La Seconda Guerra Mondiale è terminata ormai 71 anni orsono, ma al mondo esistono ancora numerosi criminali nazisti ricercati, che furono impiegati sia nei campi di sterminio sia sui fronti della guerra. Il centro Simon Wiesenthal, con sede a Los Angeles e dislocato in varie città del mondo, è riconosciuto come organizzazione non governativa dall’UNESCO, dalla NATO e dal Consiglio d’Europa. La mission è quella di “educare confrontando l’antisemitismo, l’odio e il terrorismo, promuovendo i diritti umani, la dignità, difendere i diritti degli ebrei nel mondo ed insegnare la lezione dell’olocausto alle generazioni future“.

Ogni anno dal 2002, il Simon Wiesenthal compila una lista di criminali nazisti ancora a piede libero, tentando in tutti i modi di fare giustizia anche a decenni di distanza dagli orrori della guerra. Nonostante possa sembrare anacronistico cercare persone che hanno almeno 90 anni, il direttore del centro in Israele, Efraim Zuroff, dimostra coi dati la fondatezza delle ricerche: “Nel corso degli ultimi 14 anni sono state emesse almeno 102 condanne contro criminali di guerra nazisti, sono state depositate almeno 98 nuove accuse e sono state avviate oltre 3.500 nuove indagini“.

Sotto: Efraim Zuroff:

Efraim-ZuroffLe ricerche dei criminali, di diverse nazionalità, sono rese difficili a causa delle politiche degli stati sovrani, che spesso ostacolano, invece di favorire, l’individuazione dei criminali. Zuroff prosegue affermando che: “Il successo ottenuto dai pubblici ministeri dedicati, in particolare in Italia, Germania e Stati Uniti, dovrebbe incoraggiare i governi di tutto il mondo nel fare un serio sforzo per ottenere giustizia quando questa può essere ancora ottenuta“. Zuroff afferma inoltre che molti paesi hanno fallito la politica di individuazione dei criminali nazisti, fra i quali elenca Austria, Lituania, Lettonia, Estonia ed Ucraina, che hanno coperto eventuali colpevoli dell’Olocausto a causa della mancanza di una precisa volontà politica, così come Svezia e Norvegia in linea di principio si rifiutano di indagare a causa della prescrizione.

Nonostante le affermazioni di Zuroff, risulta incredibile che la Germania venga definito uno stato che collabora allo svolgimento dei processi giudiziari, perché solo negli ultimi tempi si è rifiutata di estradare verso l’Italia ben 3 criminali nazisti condannati a più riprese dai tribunali italiani. A parte gli ultimi avvenimenti, già nel 1962 una sentenza della corte d’appello tedesca affermò che coloro i quali avevano agito, pur uccidendo interi paesi, sotto l’influenza della “propaganda del regime” o sotto l’ordine di autorità militari, non sarebbero stati passibili di condanne per omicidio.

1. Gerhard Sommer – Tedesco (luogo dei crimini: Italia)

Gerhard-SommerFu uno degli autori del massacro di centinaia di civili a Sant’Anna di Stazzema durante l’omonima strage. Nel luglio del 1933, a 12 anni, Sommer divenne membro della Hitlerjugend (gioventù hitleriana) dove ottenne il rango di Jungzugführer nel Deutsche Jungvolk. Il 1° settembre 1939, all’età di 18 anni, entrò a far parte del NSDAP del partito nazista e nel mese di ottobre arruolato nelle Waffen-SS. Sommer combatté nellla prima divisione SS Leibstandarte SS Adolf Hitler nei Balcani e nell’Ucraina. Rimase ferito due volte e si aggiudicò la Croce di Ferro di 2° classe. In seguito venne decorato con la Croce di Ferro di 1° Classe per altre azioni militari.

Il 22 giugno 2005, Sommer e gli altri nove membri delle SS protagonisti della strage di Stazzema sono stati condannati da un tribunale militare italiano a La Spezia per l’omicidio dei 560 abitanti di Sant’Anna di Stazzema. Tutti e dieci sono stati condannati all’ergastolo. Sommer e quattro dei suoi compagni hanno ricorso in appello, ma le sentenze sono state confermate nel 2006 da un tribunale militare di Roma. Nel maggio del 2006 Sommer viveva in una casa di cura ad Hamburg-Volksdorf, in Germania. Nel 2015 Sommer è stato dichiarato inabile al processo dai pubblici ministeri tedeschi.

