La pasta è il cibo italiano più gustato al mondo (insieme alla pizza), e le sue origini sono antichissime. Conosciuta già ai tempi della Magna Grecia, Cicerone tesseva le lodi della làgana, attuale lasagna, e prima di lui gli etruschi e gli abitanti della Magna Grecia avevano imparato a preparare i makarṓnia (termine che anche attualmente in greco indica la “pasta”) che indicavano un “cibo beato”.

Tre ragazzi portano degli spaghetti. Napoli, 1932:

La pasta di grano duro essiccata è un’invenzione molto più recente, e viene tradizionalmente collocata nella Sicilia Medievale musulmana, quando dall’isola partivano carichi di derrate alimentari adatte a conservarsi per lunghissimi viaggi, prima per nave e poi a cavallo in tutta l’Africa. Da quell’invenzione si svilupparono in tutti i comuni e città italiane centinaia di botteghe di pasta, un affare tanto importante da esser regolato dal Papa in persona.

Alcuni spaghetti durante l’asciugatura in un cortile, fotografia del 1928:

La diffusione della pasta secca avverrà in particolar modo grazie ai commercianti e navigatori genovesi, che porteranno i loro fidelli (spaghetti) in tutta Europa. La Liguria, la Campania, il Lazio e la Sicilia diverranno le regioni di maggior produzione di pasta secca, mentre in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Basilicata si continuerà con la produzione della pasta all’uovo, tradizioni che, ancor oggi, rispecchiano le abitudini alimentari delle nostre regioni.

Alcuni ragazzi trasportano gli spaghetti per l’essiccazione. Fotografia non datata degli anni ’20:

La definitiva diffusione della pasta all’italiana in tutto il mondo avverrà grazie alle migrazioni di fine ‘800 e inizio ‘900, quando lasceranno il belpaese complessivamente 14 milioni di italiani, che non porteranno con sé soltanto la tecnica di produzione della pasta ma, anche, della famosissima Pizza.

Un operaio sistema degli spaghetti su uno stendino prima che venga trasferito in un essiccatoio. Italia, circa 1955:

Nonostante la pasta sia un alimento tanto antico, un falso-documentario della BBC del 1957 fece credere a tutti gli inglesi che gli spaghetti nascono sugli alberi

Spaghetti asciutti in un pastificio italiano:

Un operaio al lavoro sulla pasta che sta asciugandoin una fabbrica. Italia, 1932:

Alcuni operai lavorano le canne di bambù necessarie all’asciugatura della pasta. Fotografia scattata in Campania, nel 1932:

Un operaio della Atlantic Macaroni Company fa asciugare gli spaghetti in una fabbrica di Long Island, a New York, nel 1943:

Alcuni operai al lavoro per l’essiccazione degli spaghetti. Napoli nel 1932:

Zelda Albano taglia alcuni spaghetti da una macchina in un pastificio di Holloway, a Londra, nel 1955:

Alcuni ragazzi all’opera su degli spaghetti a Napoli, nel 1934.

Due ragazzi lavorano al trasporto della pasta in una fabbrica di Napoli, nel 1929:

Una operaia al lavoro in Russia, nel 1932:

Uno chef prepara le tagliatelle al King Bomba’s, uno dei più grandi negozi italiani di Soho. Londra nel 1939:

Alcune file di spaghetti appesi ad asciugare in una fabbrica di Napoli, nel 1925 circa:

Asciugatura della pasta, 1925 circa:

Uomini al lavoro in un pastificio, nel 1940 circa:

Un operaio al lavoro in una fabbrica italiana, nel 1932:

La pasta appesa ad asciugare in un mercato:

Un uomo al lavoro su un macchinario, fotografia del 1932:

Tutte le immagini sono di pubblico dominio.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...