Sono misteriose e quasi insondabili le ragioni per cui molti villaggi olimpici, una volta passato l’evento sportivo, diventano dei villaggi fantasma, nonostante i costi sempre esorbitanti e la gara fra le varie sedi olimpiche per superarsi a vicenda. Guardando questi fatiscenti ex villaggi olimpici è difficile non mettere in discussione le motivazioni dei paesi ospitanti, e anche il messaggio olimpico. Queste immagini dimostrano quanto sia fugace l’emozione che provocano i Giochi, e quanto è fondata la polemica sul destino dei Villaggi. Nell’arco di pochi anni le strutture create nel 2008 per le Olimpiadi a Pechino, costate più di 40 miliardi di dollari, sono già un cantiere in rovina.

Nel 2004 le Olimpiadi si tennero ad Atene, e furono spesi 15 miliardi di dollari. Alcuni edifici trovarono nuova destinazione, ma purtroppo le piscine, i campi di softball e di beach volley e tutto il complesso Olimpico versano in stato di abbandono. Forse il destino più triste è stato quello di Sarajevo, che nel 1984 ospitò le Olimpiadi invernali. La pista di bob fu usata dieci anni dopo come una roccaforte di artiglieria, durante la guerra bosniaca, rimanendo così come ricordo di violenza e non di sportività. Nel 1952 Helsinki fu la dodicesima città ad ospitare i giochi moderni e non riuscì a sfuggire all’atmosfera di guerra fredda di quegli anni. Da 40 anni la Russia non partecipava ai giochi, e questa olimpiade segnò anche il rientro di Giappone e Germania Ovest. I sovietici pretesero un villaggio separato per tutti gli atleti del blocco comunista, ma sui campi da gioco gli atleti si comportarono tutti molto sportivamente.

Il tempo non è stato clemente con le strutture di Helsinki ma, dati gli anni trascorsi, il deterioramento risulta meno scioccante rispetto a quello di alcune delle altre città che hanno ospitato i giochi più recentemente. Le Olimpiadi di Berlino del 1936, nelle intenzioni di Hitler, dovevano essere una piattaforma per dimostrare la superiorità della Germania nazista a livello mondiale. Hitler però dimostrò cosa effettivamente fosse la Germania nazista quando consentì, per la squadra tedesca, la partecipazione ai soli atleti ariani, per dimostrarne la superiorità. Molti paesi minacciarono di boicottare le Olimpiadi di quell’anno, ma quando gli Stati Uniti decisero di partecipare, molti altri paesi li imitarono. Molte delle strutture che ospitarono alcuni dei giochi indoor sono ancora in piedi, anche se in cattivo stato, nonostante la guerra e gli anni trascorsi.

Sarajevo 1984

Sarajevo 1984

Sopra, nel 1984, sotto allo stato attuale

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La pista da Bob

Sarajevo 1984 2La pista in un tratto in piano:

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Sotto al ponte:

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Il palco della giuria

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Il podio

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Da lontano:

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Atene 2004

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La piscina, sopra nel 2004, sotto oggi

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Lo Stadio di Softball ieri e oggi

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Lo stadio in stato di decadenza:

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Lo stadio dall’esterno:

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La fontana del villaggio olimpico:

Atene 2004

Monaco 1972

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Sopra: la stazione del treno del villaggio olimpico.

Pechino 2008

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Lo stadio di Pallavolo

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Lo stato attuale del palazzetto dall’esterno.

Pechino 2008

La pista da motocross

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Lo stadio di Baseball nel 2008

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Questo lo stato attuale

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La struttura per le canoe nel 2008

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Oggi

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Berlino 1936

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La piscina

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L’anfiteatro principale

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Il villaggio olimpico

Berlino 1936

Helsinki 1952

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La piscina:

helsinki 1952

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.