Durante la Prima Guerra Mondiale diverse armi, fra cui in particolare le granate e in genere gli esplosivi, causarono ferite e mutilazioni devastanti sui soldati impegnati nel conflitto. Per tentare di offrire una certa protezione ai soldati in trincea vennero studiate diverse tipologie di corazze, in modo da proteggere il corpo dalle schegge delle bombe e dai proiettili del nemico.

Sotto, un soldato veste una protezione per addome e torace di placche in acciaio unite fra loro:

Il bilancio di convenienza delle armature era però differente rispetto a quelle antiche, perché se in passato la componente camuffamento era poco o per nulla rilevante (soprattutto per la diffusione delle battaglie campali), con l’uso delle armi moderne e della guerra di Trincea, già sviluppate durante il primo conflitto mondiale, nascondersi nel territorio diventava fondamentale per scampare al fuoco nemico.

Sotto, un soldato tedesco di una “Squadra di Attacco da Trincea” veste un’armatura protettiva. Il soldato aveva in dotazione due granate, mentre l’armatura era in grado di fermare il fuoco di una pistola, e poteva rivelarsi utile anche nel combattimento corpo a corpo contro le baionette:

L’uniforme militare degli inglesi, ad esempio, era progettata specificatamente per offrire un nascondiglio fra la vegetazione, ma forniva poca o nessuna protezione ai colpi delle armi da fuoco. I francesi e i britannici iniziarono ad usare i caschi d’acciaio solo nel 1915, mentre i tedeschi del Kaiser risultavano i più forniti e protetti dal fuoco della compagine avversaria.

Un’armatura integrale usata dall’esercito statunitense in Francia, fotografia del 1917:

Gli elmi tedeschi denominati Pickelhaube (elmo chiodato) vennero dismessi per la loro scomodità durante la battaglia di Verdun, e sostituiti dai più pratici Stahlhelm (gli ormai classici elmetti in acciaio). A guerra finita e a potenze della Triplice Alleanza sconfitte, proprio 12.000 Pickelhaube divennero il simbolo della vittoria, esposti in un’appariscente piramide a Park Avenue, New York.

La piramidi di elmi chiodati a Park Avenue:

Dettaglio degli Elmi:

Un soldato statunitense prova un’armatura tedesca:

Un uomo indossa un casco in acciaio con una strana visiera realizzata con delle catene. La visiera avrebbe dovuto proteggere gli occhi dalla terra, dai sassi e dai frammenti che potevano raggiungere il viso e gli occhi. Venne progettato dalla EJ Codd Company di Baltimora nel Maryland, Stati Uniti.

Un soldato della prima guerra mondiale a confronto con una classica armatura antica:

Alcuni soldati Georgiani della tribù Khevsur indossano la loro armatura tradizionale. Fotografia del 1918:

Tre guardie irlandesi indossano un’armatura di soldati tedeschi ed esaminano una mitragliatrice. Battaglia di Pilckem Ridge, 31 luglio 1917

Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

Tre soldati statunitensi dell’Ordnance Corps mostrano gli effetti di colpi di pistola, fucile e mitragliatrice contro una corazza, durante alcune prove a Fort de la Peigney, Langres, Francia. Fotografia del 1918:

Immagine di pubblico dominio via Wikipedia

Al giorno d’oggi i soldati indossano armature che consentono una mobilità e una protezione molto superiori rispetto al passato, e offrono inoltre anche un camuffamento perfetto. I primi esperimenti su larga scala che portarono all’evoluzione odierna risalgono alle fotografie di questa galleria.

Dove non diversamente specificato la Fonte fotografie è Archivio storico Getty Images

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...