in una vera e propria fortezza militare, all’interno del quale fondò anche la cattedrale di St. Werburgh, che poi diventò la cattedrale di Chester, sede del vescovado ancora oggi.

(IMG Cattedrale di Chester)

Insieme al fratello Edward, Aethelflaed ordinò un raid di soldati scelti che entrarono nel territorio controllato dai Vichinghi per recuperare le ossa di St. Oswald dall’abbazia di Bardney, nel Lincolnshire, per portarle in salvo nel priorato fatto costruire a Gloucester, che viene ribattezzato St. Oswald per questo. Inoltre, un anno prima della morte del marito, Aethelflaed ed Edward sconfissero le forze dei Danesi del Northumbria che avevano attaccato per l’ennesima volta i territori inglesi nella battagli di Tettenhall. Fu una battaglia particolarmente sanguinosa, e migliaia di soldati Danesi vennero massacrati insieme ai loro re. Nelle cronache dell’epoca già non viene più nominato Aethelred come re di Mercia nei resoconti della battaglia e dei preparativi.

Archi del XII e XIII secolo del Priorato di San Osvaldo, Gloucester, dove furono sepolti Ælelflæd e Æthelred. Fotografia di Philip Halling condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Pian piano Aethelflaed era diventata sempre più responsabile del governo del regno di Mercia, fino a quando, nel 911, Aethelred morì e Aethelflaed venne incoronata Signora dei Merciani (Myrcna hlaedige). Che una donna fosse scelta come unico governante di un regno strategicamente importante come la Mercia era un fatto senza precedenti storici, un evento più unico che raro nella storia dell’Alto Medioevo, non solo britannico, ma anche europeo.

Aethelred era morto senza eredi maschi e ogni altra dinastia reale era cessata o aveva cooperato con i Vichinghi. Il regno aveva un assoluto bisogno di stabilità e di mantenere l’alleanza con il potente regno di Wessex.

Ian Walker, storico scozzese e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, suggerisce che subito dopo la morte del marito, Aethelflaed concesse il controllo delle città Merciane di Londra e Oxford e tutti i loro territori al fratello, in cambio che il fratello la riconoscesse come regnante e assicurasse la sua posizione come Signora dei Merciani.

Non appena salita ufficialmente al potere, Aethelflaed iniziò il suo programma di rafforzamento e ampliamento delle fortificazioni e delle strutture utilizzabili per il trasporto e il commercio, oltre che per uso militare. Tra le città di cui ha costruito le difese ci sono Bridgnorth, Tamworth (poi eletta da Aethlflaed a sua residenza reale), Stafford, Warwick, Chirbury e Runcorn.

Statua a Tamworth di Æthelflæd con suo nipote Æthelstan, eretta nel 1913 per commemorare il millennio della sua fortificazione della città. Fotografia di Humphrey Bolton condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Oltre a costruire e rafforzare città e confini, sempre forte dell’alleanza e collaborazione del fratello Edward che stava avanzando a sud-est, Aethelflaed portò avanti una serie di attacchi militari a nord-est con lo scopo di riconquistare più città e territorio possibile e indebolire il dominio vichingo sulla Gran Bretagna.

I Vichinghi, però, non si arresero e continuarono a combattere fierament, sfruttando ogni possibile debolezza e utilizzando ogni stratagemma, come nel 914 d.C., quando un gruppo di guerrieri Vichinghi (certamente Danesi o Norvegesi) risalirono il fiume Severn e invasero il territorio Merciano attorno a Hereford. La Cronaca Anglosassone parla in questo modo dell’avvenimento: “gli uomini da Hereford e Gloucester e quelli che provenivano da altri burh vicini, si incontrarono e combatterono insieme contro di loro costringendoli alla fuga.”. Questa registrazione ci dà la prova di quanto la riforma militare messa in atto da Aetheldred prima e Aethelflaed poi abbia consentito alla Mercia di diventare un regno molto più difficile da conquistare rispetto al passato.

Nel 916 d.C., nel pieno della riconquista della parte di territorio che i Vichinghi avevano sottratto alla Mercia, Aethelflaed si ritrovò a dover rispondere militarmente ad un grave affronto dall’altra parte del suo territorio. Infatti Tewdr, il re di Brycheiniog (un regno del Galles del Sud) aveva assassinato un abate Merciano e i suoi sottoposti, perciò la Signora di Mercia inviò una grossa parte del suo esercito nel Galles del Sud per vendicare queste uccisioni. I suoi uomini distrussero il Crannog (una sorta di isola/palazzo artificiale tipica delle popolazioni celtiche che vivevano tra la Scozia, il Galles e l’Irlanda) dove abitava la famiglia reale e imprigionò la regina e tutta la corte. Tewdr sopravvisse ma si arrese ad Aethelflaed poco tempo dopo.

