Il genere dei film dell’orrore ha conosciuto, dalla nascita del filone, un successo crescente. Se il precursore del filone è il teatro (e prima ancora la letteratura), in particolare il Grand Guignol di Parigi, molte delle fortune recenti dei film più famosi sono dovute anche agli anime a tema splatter/horror, che durante gli anni ’70, ’80 e ’90 hanno riempito i palinsesti delle nostre televisioni. Alcuni di questi anime non sono propriamente dell’orrore, ma le atmosfere e le tematiche affrontate nei cartoni (la morte violenta, il sangue, le mutilazioni, i demoni e molto altro) sono ben conosciuti dai produttori cinematografici dell’orrore, e portati alla ribalta proprio da questi cartoni nei confronti di coloro i quali durante quegli anni erano bambini e oggi sono adulti.

Questa selezione, ben lungi dall’essere completa, mostra quelli che sono stati, per il mercato italiano, alcuni degli anime più importanti e famosi con tematiche vicine a quelle dell’orrore. Anche se ne mancano alcuni, in genere tantissimi cartoni di quegli anni avevano atmosfere cupe e paurose, derivanti probabilmente dalla sindrome da bomba nucleare che segnò una generazione intera di fumettisti giapponesi, portandoli a realizzare alcune delle più belle opere illustrate che il mondo abbia mai conosciuto.

NB. Il criterio di selezione è cronologico, e sono stati scelti Manga/Anime realizzati prima degli anni ’90.

Bem il mostro umano – 1968

Il precursore di tutti gli anime Horror, Bem il mostro umano è un vero e proprio Cult per gli amanti del genere. Quando fu trasmesso in Giappone, nel 1968, fu osteggiato da una serie di associazioni di genitori che lo ritenevano, forse a ragione, troppo violento. Venne trasmesso in Italia nel 1982, e da allora ha rappresentato lo stereotipo del genere Horror formato cartone animato.

Ken il guerriero

Kenshiro non sarebbe a tema “dell’orrore”, ma i combattimenti con squartamenti inumani lo rendono un classico del genere splatter, nel senso nobile del termine. Il cartone fu molto importante anche per come trattava un tema solitamente tabù come la morte: all’interno di ogni episodio muoiono da un minimo di 10 sino a centinaia di persone, un vero record per un anime. I riferimenti ad un futuro dell’umanità distrutto da combattimenti nucleari contribuiscono a rendere l’atmosfera sempre cupa e macabra.

Devilman

Il demone Amon scese sulla terra per riconquistarla a favore della propria razza a discapito del genere umano, ma la bellezza di Miki lo fece innamorare, portandolo a combattere contro i suoi stessi consanguinei. Il cartone è un classico degli anni ’70, e il tema Horror è sempre presente a causa della natura stessa dell’anime: i demoni. Fu un vero e proprio fenomeno di culto, e uno dei cartoni animati nipponici più famosi di sempre. Insieme ai “robottoni” fu l’ambasciatore per il futuro successo dei manga e anime giapponesi in occidente.

Berserk

Nonostante sia il più recente della serie di questo articolo, Berserk non può essere dimenticato. Per capire meglio l’atmosfera del cartone basta citare l’inizio da Wikipedia: “Il protagonista è Gatsu, detto il “Guerriero Nero”, un uomo nato dal corpo di una donna morta, impiccata ad un albero, cadendo a terra ai piedi dello stesso“. Anche se l’anime uscì nel 1997 in Italia fu trasmesso soltanto nel 2001, durante le ore notturne. Il cartone uscì in Italia incredibilmente senza censure, lasciando increduli anche gli appassionati del genere.

Violence Jack

Violence_Jack

Dello stesso mangaka (fumettista in italiano) di Devilman, Go Nagai, Violence Jack è l’opera più importante e lunga dello stesso fumettista, che impiegò 17 anni per completarla. I fumetti furono trasposti in tre lungometraggi animati (OAV) trasmessi fra il 1986 e il 1990 anche in Italia. Il personaggio di Violence Jack si muove in un Giappone sconvolto da un terribile terremoto, dove solo la violenza e la forza garantiscono la sopravvivenza. Nonostante la pubblicazione in Italia del manga sia stata discontinua, il personaggio di Jack è diventato una sorta di cult fra gli appassionati del genere, anche grazie alle apparizioni in altre opere di Go Nagai.

Sulla lotta: L’uomo Tigre

Naoto Date è il protagonista de L’uomo Tigre e, anche se non si tratterebbe di un cartone animato a tema horror, le scene crude dei combattimenti lo possono tranquillamente inserire nel filone splatter degli anime giapponesi. Il personaggio dell’uomo tigre è psicologicamente complessissimo, ben lontano dagli stereotipati supereroi americani, ed è forse il manga nipponico che ha più influenzato la conoscenza del Sol Levante in Occidente.

Outsider: Carletto il principe dei mostri

Carletto non è, ovviamente, un cartone Horror, ma i mostri presenti nell’anime sono decisamente tratti dai classici della letteratura dell’orrore occidentale. L’uomo lupo (un licantropo), Frankestein e il Conte Dracula sono tutti personaggi della letteratura horror classica, che in Carletto cambiano totalmente volto e diventano divertenti protagonisti della serie, lasciando, almeno in questo caso, i lati più oscuri del proprio essere in Occidente.

+1: Ransie la Strega

Figlia di un vampiro e una licantropa, Ransie la strega ha a che fare tutti i giorni con il paranormale, che è per lei del tutto naturale. Il cartone era decisamente poco “Horror” ma, analogamente con Carletto il principe dei Mostri, i temi trattati erano dei classici della letteratura occidentale dell’orrore. In fondo, si tratta di un precursore di Twilight, 30 anni prima.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...