2. Alfred Stark – Tedesco (luogo dei crimini: Grecia)

Stark ha 93 anni ed è un ex caporale della Gebirsgjäger condannato in contumacia in Italia per aver ordinato l’esecuzione di 117 prigionieri di guerra italiani sull’isola di Cefalonia, in Grecia, nel 1943, dopo la rottura dell’alleanza Germania-Italia. L’omicidio degli italiani avvenne durante il famoso “eccidio di Cefalonia”.  Nonostante le accuse a Stark del tribunale militare di Roma nel 2012, e la sua successiva condanna al carcere a vita, la Germania ha rifiutato di estradarlo dal paese, dove tuttora risiede.

3. Johann Robert Riss – Tedesco (luogo dei crimini Italia)

Johann-Robert-RissRiss ha oggi 93 anni ed è stato uno dei tre nazisti condannati nel 2011 dal tribunale militare di Roma all’ergastolo per il massacro di 184 civili in una città toscana: Padule di Fucecchio. Il tribunale militare che ha condannato Riss ha chiesto che al governo tedesco di pagare 13 milioni di euro a titolo di compensazione per i 30 parenti delle vittime della strage, un gesto che la Germania ha rifiutato. La Germania ha inoltre rifiutato di estradare Riss, che rimane impunito a casa propria.

4. X – Danimarca (Bielorussia) – uccisione di ebrei a Bobruisk

5. Y – Germania (Auschwitz) – uccisione di ebrei ungheresi

6. Z – Norvegia (Polonia e Ucraina) – uccisione di ebrei in varie località

7. Oskar Groening – Tedesco (luogo dei crimini Auschwitz)

Oskar-GroeningSoprannominato “il contabile di Auschwitz”, è stato condannato nel 2015 dal tribunale di Lueneburg, in Germania, a 4 anni di reclusione per complicità nell’eccidio di 300.000 mila persone nel tristemente famoso campo di sterminio. Groening era un contabile e servì nel campo come catalogatore dei beni sequestrati agli ebrei internati. Dopo aver lavorato nel campo, egli tornò alla vita civile lavorando come contabile a Berlino. Groening è un personaggio la cui accusa e condanna non è stata affatto semplice perché ha contribuito, con scritti personali, a chiarire le assurdità delle tesi dei negazionisti dell’Olocausto. E proprio a causa dei suoi scritti è stato incriminato, non negando mai il proprio impiego nel campo in Polonia ma difendendosi sostenendo di non aver partecipato in modo attivo all’uccisione dei prigionieri.

8. Algimantas Dailide – Tedesco (luoghi crimini Lituania)

Algimantas-DailideDailide è un ex ufficiale della polizia lituana di sicurezza (Saugumas) nato a Kaunas. Dopo la seconda guerra mondiale, Dailidė si rifugiò negli Stati Uniti, dicendo che era un “Forester”. Negli Stati Uniti esercitò con successo la carriera di agente immobiliare sino all’età della pensione nella splendida cittadina di Gulfport, in Florida. La sua cittadinanza fu revocata nel 1997, ed ha lasciato gli Stati Uniti nel 2004. Un tribunale lituano lo ha condannato per aver arrestato dodici ebrei che tentavano di fuggire dal ghetto di Vilna e per aver arrestato due cittadini polacchi che successivamente divennero prigionieri politici. Dailide non è stato condannato al carcere “perché è vecchio e non costituisce un pericolo per la società”.

9. Helmut Oberlander – Canadese (luoghi crimini Ucraina)

Helmut-OberlanderOberlander è di origine ucraina ed ha oggi 91 anni. Servì nei territori orientali durante la Seconda Guerra, parte del Einsatzkommando 10a, una famigerata squadra della morte nazista che il Centro Wiesenthal stima aver ucciso almeno 23.000 civili ebrei. Attualmente risiede ad Ottawa, in Canada, dove emigrò nel 1954 e dove lavorò per molti anni come costruttore. Durante gli ultimi 20 anni è stato oggetto di una battaglia legale con il gabinetto federale per la sua cittadinanza, con il governo canadese che continua i suoi tentativi di privarlo della cittadinanza e ordinare la sua espulsione. Nel febbraio del 2016 la corte federale del Canada ha inviato la sua causa al gabinetto federale, ordinando al governo di prendere una decisione in merito al caso.

Fonti: Simon Wiesenthal Center, Wikipedia, Time.com

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...