Da sempre, l'”isteria” è stata indicata come malattia di donne vittime dei più disparati traumi psicologici. In principio, in particolar modo nell’Antica Grecia, si credeva avesse origine dallo spostamento dell’Utero (Hystera = Utero). In seguito, l’isteria rimase legata alla capacità sessuale, ma più specificamente alla disfunzione della stessa: la “cura” utilizzata era un “massaggio” dei genitali da parte del medico, atto alla stimolazione dell’orgasmo, terapia indicata per curare i sintomi della malattia mentale.

Durante l’800 il dottor Jean-Martin Charcot, anche noto come “il padre della neurologia”, divenne famoso per i suoi studi nel campo dell’isteria, e la sua possibile connessione all’epilessia, una degenerazione, di origine ereditaria, del sistema nervoso. Negli anni ’70 dell’800 tenne una serie di conferenze al fine di esporre le proprie conclusioni, ricavate sulla base dell’osservazione di pazienti femminili presso l’Ospedale Salpêtrière di Parigi.

Tali studi comprendevano le fotografie (che trovate nella galleria di questo articolo) delle varie fasi della malattia, realizzate da Paul Regnard – fotografie che sono ormai diventate parte della storia dello studio della psicologia nelle immagini mediche.

Le foto sono state poi raccolte in un libro, “Iconographie photographique de la Salpêtrière”, realizzata da due suoi allievi, Desiré Magloire Bourneville (1840-1909) e di Paul-Marie-Léon Regnard (1850-1927).

Nelle immagini si osservano pazienti presunte affette da isteria, una malattia che racchiudeva innumerevoli forme di disturbi mentali, più in genere per indicare un tipo di attacchi nevrotici molto intensi, di cui erano generalmente vittime soggetti femminili.

Oggi il termine “isteria” è caduto in disuso, sostituito da 3 diversi concetti di patologia. Il disturbo somatoforme, quando coinvolge il corpo del paziente, il disturbo dissociativo dell’identità quando interessa l’aspetto mentale e il disturbo istrionico di personalità, caratterizzato da un’intensa emotività che si manifesta con modalità teatrali, e da costanti tentativi di ottenere attenzione dagli altri mediante comportamenti seduttivi.

Iconographie photographique de la Salpêtrière#7:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#8:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#9:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#10:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#11:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#12:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#13:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#14:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#14:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#15:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#16:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#17:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#18:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#19:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#20:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#21:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#22:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#23:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#24:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#25:

Iconographie photographique de la Salpêtrière#26:

Avatar
Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.