L’educazione motoria rappresenta una possibilità molto importante per tutti, grandi e piccoli e, alla scuola dell’infanzia, in particolare modo, dove la corporeità viene vissuta a pieno (o quantomeno così dovrebbe essere), diventa un veicolo fondamentale per lo sviluppo delle competenze, ma non dimentichiamo la scuola primaria dove, ahimè l’educazione motoria viene vissuta come una materia cosiddetta “inferiore”. Partiamo da questo pensiero, ovvero dalle “Linee Guida” emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione nel luglio 2012, dove è chiaramente espresso questo concetto: “Attraverso gli esercizi di grafica si lavora sulla motricità fine, sulla funzionalità della mano e, contemporaneamente, sull’organizzazione mentale… …il bambino non copia le forme, ma le elabora mentalmente”.

E, successivamente: “Nel disegnare sul foglio il bambino fa riferimento ad un tracciato immaginativo interno frutto di una rappresentazione mentale: le esercitazioni su schede prestampate non giovano… la forma grafica deve essere ricreata con la fantasia immaginativa del bambino, meglio se sperimentata attraverso il corpo”.

Fare Educazione Motoria a scuola appare quasi scontato, ma non lo è. Spesso si trascura il fatto che attraverso l’attività fisica si possa arrivare a sollecitare quella sfera così basilare per un buon sviluppo integrale ed armonico della personalità. Il Metodo ACA, acronimo di Ascolto, Comunicazione ed Azione, ha elaborato una concezione molto particolare dell’educazione motoria per i bambini dai 2 anni in poi.

ACA nasce dall’esigenza di fornire, realmente, al bambino la possibilità di vivere concretamente esperienze sensoriali e motorie per sviluppare una capacità d’azione e di consapevolezza mirata e finalizzata. Per comprendere meglio questo concetto sintetizziamo i principi su cui si basa il Metodo:

  1. L’Ascolto come osservazione e base per la comunicazione educativa ed empatica
  2. La Comunicazione come strumento privilegiato dell’atto educativo e dell’azione educativa
  3. L’azione non come punto di arrivo ma come punto di partenza

L’azione educativa dell’adulto non è semplicemente il risultato di osservazioni e progettazione, bensì il punto da cui partire con il bambino e per il bambino.

Dopo questa breve ma doverosa premessa, entriamo nel merito dell’argomento sottolineando che educazione motoria e pregrafismo (nonchè precalcolo e prescrittura) sono, secondo ACA, legati indissolubilmente.

Quando si parla di pregrafismo, spesso, si pensa all’ultimo anno di scuola dell’infanzia, dove i bambini iniziano a gettare le basi per le attività alla scuola primaria. Certamente alla scuola dell’infanzia è prematuro parlare di scrittura, ma non lo è per quanto concerne il pregrafismo, la grafo motricità e lo sviluppo delle competenze metalinguistiche. In ACA questi aspetti acquisiscono un’importanza fondamentale, ma non si parla di pregrafismo per i bambini “grandi”, bensì per tutti i bimbi. Nel momento in cui si desidera realizzare un percorso di pregrafismo, non dobbiamo pensare all’ultimo anno della scuola dell’infanzia, ma al primo, e per farlo devo invertire la rotta e partire dal bambino stesso e dal suo percepirsi nel mondo. In altre parole, dobbiamo iniziare dal vissuto corporeo e motorio.

Il gesto grafico si attua nel momento in cui la percezione del sé avviene e ha la possibilità di manifestarsi. Dobbiamo consentire il maggior numero di esperienze motorie, tattili, sensoriali per fare in modo che il bambino possa, successivamente, riportare su carta quanto vissuto, ecco perché è necessario iniziare da subito, già da piccolissimi. Pretendere che il bambino frequentante l’ultimo anno di scuola dell’infanzia completi le classiche “schede” senza aver avuto la possibilità di sperimentare la base dei concetti topologici, di lateralità e spaziali è davvero assurdo.

Le neuroscienze ci insegnano che, una volta partito dal cervello, l’ordine motorio viene eseguito grazie agli automatismi ormai acquisiti dal sistema extrapiramidale, che provvede a regolare l’intensità e la successione spazio temporale dei singoli movimenti, con la collaborazione del cervelletto, che viene costantemente informato della situazione di ogni singola parte corporea e che provvede sia a regolare gli impulsi diretti ai muscoli posturali, sia ad adattare l’intensità degli impulsi motori allo stato reale degli effettori, sia a coordinare la successione dei movimenti elementari in cui si può scomporre ogni movimento grafico.

