Continuano a inseguirsi gli aggiornamenti riguardo la situazione di Genova dove ieri, 14 Agosto 2018, è crollato per un cedimento strutturale il Ponte Polcevera, conosciuto come il “Morandi”, per il cognome dell’ingegnere che lo progettò. L’ingegner Riccardo Morandi (1902-1989) fu artefice di numerosi ponti fra gli anni ’50 e gli anni ’70, tutti realizzati con il cemento armato precompresso del quale, però, all’epoca non si conosceva nel dettaglio il processo di ammaloramento e il conseguente decadimento delle prestazioni strutturali.

Il primo ponte che progettò subì anch’esso un tragico destino

Morandi vinse il bando pubblico per la progettazione del ponte sul lago di Maracaibo nel 1957, e il Ponte General Rafael Urdaneta (così nominato per un eroe della rivoluzione) venne inaugurato nel 1962. Due anni dopo, nel 1964, una petroliera della ESSO urtò le pile 30 e 31 del ponte, trascinando nel vuoto le tre campate che insistevano sopra i supporti.

Lo schianto provocò 7 morti, ma l’enorme ponte, lungo ben 8,7 chilometri e alto 85 metri dal livello dell’acqua, venne ricostruito identico. Oltre a questo incidente, causato da un guasto tecnico alla nave che la portò a 600 metri dal punto previsto per il transito dei cargo, nel 1979 la base della pila numero 22 si distrusse per la corrosione, e venne ricostruita.

Il ponte Rafael Urdaneta oggi è transitato da milioni di veicoli l’anno, e rappresenta un cruciale collegamento stradale per evitare di aggirare tutto l’immenso lago “de Maracaibo”, che divide parzialmente in due il paese sudamericano:

Nel caso del ponte sul lago de Maracaibo, la mancanza progettuale fu nella non previsione di un episodio di avaria di una nave di grandi dimensioni come appunto la “Esso Maracaibo”. Questa divenne ingovernabile per un guasto tecnico, e finì a grande distanza dal passaggio previsto per le navi, distruggendo le pile di supporto alla carreggiata e causando un danno di vaste dimensioni alla struttura.

Sotto, la carreggiata crollata sulla nave e la parte di ponte ancora integra sulla destra:

La “Esso Maracaibo” da dietro:

La carreggiata ancora integra sopra la nave:

Due rimorchiatori sulla destra della nave:

In seguito, le operazioni di riparazione del ponte:

Una fotografia d’epoca dall’alto:

La carreggiata sopra la nave:

Le immagini poco dopo l’impatto della petroliera:

Sotto, il Ponte Rafael Urdaneta nel 2013:

L’ingegner Morandi progettò, durante la sua lunga carriera, ben 27 ponti, di cui solo alcuni realizzati in modo simile a quello di Genova e quello di Maracaibo. La speranza è che l’ultimo incidente registrato sia quello di Genova.

Tutte le immagini sono di pubblico dominio.

Categorie: Architettura

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...