Di Facebook si è scritto e detto di tutto, ma soprattutto è diventato onnipresente nella vita di miliardi di persone. Probabilmente anche voi che leggete avete raggiunto questo articolo mediante App per Smartphone o come collegamento alla pagina Facebook di Vanilla Magazine. Facebook è onnipresente, per moltissimi di noi. Se non usate il social, probabilmente avete un profilo Instagram, oppure Whatsapp. Tutte proprietà di Facebook Inc. E’ interessante rivedere la storia di questa media-company globale dagli inizi, che sono davvero modesti quanto ci si immagina…

Facebook inizia la sua storia al dormitorio di Harvar, precisamente alla Kirkland’s House:

Nel 2003, Mark Zuckerberg, allora studente del secondo anno ad Harvard, realizza un sito web chiamato Facemash:

“Facemash” diventa subito virale, anche se allora la parola non esiste ancora nel senso del web. Zuckerberg usa le fotografie dei suoi compagni di classe che ha hackerato dai file di identità del dormitorio dell’amministrazione scolastica e ottiene 22.000 visualizzazioni di pagina da 450 persone diverse durante le prime quattro ore in cui è pubblicato.

Pochi giorni dopo, l’amministrazione di Harvard ordina che il sito venga rimosso, citando violazioni di copyright e preoccupazioni per la sicurezza. Zuckerberg affronta un’azione disciplinare ma gli viene permesso di rimanere a scuola.

Per nulla scoraggiato dalla chiusura di Facemash, Zuckerberg lancia “Thefacebook” il 4 febbraio 2004:

Sei giorni dopo il lancio, tre studenti più grandi, Cameron and Tyler Winklevoss and Divya Narendra, affermano di aver chiesto a Zuckerberg di costruire un sito Web chiamato HarvardConnection.com, del tutto simile a Facebook. La causa si risolve soltanto nel 2008:

Nel giro di un mese la metà degli studenti è iscritta a Thefacebook, e nel marzo 2004, Thefacebook si era espanso a Yale, Columbia e Stanford. Zuckerberg ha coinvolto alcuni studenti di Harvard, Dustin Moskovitz, Eduardo Saverin, Andrew McCollum e Chris Hughes come cofondatori per aiutarlo a crescere con il sito e a costruire un vero e proprio business:

Pochi mesi dopo il lancio, il team di Facebook era riuscito ad inserire il primo annuncio pubblicitario sul sito:

A questo punto, già con centinaia di migliaia di iscritti, Thefacebook è ancora sviluppato nel dormitorio di Harvard:

A metà 2004 Zuckerberg contatta direttamente Sean Parker, leggendario fondatore di Napster, per diventare il primo presidente dell’azienda. Sarà lui a suggerire il nome “facebook”, il cui dominio facebook.com verrà acquistato nel 2005 per 200.000 dollari:

A Giugno 2004 apre il primo ufficio di Thefacebook a Palo Alto, in California:

A quei tempi l’azienda non è nota tanto per il suo business quanto per essere un luogo in cui si fanno tantissime feste. L’ufficio, nel centro di Palo Alto, era incredibilmente modesto, uno spazio interno a questo edificio:

Zuckerberg era famoso per andare sempre in ufficio in bermuda, a piedi nudi e con una birra in mano:

In primo piano uno studente che sta spinando della birra, mentre alle spalle si vede Andrew McCollum con un’amica:

L’ufficio era noto anche per i graffiti, non proprio formali, che aveva alle pareti:

Durante il primo mese a Palo Alto arriva anche il primo investimento esterno. Sono i fondatori di Paypal, David Thiel ed Elon Musk, che investono 500.000 dollari nell’azienda:

In quel periodo Facebook è già un sito largamente adottato da tutti gli studenti del college statunitensi:

Nel maggio 2005, Facebook raccoglie 13,7 milioni di dollari in finanziamenti, e nel 2006 introduce il newsfeed, la funzionalità restituisce alle persone un flusso in tempo reale di ciò che i loro amici stanno facendo, ed è la svolta fondamentale che diviene la caratteristica fondante di Facebook stesso. Alla fine del 2007 Zuckerberg incontra un dirigente di Google, Sheryl Sandberg, a una festa di Natale, e riesce a “strapparla a Google”, facendola diventare direttrice operativa, ruolo che ricopre a tutt’oggi:

Nel 2009 Facebook si sposta in un ufficio molto più capiente presso lo Stanford Research Park:

Il trasferimento avviene mentre Facebook sta conoscendo una crescita esplosiva. Entro la fine del 2010 il sito serve qualcosa come 3 miliardi di visualizzazioni di pagine al mese, una cifra da capogiro. L’ufficio dello Stanford Park non contiene Facebook a lungo, e nel 2011 i ragazzi si spostano di nuovo:

Questa prendono gli spazi in un campus aziendale, una volta occupato da Sun Microsystems, che era caduto in disgrazia e acquisito da Oracle. Zuckerberg ribattezza la via principale del campus “Hacker Way”:

Nel 2011 Facebook sta già dimostrando di essere un potente veicolatore di movimenti politici, con la Primavera Araba che impazza in Africa:

Anche Zuckerberg, allora ventisettenne, inizia a frequentare la scena politica statunitense. Qui sotto a colloquio con Obama:

Da subito, e già da allora, Facebook diviene sostenitore dell’uguaglianza matrimoniale e della parità dei diritti:

La crescita del social network è inarrestabile. Facebook ottiene la sua offerta pubblica iniziale da 5 miliardi di dollari il 18 maggio 2012:

Lo stesso anno Facebook inizia a dare ai dipendenti il suo “Piccolo libro rosso”. Il libro, che da allora è diventato leggenda, consiste in slogan propagandistici. Facebook lo da ai dipendenti per assicurarsi, anche se la società è cresciuta rapidamente, che sarebbero rimasti a lavorare al social network anche in futuro:

Il giorno dopo la IPO Zuckerberg, nel frattempo, trova anche il tempo per sposarsi con Priscilla Chan, sua compagna dai tempi di Harvard:

Nel 2012 iniziano anche le acquisizioni, con il fondatore Kevin Systrom che cede Instagram per 1 miliardo di dollari:

Zuckerberg acquista poi Oculus Rift per 2 miliardi di dollari:

E infine l’acquisizione da record della compagnia, Whatsapp, che viene acquistata per 19 miliardi di dollari nel Febbraio 2014, con il co-fondatore Jan Koum che entra a far parte del board di Facebook:

Durante quel periodo Facebook ha già 1,23 miliardi di utenti connessi mensilmente all’App o al sito web:

Nel Marzo del 2015 Facebook si sposta di nuovo, questa volta nei definitivi uffici del Menlo Park, in California, dove Zuckerberg lavora in mezzo a tutti gli altri dipendenti:

L’azienda è veicolata da un unico obiettivo: connettere tutte le persone del mondo:

Come Zuckerberg spiega nella lettera agli investitori per la IPO di Facebook: “In poche parole: non costruiamo servizi per fare soldi, facciamo soldi per costruire servizi migliori“. Nel dicembre 2015 Zuckerberg annuncia che sta entrando nel mondo della filantropia in grande stile. Lui e sua moglie costituiscono la Chan Zuckerberg Initiative, una società a responsabilità limitata in cui confluisce il 99% della sua ricchezza che viene reinvestita in cause in grado di cambiare il mondo:

Nonostante le iniziative benefiche, Zuckerberg mantiene il pugno di ferro sull’azienda. Il modo in cui ha strutturato le azioni di Facebook gli dà un potere di voto sproporzionato che lo mantiene al comando, indipendentemente da quello che succede alla società. Qualsiasi cosa succeda, non può perdere il controllo dell’azienda:

Sulla scia delle elezioni presidenziali del 2016, Facebook ha dedicato gran parte del 2017 alla verifica delle “notizie false” e della disinformazione in genere. Con lo scandalo Cambridge Analytica, che mostra come questa aveva ottenuto impropriamente i dati personali di ben 87 milioni di utenti di Facebook, Zuckerberg è chiamato a rispondere al tavolo del Congresso degli Stati Uniti:

Nonostante le proteste, lo scandalo sulla Privacy non interessa gli utenti in modo diretto, e quindi sembra difficile che il colosso possa vacillare.

Nonostante, comunque, oggi Facebook sia una delle più grandi aziende del mondo, Zuckerberg e il suo team hanno iniziato il loro percorso da una camera di Harvard, un cammino lunghissimo che li ha portati a dominare il mondo dei Social Media. La domanda che sorge spontanea è: chi domina la comunicazione globale non domina anche il mondo stesso?

Nonostante sia ormai datato (del 2010) il film “The Social Network” racconta molto nel dettaglio la storia dei primi anni di Facebook:

Categorie: Tecnologia

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...