Il cappuccio delle Azzorre (in portoghese, “capote e capelo”) è un capo di abbigliamento tradizionale delle Azzorre indossato fino agli anni ’30 del XX secolo. Un grande mantello copriva l’intera figura di una donna, permettendo alla luce di illuminare soltanto una piccola porzione del volto. Nonostante sia un capo tradizionale delle isole portoghesi alcuni sostengono che provenisse dalle Fiandre (fra i primi colonizzatori dell’isola) mentre altri affermano che si tratti di un adattamento a mantelli e cappucci che andavano di moda nel Portogallo del XVII e XVIII secolo.

Nelle diverse isole delle Azzorre si trovano forme e motivi diversi del “capote-e-capelo”, ma una caratteristica li accomunava tutti:

Il tessuto, un resistente panno blu elettrico che si tramandava di madre in figlia

Nel libro di Mark Twain “Gli innocenti all’estero”, del  1869, l’autore fa una disamina del Cappuccio delle Azzorre: “Qua e là sulla soglia abbiamo visto donne con cappucci portoghesi alla moda. Questo cappuccio è di spessa tela blu, attaccato a un mantello della stesso materiale, ed è una meraviglia di bruttezza. Si erge dritto in alto, si allarga all’esterno ed è insondabilmente profondo. Si adatta come una tenda da circo, e la testa di una donna è nascosta al suo interno come l’uomo che suggerisce ai cantanti dalla sua baracca di latta nel palcoscenico di un’opera…. Lo stile generale è lo stesso in tutte le isole, e rimarrà tale per i prossimi diecimila anni, ma ogni isola conforma le sue capote in modo sufficientemente differente da consentire all’osservatore di poter riconoscere a prima vista da quale particolare isola provenga la signora che lo indossa“.

Oggi è rarissimo vedere una donna che indossi un “capote-e-capelo”, un abbigliamento utilizzato soltanto durante le rievocazioni storiche dei tempi che furono.

“Capote e Capelo” #5:

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...