Si chiama “Sei generazioni di donne americane” ed è una serie fotografica di Christine McConnell, creativa statunitense specializzata in progetti visivi per il web. Christine ha ricostruito i look di cinque generazioni di antenate, a partire dalla bis-bis-bisnonna nata nel 1821, e ha poi realizzato dei ritratti in cui ricostruisce l’espressione delle nonne.

Sotto, Christine McConnell, nata nel 1981:

Le acconciature, il trucco, l’atmosfera e i vestiti sono ricreati in modo praticamente perfetto, e consentono di vedere una ragazza moderna, un’influencer di Instagram da mezzo milione di follower, come una donna di inizio o metà ‘800 sino alla metà del ‘900.

La creativa, su Bored Panda, ha descritto le ragioni che l’hanno spinta a creare il progetto: “Sono cresciuta in una vecchia casa spettrale piena di fotografie. Ce n’era una che mi colpiva più delle altre. Era di una donna anziana, con i capelli divisi da una riga a metà e un’espressione stanca nel viso. Inizialmente l’avevo trovata inquietante, ma quando sono diventata più grande ho iniziato a vedere delle somiglianze fra il suo volto e il mio“.

La Bis-bis-bisbonna Martha, nata nel 1821:

L’idea per il progetto fotografico ha preso piede quando la madre ha dato alla McConnell un suo vestito tenuto in una scatola per oltre 25 anni, lo stesso vestito indossava in una fotografia appesa nella tromba delle scale. Provato il vestito, che le si adattava perfettamente, Christine ha tentato di ricreare tutti gli outfit e le atmosfere delle fotografie delle proprie antenate.

La Bis-bisnonna Jane, nata nel 1858:

La Bisnonna Attie Mae, nata nel 1898:

La Nonna Mildred, nata nel 1928:

La Madre di Christine, Kathryn, nata nel 1957:

Il progetto ha avuto un successo enorme (su Bored Panda ha fatto quasi 400.000 visualizzazioni), e ha spinto Christine a seguire la propria indole di comunicatrice sul web.

Per conoscere il lavoro di Christine McConnell questi i suoi canali Instagram e Facebook.

Categorie: Moda e Costume

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...