Il movimento che porta all’esecuzione di un qualsiasi stimolo grafico, è un movimento complesso, dato dalla successione spazio-temporale di movimenti elementari e dalla coordinazione dell’attività di diversi gruppi muscolari. L’esecuzione vera e propria del gesto grafico, ultimo anello della catena, è legata anche all’attività del sistema piramidale, unico adatto a regolare l’attività motoria fine delle estremità (dita). In definitiva la quasi totalità dei centri nervosi interviene nel determinismo e nell’esecuzione del gesto grafico, che rappresenta, una volta realizzato, il risultato di una attività coordinata senso motoria di tipo associativo molto ampia. Quando parliamo di pregrafismo e precalcolo nel Metodo, quindi, intendiamo tutta quella serie di attività che educano il bambino a percepire le forme innanzitutto a partire dal proprio corpo.

Il concetto è che prima vivo esperienze corporee (in palestra, in salone, in sezione, in giardino…) e poi traduco ciò che ho vissuto su carta. Ad esempio, per giungere al pregrafismo, l’insegnante deve accentuare l’attenzione sulla componente motoria, sul riconoscimento dei colori e sul piacere di utilizzarli. Le componenti in gioco saranno innumerevoli, dalla buona progettazione di ed. motoria, dove (in maniera appropriata per le diverse fasce d’età) il bambino sarà condotto e guidato fino alla reale e concreta scoperta del sé. E’ fondamentale vivere i concetti logici, topologici e spaziali.

Se desidero scoprire le forme geometriche e/o il concetto di lateralità, prima lo sperimenterò con il mio corpo, in palestra o in salone, dove per realizzare il triangolo, ad esempio, oltre che a nastri, funi e bastoncini utilizzerò il mio corpo. Questo è fondamentale. Così lo è anche per il percorso di precalcolo.

Non posso pretendere che il bambino sperimenti l’insiemistica se non ha la possibilità di viverla oggettivamente. E’ in questo modo che si introduce il concetto di addizione e sottrazione: vivendolo oggettivamente. Non stiamo parlando di abaco ma di sperimentare nella quotidianità. Un bambino di quattro anni è perfettamente in grado di risolvere un’operazione come 2+3 utilizzando semplici cerchi in cui sono state inserite delle palline colorate.

Un cerchio con 2 palline, un altro con tre palline e uno vuoto in cui verranno inserite sia le 2 palline del primo cerchio che le tre del secondo. Ecco che ci ritroveremo con un cerchio contenente 5 palline. E’ l’inizio dell’addizione.

E' uscito il 1° libro di Vanilla Magazine, ordinalo su Amazon:

Vittime e Carnefici: il Nazismo attraverso 63 storie di orrore ed Eroismo

Potrebbe apparire banale, ma non lo è

La nostra società ha abbandonato da tempo la realtà per affidarsi a un mondo virtuale, con il risultato che semplici nozioni e proprietà aritmetiche vengono dimenticate, accantonate. Il percorso deve permettere ai bambini di apprendere a comunicare verbalmente, a descrivere le proprie esperienze e il mondo, a conversare e dialogare, a giocare con numeri ed insiemi.

E’ importante, quindi, permettere ai bambini di esplorare e conoscere la realtà partendo da esperienze concrete e oggettive, in cui siano loro i protagonisti dell’azione e dell’esperienza, dando la possibilità di costruire la conoscenza. Per fare ciò il Metodo si basa sulla pratica che, attraverso l’ideazione e l’organizzazione di diverse attività ludiche, favorisce lo sviluppo delle capacità logico oggettuali dedotte dall’esperienza diretta sulle cose.

Il progetto si propone di aiutare i bambini ad acquisire ed utilizzare un linguaggio che comprenda aspetti matematici, ma, nello stesso tempo, sia adeguato e idoneo per la sua età e per le fasi del suo sviluppo cognitivo. ACA ha sviluppato, inoltre, diversi laboratori, quali: laboratorio di colormusicoterapia; laboratorio di ed. sensoriale e del “Cubotto sensoriale”; laboratorio bilingue. Per approfondire e saperne di più vi diamo appuntamento alla prossima puntata.

Haidi Segrada
Haidi Segrada

Haidi Segrada è esperta in glottodidattica infantile, formatrice e docente a contratto all’Università degli Studi dell’Insubria nell’ambito dei corsi CIM (Comunicare e Interagire con i Minori). Direttrice di Scuola dell’Infanzia, è autrice di diversi testi a carattere pedagogico- didattico e ideatrice del Metodo educativo-pedagogico per bambini dai 2 ai 6 anni “A.C.A. – Ascolto, Comunicazione, Azione”.