Più impariamo sulla grande arte e i suoi protagonisti, più numerosi i misteri che vengono fuori da quadri e tele storiche, anche vendute a centinaia di milioni di euro. Se di alcuni artisti conosciamo tutto e il contrario di tutto, di altri conosciamo soltanto piccoli aneddoti e racconti. Ancora maggiore è il mistero che, spesso, circonda le tele più famose al mondo. Questi sono 8 misteri che riguardano pittori e artisti che hanno reso l’arte mondiale tanto celebre e apprezzata dall’uomo.

8. La ragazza con l’orecchino di perla

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Nonostante teorie e speculazioni, nessuno conosce la vera identità della ragazza dipinta da Johannes Vermeer nel famosissimo quadro del 1665 “La ragazza col turbante” o “La ragazza con l’orecchino di perla”.  Era la figlia di Vermeer? La sua amante? E’ anche possibile che non sia mai esistita realmente e, ad oggi, la vera identità e il ruolo che abbia ricoperto nella vita del celebre quanto misterioso artista olandese rimane un mistero irrisolto.

L’immagine funziona perché irrisolta” afferma Tracy Chevalier nel suo popolare romanzo dal titolo omonimo. “Non si riesce a capire cosa stia pensando o quale sia il suo stato d’animo. Se queste domande fossero risolte il quadro non attirerebbe l’attenzione che invece cattura in ogni spettatore“.

7. I due quadri ridipinti

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Durante il ripristino di un capolavoro di Robert Reid, un pittore del ventesimo secolo americano, il curatore Barry Bauman scoprì che Reid aveva nascosto un altro dipinto sotto quello che doveva restaurare. Questo dipinto nascosto, soprannominato “In giardino”, raffigura una giovane donna seduta a un tavolo all’aperto che sta leggendo mentre beve il tè. Molti artisti hanno dipinto su quadri già finiti, ma Reid aveva realizzato questo quadro (immagine sopra) reintepretando il primo. Nessuno conosce il motivo per cui Reid dipinse sopra al primo quadro, anche se sappiamo che il pittore versava in difficoltà economiche. Gli esperti d’arte ipotizzano che egli non fosse soddisfatto del primo dipinto, così cercò di risparmiare sulla tela successiva.

La cosa strana è che la scoperta di un quadro dipinto sopra ad un altro è successa per ben due volte nell’arco di due anni nel museo dell’Indiana. Nel 2012 Bauman ha trovato un quadro sottostante ad un dipinto di  TC Steele, un quadro che doveva essere restaurato, e che ha fatto la fortuna dell’Indiana State Museum, perché si ha avuto a disposizione ben 4 quadri di due artisti famosi partendo da sole due tele.

6. L’amore e il tradimento di Wally Neuzil

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Nei primi anni del 1900 Walburga “Wally” Neuzil era la misteriosa musa del pittore austriaco Egon Schiele. Apparse in molti dei suoi dipinti (tra cui alcuni erotici), ed era considerata la sua amante, e si prodigò per vendere le opere dell’artista. Il “Ritratto di Wally” è uno dei capolavori dell’artista, datato 1912, ed è stato soprannominato la “Monna Lisa di Vienna”.

Neuzil proveniva da una famiglia povera di Tattendorf, Austria, e incontrò Schiele quando aveva 16 anni, e spesso svolgeva la professione di prostituta. Nel corso degli anni divenne evidente dai dipinti di Schiele che il suo rapporto con Neuzil era più che professionale ma, anche se lei gli era fedele, Schiele la scaricò per sposare una donna più rispettabile, nel 1915. Anche se ufficialmente i due non ebbero più contatti, probabilmente il pittore e la donna rimasero amanti per tutta la vita.

5. La statua di Gesù con denti umani

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Questa statua di 300 anni si trova in una piccola cittadina messicana ed è dotata di veri denti umana completi di radici. L’antica tradizione religiosa prevedeva che le persone donassero parti del corpo alla chiesa come i capelli, ma fino al restauro di questa statua “La pazienza di Cristo” non si erano mai trovati dei denti dentro ad una statua. Se la donazione sia stata o meno volontaria rimarrà un mistero certamente irrisolto.