Il più grande trionfo della vita militare e politica di questa donna straordinaria arriva appena un anno prima della sua morte. Nel 917 d. C. con una straordinaria battaglia, Aethelflaed riuscì a conquistare Derby, la prima delle cinque città più importanti della Danelaw, a cadere in mano agli Inglesi. La vittoria fu totale e il Mercian Register riporta: “Aethelflaed, Signora dei Merciani, con l’aiuto di Dio, la notte del 1 Agosto conquista la città che è chiamata Derby, con tutto quello che contiene; solo quattro dei suoi thegns (con questo termine si definivano gli attendenti di corte e consiglieri fidati nell’Inghilterra d’epoca Anglo-Sassone), che era ad ella molto cari, sono stati uccisi all’interno delle mura”.

Subito dopo questa vittoria, i Danesi di Leicester – circondati ed isolati – si arresero senza combattere, mentre i Danesi di York iniziarono delle trattative segrete con Aethelflaed per liberarsi del ben poco popolare Ragnall, un norvegese pagano che aveva preso il controllo di York nel 911 d.C. dopo essere fuggito da Dublino. Nell’estate del 918 d.C. i Danesi cristiani di York offrirono ad Aethelflaed la loro totale obbedienza in cambio del suo aiuto per liberarsi di Ragnall.

Non sapremo mai se questa offerta sarebbe stata accettata perché Aethelflaed, Signora dei Merciani, morì nella sua residenza reale a Tamworth il 12 giugno 918 d. C. Il suo corpo venne trasportato per 75 miglia (circa 121 km) per poter essere tumulato nella chiesa di St. Oswald, da lei costruita a Gloucester, accanto al corpo del marito.

Aethelflaed morì pochi mesi prima della conquista definitiva del Danelaw del sud da parte del fratello Edward.

La sua morte fu ampiamente annotata in tutti gli annali e i registri più importanti dell’epoca, tra cui gli Annali Gallesi e Irlandesi, la Cronaca Anglosassone e il Mercian Register. Proprio in quest’ultimo si legge: “ella mantenne il dominio sui Merciani con giusta autorità”. Mentre sugli Annali dell’Ulster è stato scritto di lei che “era una regina dei Sassoni molto famosa”.

Aelfwynn, l’unica figlia di Aethelflaed e Aethelred, viene riconosciuta come Signora dei Merciani, ma nel dicembre dello stesso anno, pochi mesi dopo la morte della madre, Edward di Wessex depone la nipote e prende il potere sulla Mercia, preoccupato che con l’ampliamento dei suoi territori la Mercia potesse interrompere l’alleanza con il Wessex per cercare l’indipendenza tanto agognata. Di Aelfwynn dopo la deposizione sappiamo poco, tranne che lo zio la portò con sé a vivere alla corte di Wessex.

Molti Merciani non vedevano di buon occhio la sottomissione implicita del loro antico regno al Wessex, e si diffuse tra la popolazione un insistente senso di risentimento dopo la deposizione della loro nuova signora. Basti pensare che Edward morì cinque anni dopo nel Cheshire, pochi giorni dopo aver sedato una ribellione di Merciani e Gallesi contro di lui a Chester.

Gli storici dissentono sul fatto che la Mercia fosse o meno un regno indipendente dal Wessex, sia sotto il dominio di Aethelred sia durante quello di Aethelflaed, ma tutti sono d’accordo nel dire che Aethelflaed è stata una figura chiave nella conquista della Danelaw. Viene ricordata dagli storici dell’epoca come William di Malmesbury come “una parte fondamentale della forza di Edward, brillante nelle sue tattiche, spietata con i suoi nemici, una donna con un’anima più grande del suo sesso”.

Come successe poi a Elisabetta I e a Boudicca, la figura di Aethelflaed venne riconosciuta e onorata anche e soprattutto nei secoli successivi, arrivando all’apice della sua popolarità durante l’età vittoriana. Alcuni storici, parlano di una “cospirazione del silenzio” messa in atto dai cronisti Anglo-Sassoni già durante la vita di Aethelflaed, per sminuire la sua figura negli annali e nelle cronache dell’epoca rispetto a quella del fratello Edward.

Quest’ultimo non voleva incoraggiare in nessun modo le spinte separatiste e indipendentiste che cominciavano già a diffondersi tra la popolazione Merciana, e la figura della sorella poteva diventare un simbolo di quelle stesse aspirazioni. Il resoconto delle sue vicende lo dobbiamo soprattutto alla paziente ricostruzione degli storici moderni, che hanno unito tutti i riferimenti a lei contenuti nelle varie versioni della Cronaca Anglosassone e degli Annali Merciani (detti anche “di Aethelflaed”).

Malgrado la versione originale di questi sia andata perduta in tempi antichi, ne sono sopravvissuti dei frammenti, inglobati in registri successivi. Questi frammenti coprono gli anni che vanno dal 902 al 924 d.C. e si concentrano sulle azioni della regina di Mercia, menzionando raramente Edward e solamente due volte Aethelred.

Altre informazioni su Aethelflaed sono conservate all’interno di una cronaca Irlandese conosciuta come I Tre Frammenti (The Three Fragments). Secondo gli esperti le informazioni contenute in questo testo sono più leggendarie che storiche, anche se si possono trovare dei riferimenti ad avvenimenti reali riportati su altri annali.

