Il Giappone ha ucciso, durante l’ultima stagione di caccia, 333 Balene. L’obiettivo è, secondo le autorità giapponesi, realizzare una ricerca a scopi scientifici che consenta di campionare le balene antartiche in base a età, sesso e stato di gravidanza.

La realtà oggettiva è l’uccisione dei cetacei a fini commerciali, con il pretesto della ricerca

La specie vittima della caccia è la balenottera minore antartica (Balaenoptera bonaerensis), una delle balene più comuni che viene cacciata a scopi scientifici dagli anni ’80. L’ultima caccia ha portato sul suolo giapponese 333 cetacei, di cui 122 erano in stato di gravidanza. 114 di loro inoltre erano immature, quindi ancora non avevano effettuato la riproduzione, che avviene per questo animale verso i 7/8 anni di età.

Secondo il rapporto, che trovate disponibile in versione integrale a questa pagina, i ricercatori hanno acquisito dati sull’età, sulle dimensioni e sul contenuto dello stomaco delle Balene, catturate nell’Oceano Meridionale fra Australia e Antartide. Questo ha comportato l’utilizzo di arpioni con puntale esplosivo, un metodo che porta a morte istantanea soltanto nel 50-80% dei casi, trasportando i capi in una nave da ricerca e macellandoli sul posto.

Uccidere le balene in questo modo era necessario, affermano i ricercatori, poiché

le informazioni sull’età possono essere ottenute solo da tappi per le orecchie interni e quindi solo attraverso metodi di campionamento letali

Nonostante le affermazioni delle autorità Giapponesi, secondo cui la caccia alle balene abbia scopi totalmente scientifici, il paese permette la vendita di carne di balena al mercato e al ristorante, e consente la prosecuzione della baleneria commerciale.

Il Tribunale internazionale dell’Aia ha dichiarato illegale il programma di caccia alle balene antartico del Giappone nel 2014. I nipponici, anziché cancellare il programma, hanno ritirato il loro riconoscimento all’istituzione come arbitro delle controversie sulle balene e hanno ripreso la caccia nel 2015. L’Australia, che si oppone fermamente alla caccia degli splendidi cetacei, ha denunciato più volte le attività, giapponesi, sino a oggi senza successo. Secondo il Sydney Morning Herald, il Giappone prevede di uccidere altre 4.000 balene nei prossimi 12 anni.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...