4. L’uomo sotto “La stiratrice”

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Utilizzando una telecamera a infrarossi si è scoperto un secondo dipinto sotto “La stiratrice” appartenente al periodo blu di Pablo Picasso, una scansione avvenuta dopo un tentativo di rapina della tela. La seconda pittura rappresenta l’immagine capovolta di un uomo con i baffi, del quale non si conosce l’identità. Le ipotesi coinvolgono lo scultore Mateu Fernandez de Soto e il pittore Ricard Canals, entrambi abitanti di Parigi durante lo stesso periodo di Picasso, ma più il dipinto viene studiato e più gli esperti sono in disaccordo…

3. Studio a lume di candela

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La polemica sul dipinto “Studio a Lume di Candela” coinvolge l’autenticità dell’opera, che alcuni definiscono un autoritratto di Vincent Van Gogh e altri la considerano un falso. La particolarità strana è il kabuki giapponese disegnato a matita nella parte inferiore sinistra, che la rende un mistero dai sapori orientali. Il quadro fu acquistato da William Goetz nel 1948, e successivamente autenticato. Il nipote di Van Gogh però rese ben presto dichiarazioni sulla falsità del quadro, e un libro del 2005 sul celebre falsificatore John Decker rivelò che, probabilmente, il quadro fu realizzato ad-hoc per il facoltoso acquirente, allora a capo della Universal Pictures. La polemica sull’autenticità è, comunque, ancora in corso.

2. La ballerina mancante

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Nessuno conosce quale sia stato e quale sarà il destino del quadro “La Ballerina” di Edgar Degas, che fu rubato dalla casa della ricca ereditiera Huguette Clark nel 1990. Quando riapparve a casa di Henry Bloch, un collezionista d’arte e co-fondatore della H&R Block, la Clark cercò di fermare le indagini dell’FBI. Anche se non dichiarò mai che il dipinto fosse stato rubato, seguì una battaglia legale tra la Clark e Bloch. Bloch disse di aver acquistato il dipinto in buona fede, in modo che la battaglia legale si concentrasse sul principio del “Chi trova tiene”, ma non fu possibile giungere ad un accordo in tal senso.

Il dipinto fu restituito alla Clark, e l’avvocato dell’anziana donna lo donò immediatamente al Museo Nelson-Atkins of Art, del quale Bloch è uno dei fiduciari. Clark ottenne una pesante detrazione fiscale e i Bloch furono autorizzati ad appenderlo in casa propria fino alla morte, momento nel quale il quadro andrà al museo. La Clark però ha fatto molta confusione con i testamenti, arrivando a firmarne due nel 2005, all’età di 99 anni. In uno dona tutte le proprietà agli eredi, e nell’altro gliele nega destinandole in beneficienza. Il testamento validato è stato quello in cui la donna donò in beneficienza il suo immenso patrimonio (circa 300 milioni di dollari) ma la disputa sul quadro continua ad andare avanti, perché gli eredi puntano ad impossessarsene.

1. L’altra Mona Lisa

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Molte persone credono che esista solo una Mona Lisa, la famosa Gioconda conservata al Louvre di Parigi, ma i dipinti raffiguranti Lisa Gherardini sono ben  più d’uno. La riproduzione più famosa è certamente quella conservata al museo del Prado di Madrid, che è conservata molto meglio del quadro di Leonardo e che fu dipinto, con ogni probabilità, da uno dei suoi apprendisti all’interno dello stesso laboratorio.

Un’altra versione del quadro però raffigura una terza Mona Lisa, la “Mona Lisa Isleworth” un quadro anteriore al dipinto di Leonardo di circa 10 anni, e raffigurante probabilmente sempre Lisa Gherardini, ma molto più giovane. La pittura potrebbe essere un abbozzo dello stesso Leonardo del quadro più famoso del mondo, del quale però l’artista e scienziato fiorentino potrebbe avere disegnato solo il volto, vista la differente qualità pittorica fra il viso e il resto del quadro. Attualmente non si può essere certi dell’attribuzione del dipinto e della sua datazione, e sull’opera è al lavoro Alessandro Vezzosi e la Mona Lisa Foundation, di cui trovate un intervento integrale a questo indirizzo.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...