La Grande onda di Kanagawa, firmata dall’artista Katsushika Hokusai, è un caposaldo dell’arte giapponese. Creata utilizzando le tradizionali tecniche di stampa xilografica, il lavoro è caratterizzata dallo stile ukiyo-e. Data la sua importanza e popolarità, si potrebbe pensare che la “Grande Onda” sia l’unica opera del maestro giapponese raffigurante il mare con lo sfondo del monte Fuji, ma Hokusai rappresentò più volte la scena durante la sua vita, e si contano almeno quattro tele con un tema simile a quella più famosa.

Hokusai iniziò a raffigurare la veduta all’età di 37 anni, nel 1797, durante una primavera a Enoshima. Egli pose l’accento su un gruppo di figure in primo piano. Quello sotto rappresenta uno dei primi lavori di Hokusai, caratterizzato da linee delicate e attenzione ai minimi dettagli.

Hokusai realizzò la seconda versione della Grande Onda nel 1803, a 43 anni. Era la vista di Honmoku al largo di Kanagawa (Veduta di Honmoku vicino a Kanagawa – 賀奈川沖本杢之図 Kanagawa oki Honmoku no zu), e presentava una tavolozza di colori tenui e due punti focali: l’onda, aumentata di scala rispetto a prima, e una nave che tenta la traversata. L’onda è stilizzata e semplificata, con la sua forma suggerita da contorni minimalisti e piccoli abbellimenti.

Due anni dopo, nel 1805 a 45 anni, Hokusai completò la “Imbarcazioni da trasporto in mezzo alle onde (おしをくりはとうつうせんのづ Oshiokuri hatō tsusen no zu)”. Qui, mantenne alcune delle caratteristiche del quadro precedente, tra cui la presenza di una barca e la cresta semplificata dell’onda. Per questa illustrazione riorganizzò la composizione, spostando l’onda dal lato destro a quello sinistro, rendendola naturalmente comprensibile all’osservatore occidentale ma curiosamente al contrario di come ragiona in modo spontaneo un giapponese. La scelta dell’onda da sinistra a destra divenne definitiva, trasferita nella sua ultima e più famosa “Grande Onda”.

Il seguente quadro dell'”Onda” venne riproposto ben 25 anni dopo, con la prima delle xilografie intitolate “36 Vedute sul Monte Fuji”. Il successo dell’opera fu da subito di grandissime proporzioni, una fama internazionale raggiunta quando l’autore aveva già compiuto i 70 anni.

Egli raccontò: “Da quando avevo sei anni, avevo l’abitudine di disegnare cose che vedevo intorno a me. All’età di 50 anni ho iniziato a lavorare sul serio, producendo numerosi disegni. Ma non è stato fino al 70° anno, tuttavia, che ho prodotto qualcosa di significativo“.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...