I moderni test per verificare lo stato di gravidanza consentono a una donna di conoscere la propria condizione grazie alla reazione chimica dell’urina, che conferma o smentisce la presenza di un particolare ormone, la Gonadotropina corionica, presente solo nelle donne incinte. 3.600 anni fa, nell’Antico Egitto, le donne facevano qualcosa di simile:

Urinavano in un sacchetto d’orzo e in un sacchetto di farro, e poi attendevano gli sviluppi

Ovviamente non si trattava di un test in grado di restituire la risposta in qualche minuto, ma entro qualche giorno si potevano conoscere gli esiti dell’esperimento. Autore dell’ultimo studio è Kim Ryholt, egittologo di fama mondiale, a capo della collezione dei papiri Carlsberg presso l’Università di Copenaghen, che afferma:

Se l’orzo cresce è un maschio. Se cresce il farro è una femmina. Se né l’orzo né il farro danno segni di germogli il test veniva considerato negativo

Questo antico metodo era già stato studiato dagli storici della medicina, ma presso l’Università Danese si è recentemente completata la traduzione dei geroglifici che confermano le ipotesi precedenti.

Sotto, papiro medico egiziano:

Il test era efficace?

Sembra incredibile a dirsi, ma secondo il National Institutes of Health statunitense, uno studio del 20° secolo ha confermato le ipotesi delle antiche donne egizie.

Il test aveva un’accuratezza del 70%

Ovviamente però non era in grado di identificare il sesso del nascituro. Il successo del test sarebbe da imputare agli alti livelli di estrogeni, che potevano stimolare con facilità la crescita dei semi. Oltre al test di gravidanza, il papiro oggetto di studio comprende anche alcuni trattamenti per le malattie degli occhi.

In un’intervista alla CNN, Ryholt ha affermato: “I testi sono danneggiati, scritti in un antico linguaggio leggibile da pochissimi, e la terminologia impiegata è immensamente complessa. I papiri medici egizi sono molto rari, e questa nuova traduzione potrebbe essere una pietra miliare anche per le altre scritture“.

Sotto, i laboratori dell’Università di Copenaghen:

Una delle ricercatrici del progetto, Sofie Schiødt, ha dichiarato: “Molte delle idee contenute nei testi medici dell’antico Egitto appaiono di nuovo in testi greci e romani. In seguito sono stati ripresi nei testi medici medievali del Medio Oriente per poi giungere sino alla medicina premoderna“.

Sotto, la ricercatrice Sofie Schiød:

Questo test di gravidanza empirico influenzò tutta la scienza medica successiva, e menzione del metodo si trova anche in un libro di folklore tedesco del XVII secolo. L’urina era considerata fondamentale per comprendere lo stato di salute delle persone, e in un altro testo del 1553 si legge: “L’urina in gravidanza è chiara, colore del limone pallido che versa sul bianco sporco, con una nuvola sulla sua superficie“.

Altri test empirici comprendevano la miscelazione di vino e urina, aspettando reazioni chimiche che indicassero, o meno, lo stato interessante. La Collezione di papiri Carlsberg comprende circa 1.400 manoscritti, la maggior parte dei quali risalgono al periodo che va dal 2.000 a.C. al 1.000 d.C. La stragrande maggioranza di questi testi non era stata tradotta sino alla donazione all’Università di Copenaghen, nel 1939.

Sotto, il papiro Edwin Smith, il documento che parla di chirurgia più antico al mondo:

Fonte: Sciencenordic.

Categorie: Scienza

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...