La Grecia viene spesso identificata come una delle culle della civiltà, univocamente nota per esser la patria della nascita della democrazia. Fino a oggi però non era celebre per essere la casa dei primi Homo sapiens europei, sino a quando uno studio dell’Università di Tubinga, pubblicato su Nature il 10 Luglio 2019, non ha svelato la natura dei crani scoperti nel 1978 nella grotta di Apidima, nelle vicinanze di Kalamata e Sparta.

Sotto, la Grotta di Apidima come visibile su Google Maps 3D a questo link:

210.000 anni fa i nostri antenati vissero in questa antica grotta del Peloponneso, situata in quello che viene definito il “2° dito” della regione ellenica, fra i primi coloni del continente Europeo. Lo svela lo studio sui crani “Apidima 1” e “Apidima 2”, scoperti nel 1978 da una spedizione condotta dal Museo Archeologico Nazionale di Grecia in collaborazione con il Laboratorio di Geologia storica-Paleontologia dell’Università di Atene, l’Istituto di geologia e sfruttamento minerale e l’Università Aristotele di Salonicco.

Ricostruzione di Apidima 1, Katerina Harvati, Università Eberhard Karls di Tubinga:

Il capo della ricerca Theodore Pitsios e i ricercatori scoprirono circa 20.000 reperti, fra cui frammenti di ossa, denti di diversi animali e strumenti litici risalenti a diverse epoche della preistoria.

I due fossili maggiormente significativi sono due crani, di cui uno, Apidima 2, ha una morfologia neandertaliana e risale a circa 170.000 anni fa, mentre Apidima 1 è molto più vecchio, datato con il metodo dell’uranio-torio a 210.000 anni fa, e rappresenta un mix di caratteristiche umane antiche e moderne.

Apidima 1 è la più antica testimonianza di Homo sapiens fuori dall’Africa

Sotto, Apidima 2 e la sua ricostruzione. Katerina Harvati, Università Eberhard Karls di Tubinga:

Il salto cronologico rispetto alle datazioni più antiche è impressionante, perché il cranio è più antico di 150.000 anni rispetto ai precedenti reperti europei considerati più vecchi. La ricercatrice a capo del progetto, Katerina Harvati, spiega che: “I nostri risultati suggeriscono che almeno due gruppi di persone vivevano nel Pleistocene medio in quella che oggi è la Grecia meridionale: una popolazione di Homo sapiens, seguita da una popolazione di Neanderthal“.

La Harvati ha spiegato che i prossimi studi tenteranno di estrarre il DNA dagli antichissimi fossili, anche se l’operazione sarà difficilissima.

La Grecia, patria degli Dèi dell’Olimpo e degli Eroi Omerici, ha appena svelato uno dei suoi più straordinari segreti. Apidima 1 non venne forgiato da Prometeo, ma per noi esseri umani moderni rappresenta un tassello chiave nella comprensione della colonizzazione del genere Homo fuori dall’Africa.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...