L’UNESCO ha definito i Sassi di Matera un paesaggio culturale, perché hanno rappresentato una forma dell’abitare che dal remoto passato dell’età della Pietra è arrivata fino ai tempi moderni, un mondo capovolto, almeno secondo le descrizioni del cronista cinquecentesco Verricelli. Le abitazioni erano scavante nella profondità dei Sassi, con giardini pensili sui tetti, nei quali talvolta erano sepolti i morti: “in Matera li morti stanno sopra li vivi”; quando di notte gli abitanti accendevano i lumi, guardando dall’alto, si aveva l’impressione di avere un cielo stellato sotto i piedi.

I Sassi furono sfollati a metà degli anni ’50, per le oltremodo precarie condizione igieniche in cui vivevano i suoi 15.000 abitanti, insieme ai loro animali. Dal 1986 è partita un’opera di recupero che ha consentito il loro riutilizzo in forme più nuove e coerenti con il vivere moderno, mantenendo intatto il fascino e la straordinaria bellezza di un luogo dove l’uomo, per nove millenni, ha “mantenuto un armonioso rapporto con il suo ambiente naturale”.

Oggi, in uno degli storici Sassi, è nata l’Enoteca dai Tosi, perfetto connubio tra gli antichi ambienti sotterranei e un moderno ambiente conviviale, rispettoso del suo passato ma rispondente ai bisogni del tempo presente.

Il progetto è nato da un’idea di Gian Paolo Buziol, giovane imprenditore veneto appassionato di vini, che ha voluto aprire la sua enoteca proprio qui, a Matera, e proprio nel cuore della città di pietra.

Cinque studi di architettura hanno partecipato al contest per la realizzazione dell’Enoteca dai Tosi, che nel nome rimanda all’origine veneta del titolare.

E’ stato scelto il progetto dello studio belga “architecten de vylder vinck taillieu”: l’interno è tutto definito dalla pietra che dalle volte del soffitto scende lungo le pareti e si trasforma in gradoni destinati sia all’esposizione dei vini, sia alle sedute per i clienti.

Dalla porta verde del patio d’ingresso, si entra negli ambienti della grotta disposta su tre livelli. L’assoluta monocromia dei materiali è illuminata solo dal verde (colore ispirato dalle bottiglie per il vino) degli arredi, elementi modulari che costituiscono le sedute, e le lampade realizzate in tre diversi disegni da un maestro vetraio veneziano.

Particolare il contest di partenza, il cui tema era “solo ciò che tocca il vino”: i materiali usati all’interno dell’enoteca potevano essere solo quelli che vengono a contatto con il vino durante le diverse fasi di produzione: legno di rovere e acciaio delle botti, vetro e sughero delle bottiglie, cemento e terracotta.

 
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Tutte le fotografie sono state scattate da Delfino Sisto Legnani.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.