La nuova statua di Aethelflaed fuori dalla stazione ferroviaria di Tamworth, eretta per commemorare 1.100 anni dalla sua morte a Tamworth. La sua lancia punta i visitatori verso il centro della città e il Castello. Fotografia di Annatoone condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Quello che è certo è che Aethelflaed è stata sicuramente la donna che ha ricevuto più attenzione dagli storici e cronisti della sua epoca in tutto il periodo dell’Inghilterra Anglo-Sassone.

La libertà d’azione e il riconoscimento attribuiti a Aethelflaed furono possibili grazie alla tradizione Merciana che dava grande importanza alla figura della regina. In Wessex, al contrario, le donne della famiglia reale non potevano avere nessun tipo di ruolo politico, neppure agire per loro nome le piccole cose. In Mercia al contrario, la regina e le principesse potevano assistere ai consigli e portare avanti opere e azioni in unione con il marito oppure da sole.

Aethelflaed ha avuto un grande beneficio dalla precedente tradizione Merciana e proprio grazie a queste tradizioni le è stato possibile ricoprire un ruolo chiave nella politica della Gran Bretagna della prima parte del decimo secolo.

Secondo Frank Stenton, professore di storia all’università di Reading, presidente della Royal Historical Society e uno dei massimi esperti dell’Inghilterra Anglo-Sassone, Aethelflaed pianificava le campagne militari che poi lei stessa conduceva. Della Signora dei Merciani diceva: “È stato grazie alla sua resistenza e capacità di governare la Mercia che suo fratello è stato in grado di iniziare una campagna contro i Danesi che occupavano il Sud dell’Inghilterra e riuscire così ad assicurare un futuro così grande al suo regno”.

Sempre Stenton, un grande esperto e collezionista di monete dell’epoca, ci dice che non è mai stata trovata nessuna moneta coniata a nome di Aethelred o Aethelflaed (cosa che ci conferma l’asservimento de facto della Mercia al Wessex), ma che a partire dal 910 d.C. le monete d’argento trovate nelle città della Mercia avevano uno strano disegno ornamentale sul lato della croce e questo potrebbe essere il risultato del desiderio di Aethelflaed di distinguere le monete sul suo territorio da quelle di suo fratello. Dopo la sua morte, non si sono più trovate monete Merciane con quel particolare disegno.

Aethelflaed si dimostrò una grande mente diplomatica fino alla morte, quando diede disposizioni per il suo funerale. La storica ed esperta di sepolture Anglo-Sassoni, Victoria Thomson, sottolinea come la scelta di essere seppellita a Gloucester insieme al marito sia stato un abile compromesso per non aizzare, né stroncare, le richieste di indipendenza Merciane.

Infatti, come principessa di Wessex, lei avrebbe potuto scegliere di essere seppellita nel mausoleo reale di Winchester e di far tumulare con lei anche il marito, ma questo avrebbe enfatizzato lo status della Mercia di regno subordinato al Wessex; allo stesso modo scegliere come luogo di riposo eterno Repton, il tradizionale luogo di sepoltura dei reali Merciani, sarebbe apparsa come una provocatoria dichiarazione di indipendenza.

Le sono stati dedicati libri (sia di saggistica che di narrativa), poesie e canzoni, oltre ad essere stata impersonata sul grande schermo diverse volte. Nel giugno 2018, per il 1.100 anniversario dalla sua morte, il funerale di Aethelflaed è stato rimesso in scena di fronte a più di 10.000 persone a Gloucester e ha dato il via a una serie di eventi, mostre e conferenze che hanno visto la partecipazione di delegati e accademici da ogni parte del mondo.

Sempre per lo stesso anniversario, di fronte alla stazione ferroviaria di Tamworth è stata innalzata una statua di sei metri per commemorare la regina guerriera di Mercia.

Aethelflaed giocò un ruolo vitale nell’Inghilterra del primo quarto del decimo secolo e il successo delle campagne di Edward il Vecchio contro i Danesi, sono dipese in gran parte dalla cooperazione con lei. Nelle terre del centro-nord della Gran Bretagna lei governava la scena politica con un ruolo assolutamente dominante. La sua oculatezza nel scegliere a vantaggio di chi utilizzare la sua enorme influenza ha reso possibile la successiva unificazione dell’Inghilterra sotto la casa reale di Wessex e dell’Inghilterra come la conosciamo oggi.

Bibliografia:

Ian W. Walker, Mercia and the Making of England, 2000, ISBN 978-0750921312;

Tim Clarkson, Aethelflaed: Lady of the Mercians, 2018, ISBN 978-1910900161

Joanna Arman, The Warrior Queen: The Life and Legend of Aethelflaed, Doughter of Alfred the Great, 2017, ISBN 978-1445662046

Historic-uk. Britannica. The History Express. Thoughtco. BBC. Ancient. Freelancehistorywriter. Wikipedia 1, Wikipedia 2. Alex Wolf. Frank Stenton. Victoria Whitworth.